Il Forza e Costanza prepara un giugno di fuoco: Itf femminile e Camozzi Open in due settimane



La premiazione degli Internazionali femminili di Brescia del 2018. L'appuntamento con la tredicesima edizione è dal 3 al 9 giugno, al Tennis Forza e Costanza (foto GAME)

Brescia, 18 marzo – Non sono molte, in Italia e non solo, le realtà a poter vantare l’organizzazione di due tornei internazionali nella stessa stagione. E sono ancor meno quelle in grado di farlo nell’arco di sole due settimane, utilizzando due diverse strutture del medesimo club. Particolarità che riassumono il mese di giugno da urlo del Tennis Forza e Costanza di Brescia, capace – in un periodo non troppo felice per i tornei internazionali italiani – di cavalcare ancora l’onda del successo: tutto pronto per riproporre i due appuntamenti di fine primavera. Intanto l’Itf femminile da 60.000 dollari di montepremi, e poi il Camozzi Open maschile e femminile di tennis in carrozzina. Il primo, giunto alla dodicesima edizione e secondo in Italia soltanto ai tornei WTA di Roma e di Palermo (quest’ultimo tornerà a luglio dopo sei anni di pausa), si giocherà da lunedì 3 a domenica 9 giugno, di nuovo nella seconda settimana del Roland Garros, naturalmente nell’affascinante cornice del Castello di Brescia, migliorata e arricchita edizione dopo edizione. La compressione dei tornei voluta dall’International Tennis Federation farà slittare il via a lunedì e toglierà un giorno di gare (da otto a sette, in virtù delle qualificazioni ridotte a due turni invece di tre), ma lo spettacolo resterà lo stesso delle ultime edizioni. La corona di regina del Castello è già pronta a l’erede nell’albo d’oro dell‘estone Kaia Kanepi, campionessa nel 2018, oggi tra le Top 100 e già numero 15 della classifica mondiale.

Come nella passata stagione, appena termineranno gli Internazionali femminili di Brescia, sarà subito la volta del Camozzi Open, altro appuntamento cardine del calendario internazionale italiano, in programma da giovedì 13 a domenica 16 giugno sui campi di via Paolo Signorini. Nato nel 2012 come torneo nazionale, l’evento organizzato in collaborazione con Active Sport è cresciuto rapidamente fino a mettere sul piatto 5.000 dollari di montepremi, prize money massimo per la categoria Itf Futures. Solo tre tornei in Italia sono in grado di offrire di più, a testimonianza del valore di un evento che non solo è riuscito a entrare nel cuore di tanti, ma ha anche proposto un tennis di livello via via sempre più alto. Basti pensare che nel corso delle prime sei edizioni il Camozzi Open ha visto sul gradino più alto del podio due leggende del tennis in carrozzina come l’austriaco Martin Legner e il polacco Tadeusz Kruszelnicki, oltre ad aver rappresentato un momento di svolta per la carriera di Giulia Capocci, per risultati la miglior italiana di sempre nella disciplina. Nel 2016 la toscana vinse in città il suo primo titolo internazionale in singolare e, soli tre anni dopo, è numero 5 della classifica mondiale, miglior risultato nella storia del tennis in carrozzina azzurro. Segno che Brescia porta bene. E al Forza e Costanza lavorano perché la buona tradizione possa continuare.

Area download immagini

Leggi Tutto

Matteo Arnaldi, vittoria e pass per gli Slam



Milano, 12 marzo 2019 – Una vittoria che vale già tanto di per sé, ma pesa ancora di più se osservata in prospettiva, e come passaggio cardine del percorso prefissato per il 2019. Si tratta dello splendido successo conquistato lo scorso sabato da Matteo Arnaldi nel Mediterranée Avenir, torneo Itf under 18 di Grado 1 andato in scena a Casablanca, in Marocco (terra battuta). Un appuntamento dove il giovane della Milano Tennis Academy, 18 anni compiuti lo scorso 22 febbraio, partiva come uno dei tanti talenti in gara, nascosto dietro la nona testa di serie. E che invece lo ha visto grande protagonista, sfoderando un tennis di qualità. Nel suo cammino verso il quarto titolo Itf juniores (se ne era presi due in singolare e uno in doppio, ma nessuno così prestigioso), Arnaldi ha mandato al tappeto uno dopo l’altro tre dei primi quattro favoriti. Ai quarti è toccato al numero 2 del seeding Valentin Royer, francese, superato per 4-6 6-0 6-1; in semifinale è stata la volta dello spagnolo Carlos Gimeno Valero (n.4, battuto per 7-5 0-6 6-3); mentre in una finale coperta addirittura dalla tv, a cedere sotto i colpi del sanremese è stato il favorito numero 1 Gauthier Onclin, belga, superato per 7-5 6-2. Il trionfo ha confermato i progressi tecnici compiuti da Arnaldi, che nell’ultimo periodo si è gradualmente trasformato da buon difensore a ottimo contrattaccante, e gli ha permesso di fare un balzo di ben 47 posizioni nella classifica mondiale under 18: da n.88 è stato catapultato al n.41, terzo italiano dietro a Musetti e Zeppieri.

Proprio il ‘più 47’ fatto registrare nel ranking è il risultato migliore che Arnaldi si porta a casa dal Marocco, perché gli consegna una classifica che gli permetterà di completare il suo personalissimo Grande Slam fra gli under 18. A gennaio ha giocato a Melbourne l’Australian Open, e ora si è garantito un posto anche al Roland Garros, a Wimbledon e agli Us Open. “Era uno dei nostri obiettivi per la stagione – spiega Ugo Pigato, coach della MTA – e siamo felici che Matteo l’abbia raggiunto. La possibilità di giocare gli Slam juniores è il vero valore aggiunto dell’attività giovanile: sono tornei che lasciano delle esperienze preziose per il futuro”. A sorridere, in particolare, è proprio lo stesso Pigato, che di Arnaldi era stato maestro durante la sua lunga permanenza a Sanremo, prima di doverlo abbandonare per trasferirsi in Lombardia. “Ma quando è nata la Milano Tennis Academy – dice ancora il tecnico – ho pensato subito a lui. È un ragazzo che merita, ci sembrava doveroso provare a coinvolgerlo in un progetto così ambizioso”. L’hanno fatto, Arnaldi ha accettato volentieri e oggi la fa spola tra Sanremo e Milano, con l’obiettivo di diventare un giocatore professionista. Un traguardo che certi risultati fanno sembrare più vicino.

MTA: IL NUOVO LABORATORIO TENNISTICO DI MILANO

La Milano Tennis Academy è nata nel giugno 2018 dal sodalizio tra Franco Bonaiti e Ugo Pigato, due dei tecnici più titolati del panorama nazionale, affiancati dal terzo socio Piercarlo Guglielmi, presidente e responsabile manageriale dell’Academy. L’obiettivo è la costituzione di un laboratorio tennistico di alto profilo e di respiro internazionale, che possa portare Milano allo stesso livello delle città e delle accademie più importanti al mondo. Un progetto che si inserisce a pieno titolo nel contesto della Milano moderna e metropolitana di oggi, e che ha base allo Sporting Milano 2, oasi verde nel quartiere residenziale alle porte del capoluogo. All’interno della struttura la MTA conta su sette campi, di cui sei coperti in inverno: 4 in sintetico e 3 in terra battuta. E ancora su players’ lounge, palestre, palazzetto dello sport, centro benessere e tutto ciò che serve per mettere a proprio agio i giocatori, provenienti da ogni parte d’Italia e non solo.

Leggi Tutto

Pre-qualificazioni IBI19: al Green Park vince Basso



Torino – Oltre 320 iscritti nei tabelloni di singolare, 68 coppie in gara nel doppio, e un sogno ancora vivo per otto giocatori. Sono i numeri del successo della tappa piemontese delle Pre-qualificazioni maschili degli Internazionali BNL d’Italia 2019. L’ultima fase regionale è terminata ieri sui campi del Green Park Club di Rivoli. Un trionfo per tutti, dagli organizzatori che hanno scommesso sull’evento, alle otto racchette che dal comune alle porte di Torino si sono guadagnate un pass per il Foro Italico. In testa alla lista c’è il 25enne genovese Andrea Basso, numero 369 del ranking Atp, che per una settimana ha messo da parte l’attività internazionale e si è presentato al Green Park nelle vesti di uomo da battere. Un compito, quello di mandarlo al tappeto, che non è riuscito a nessuno dei tre piemontesi giunti insieme a lui in semifinale. Obiettivo sfumato con più di un rimpianto per Edoardo Lavagno, campione in carica. Dodici mesi fa il ventenne torinese si prese il titolo al Ct Le Pleiadi di Moncalieri, mentre sulla terra di Rivoli si è dovuto arrendere per 5-7 6-2 7-6 (dopo una battaglia di oltre due ore) sotto gli occhi di tantissimi spettatori. Sul 5-2 al terzo set in suo favore Lavagno sembrava avere la vittoria in pugno, ma non aveva fatto i conti con un Basso mai domo. Il mancino ligure l’ha prima riagganciato e poi superato nel tie-break finale fino a prendersi successo e fetta più corposa – 3.500 euro – dei 14.430 in palio. Per Lavagno, però, il posto per Roma c’è comunque: il torneo promuoveva al Foro Italico entrambi i finalisti.

La premiazione del tabellone di doppio e di Quarta categoria

Un piemontese a Roma ci va anche grazie al doppio maschile, che a sorpresa ha visto il successo della coppia composta dal novarese Giovanni Fonio e dal toscano Federico Maccari (residente a Torino). I favoriti per il successo erano Julian Ocleppo e Andrea Vavassori, che dodici mesi fa agli Internazionali BNL d’Italia giocarono nel tabellone principale del Masters 1000. Questa volta però hanno prevalso per 7-6 6-2 Fonio e Maccari. Ampio spazio anche ai Terza e Quarta categoria, a caccia della qualificazione per i master nazionali che si giocheranno nel week-end finale degli IBI19. La conclusione dei tabelloni di “Terza” ha premiato Andrea Serra, passato per 6-2 6-1 in finale su Alfredo Santacroce. Tra i “Quarta” (scremati dalla precedente fase provinciale) successo per Filippo Salvatori, a segno per 6-0 6-0 su Matteo D’Agostino. A Roma, sempre a livello di Quarta categoria, vanno anche due doppisti: Roberto Rosso e Paolo Lopatriello, promossi per 6-4 7-5 nel duello decisivo contro Benevenga/Occoferri. Ancora tutto da decidere, invece, fra le donne: la fase finale piemontese si giocherà al Circolo della Stampa Sporting di Torino dal 30 marzo al 14 aprile.

Andrea Serra, vincitore a Rivoli del tabellone regionale riservato ai Terza categoria

TUTTI I RISULTATI

OPEN

Singolare maschile. Quarti di finale: Basso b. Campo 6-4 6-1, Tomasetto b. Arnaboldi 6-3 7-5, Ocleppo b. Fonio 6-4 6-3, Lavagno b. Ceppellini 6-3 6-1. Semifinali: Basso b. Tomasetto 7-6 3-6 6-1, Lavagno b. Ocleppo 3-6 6-4 6-3. Finale: Basso b. Lavagno 5-7 6-2 7-6.

Doppio maschile. Semifinali: Maccari/Fonio b. Ceppellini/Basso 6-3 7-6, Vavassori/Ocleppo b. Giannuzzi/Roggero 6-2 7-6. Finale: Maccari/Fonio b. Vavassori/Ocleppo 7-6 6-2.

Qualificati per Roma i finalisti del singolare e i vincitori del doppio.

TERZA CATEGORIA

Finale: Serra b. Santacroce 6-2 6-1.

Qualificato per Roma il vincitore del singolare.

QUARTA CATEGORIA

Finale singolare: Salvatori b. D’Agostino 6-0 6-0.

Finale doppio: Rosso/Lopatriello b. Benevenga/Occoferri 6-4 7-5.

Qualificati per Roma il vincitore del singolare e i vincitori del doppio.

Leggi Tutto

Matteo Fortini, da Correggio agli USA: il tennis è un’opportunità



5 marzo 2019 – Abbandonare il tennis per gli studi universitari? No, tutt’altro. La soluzione, nel caso di Matteo Fortini, è stata quella di allargare gli orizzonti, armarsi di coraggio per sconfiggere qualche perplessità e fare la valigia direzione Portland State University, nell’Oregon. È lì, a 9.000 chilometri e nove ore di fuso orario dalla sua Correggio, che il 22enne emiliano ha trovato la risposta ideale alle sue esigenze, entrando nel magico mondo dei College americani. Una realtà ‘al contrario’ rispetto a quella italiana, assaporata per qualche tempo all’Università di Modena e Reggio Emilia con i corsi di ingegneria gestionale. “Ho capito presto – spiega – che studiare e giocare diventava sempre più complicato. Pur di andare avanti mi sono trovato a fare male entrambe le cose, la mia vita stava diventando frustrante e l’unica soluzione sembrava quella di mollare il tennis”. Una scelta che ha sempre respinto, perché l’avrebbe obbligato a gettare al vento oltre quindici anni di impegno con la racchetta, da quando a soli 4 anni iniziò a giocare per imitare la sorella maggiore. Da allora è cresciuto fino a diventare un ottimo seconda categoria (2.5 in Italia) e a competere anche a livello Itf: troppo per sprecare tutto. Ergo, meglio cambiare le carte in tavola e usare proprio il tennis come biglietto da visita per il College. “Il fatto che in America si possano ottenere borse di studio per meriti sportivi – continua – fa capire quanto sia ampia la differenza col sistema italiano. Da noi non interessa a nessuno se sei uno sportivo: anzi, ricordo di aver avuto problemi con dei professori perché a causa degli impegni col tennis mi è capitato di dover saltare alcune lezioni. Qui invece essere uno sportivo è motivo d’orgoglio”.

E pensare che anni addietro, quando aveva sentito parlare per la prima volta del mondo college, non gli era parsa una strada adatta a lui. “Non mi sentivo la persona giusta. Sono sempre stato molto legato alla mia vita in Italia, e poi il mio inglese non era granché. Tutto questo mi spaventava”. Ma appena ha deciso di provarci, a Matteo si sono aperte di fronte varie strade, grazie all’aiuto di StAR – Student Athletes Recruitment, l’agenzia fondata da Corrado Degl’Incerti Tocci e specializzata nell’aiutare gli sportivi a sbarcare negli States. “Un aiuto fondamentale – dice ancora Matteo -, grazie a loro trovare un posto è stato facile”. Fortini ha scelto Portland, affascinato dalla possibilità di vivere in una grande città, oggi studia ‘business administration’ ed è uno dei pilastri dei “Vikings”, il suo team di tennis composto da dieci ragazzi provenienti da tre continenti. “La mia esperienza è iniziata alla grande: riesco a giocare ogni giorno, ottengo ottimi risultati e ho ritrovato le motivazioni che stavo perdendo”. Come il sogno di fare il tennista, cullato sin da bambino. “Non so cosa mi aspetta per il futuro e non ci penso. Sono qui da poco, e nei prossimi anni avrò modo di capirne di più”. Giusta filosofia: per ora l’importante è aver compiuto il grande passo. Che Matteo suggerisce a chiunque si trovi nella sua stessa situazione.

StAR INTERNATIONAL – SCRIVI LA TUA STORIA

StAR nasce con uno scopo preciso: assistere tutti quei ragazzi che al termine delle scuole superiori devono prendere una delle decisioni più importanti della loro vita: continuare a praticare il proprio sport a un buon livello o dedicarsi agli studi universitari. Ma se ci fosse un’altra strada? StAR si offre di fare da ponte verso le università americane, dove il sistema è costruito intorno all’atleta e le opportunità sono illimitate. In questo ambiente è possibile vivere un’esperienza indimenticabile e formativa, imparare perfettamente l’inglese, ottenere una laurea di valore assoluto e continuare a praticare il proprio sport ad alto livello. Il tutto sfruttando le borse di studio che ogni anno le università americane erogano per decine di migliaia di ragazzi. Visita www.star-international.org, la nostra pagina Facebook o contattaci direttamente per e-mail su info@star-international.org per avere ulteriori informazioni.

Leggi Tutto

Tutti i primati della sorpresa Sinner. Riccardo Piatti: “Bravo, ma è solo l’inizio”



Bordighera (IM), 25 febbraio 2019 – Il più giovane italiano di sempre a vincere un torneo Challenger, il primo al mondo a riuscirci fra i nati nel 2001, e anche l’under 18 più avanti nella classifica Atp pubblicata questo lunedì, al numero 324. Nonché numero 13 della Race to Milan dedicata agli Under 21. Tutto questo è Jannik Sinner, il 17enne altoatesino protagonista di una magica settimana al Challenger di Bergamo, dove ha incantato pubblico e addetti ai lavori, prendendosi un titolo inaspettato e generando entusiasmo attorno al suo nome e alla sua storia. Una storia iniziata nel suo Alto Adige, precisamente a Sesto in Val Pusteria, ma svoltata quando quattro anni fa, da giovanissimo, Sinner si è trasferito a Bordighera sotto la guida del team Piatti, su suggerimento di Massimo Sartori. Una scommessa coraggiosa, che l’ha catapultato in un mondo tutto nuovo e l’ha costretto a prendere confidenza con una lingua (l’italiano) che masticava poco, ma che nel giro di poco tempo ha trasformato un ragazzo quasi sconosciuto in una delle più grandi speranze del tennis italiano. L’altoatesino ha trovato casa inizialmente al Bordighera Lawn Tennis Club 1878, base operativa del gruppo prima dell’apertura del Piatti Tennis Center, e poi si è trasferito proprio lì insieme a staff e compagni, che oggi si congratulano per i tanti traguardi ottenuti in un colpo solo, grazie al successo per 6-3 6-1 nella finale contro Roberto Marcora. Ma guai a volare troppo con la fantasia, perché come lo stesso Piatti puntualizza via social, “Il successo deve essere solo l’inizio, in un percorso ancora molto lungo”.


Sinner in compagnia di Andrea Volpini, coach del Piatti Tennis Center che lo segue e l’ha accompagnato nel trionfo bergamasco

Certamente Sinner, al Piatti Tennis Center, è in buone mani, e bastava vedere la sua panchina a Bergamo per rendersene conto. C’erano i preparatori atletici Dalibor Sirola e Dragoljub Kladarin, c’era l’osteopata Claudio Zimaglia, e c’era naturalmente coach Andrea Volpini, che insieme all’allievo cresce e fa esperienza, confrontandosi con un tennis di livello sempre più alto. Un esempio vincente di una delle storiche mission di Piatti, che punta a formare non solo i giocatori, ma anche gli insegnanti. “Siamo soddisfatti del titolo – ha detto Volpini –, ma per noi non è una particolare sorpresa. Sapevamo che i mezzi c’erano, e Jannik aveva solo bisogno di sbloccarsi vincendo qualche partita combattuta. Questa vittoria conferma soltanto le sue possibilità, ed è per questo che i programmi quotidiani di lavoro non cambieranno. Le aspettative? Se uno si pone obiettivi ambiziosi è naturale che abbia tanti occhi puntati addosso. Ma non gli diamo importanza: le aspettative sono quelle che ci poniamo noi stessi per raggiungere certi traguardi, non quelle che la gente ripone in noi”. Tradotto: traguardi e record di precocità contano soprattutto per gli appassionati. Loro invece vanno avanti come se nulla fosse, come hanno sempre fatto. Sin qui ha funzionato a meraviglia.

PIATTI TENNIS CENTER, LA CASA DEL COACH ITALIANO PIÙ VINCENTE DI SEMPRE

Nato a Como nel 1958, Riccardo Piatti è diventato Maestro nel 1982, dopo aver frequentato la Scuola Nazionale Maestri. Tra il 1984 e il 1988 è stato responsabile e capitano della squadra Under 16 della Fit. Nel 1988 decide di intraprendere la libera professione e di seguire alcuni dei più promettenti giovani tennisti italiani, come Furlan (best ranking n.19 Atp), Caratti (n. 26), Camporese (n.18) e Brandi (n.50 in doppio). Ha allenato tra gli altri Ivan Ljubicic, che sotto la sua guida ha raggiunto il best ranking di n.3 e vinto 10 tornei Atp, e ancora Gasquet, Raonic e ora Borna Coric. Dal 2008, coach Piatti ha deciso di mettere la sua grande esperienza anche al servizio dei giovani talenti del tennis e dei loro allenatori, organizzando workshop in Italia ed Europa e collaborando come consulente per numerosi Tennis Club. Adesso l’avventura continua sui campi di Viale Canariensis 7, a Bordighera. Quattro campi presenti, altri due in progetto.

Leggi Tutto

Lo Junior Milano primo club lombardo al Trofeo FIT. E i più giovani fanno man bassa nei rodei



Milano, 20 febbraio 2019 – Mentre i dirigenti ritirano i premi, i “ragazzini terribili” dello Junior ne vincono di nuovi. Si può sintetizzare così lo scorso week-end per la società milanese che è stata tra i protagonisti assoluti dell’assemblea di metà mandato del Comitato regionale lombardo della Fit. Lo Junior Tennis Milano è stato premiato due volte: sia come primo club lombardo nella classifica del Trofeo Fit, sia per la promozione della squadra maschile dalla Serie C alla B. A ritirare i premi, il Direttore operativo Filippo Maltempi e Fabrizio Cecchi consigliere, nonché colonna della squadra maschile neopromossa in B. In quelle stesse ore, sui campi lombardi, i giovanissimi tennisti del vivaio milanese hanno fatto una scorpacciata di trofei rodeo. Nel torneo di Sesto San Giovanni, Mattia Rubicondo si è imposto nella categoria under 12, mentre Giulia Pecorelli (4.3) ha superato Manuela Stringhini (4.3) nella finale tutta targata Junior nella categoria under 12 del Trofeo Rodeo a Treviglio. Ha festeggiato anche Emma Prisco (3.4) con la vittoria allo Sporting Milano 3. E non è un caso, dal momento che la settimana precedente avevano vinto anche Sofia Aloja e Vanessa Gaslini.


Le baby racchette dello Junior Manuela Stringhini, Sofia Aloja ed Emma Prisco: tutte e tre protagoniste nei tornei rodeo delle ultime settimane

Una soddisfazione doppia non solo per i due riconoscimenti conquistati ma perché conferma la bontà di un modello che storicamente distingue lo Junior Tennis Milano, come ricorda il presidente Duccio Vitali: “Siamo soddisfatti due volte. La scelta di puntare sui propri giovani creando una connessione sempre maggiore tra la Sat e il settore agonistico è senz’altro la strada più difficile, ma anche quella che regala le soddisfazioni più grandi, per questo il premio come primo club lombardo nella classifica Trofeo Fit ci riempie di gioia e di orgoglio. E poi ci sono i ragazzi che l’anno scorso hanno conquistato la promozione in Serie B dopo averla sfiorata in un paio di occasioni nelle stagioni scorse: quel riconoscimento se lo meritano proprio e sono certo che anche quest’anno sapranno regalarci delle soddisfazioni”. Gli fa eco proprio Maltempi: “Ringrazio tutti i ragazzi del team maschile: Alessandro Conca, Matteo Battaglia, Boris Sarritzu, Matteo Gostoli, Stefano Rieti, Christian Migliorini e i due capitani che hanno guidato la squadra, prima Ugo Pigato poi Fabrizio Cecchi. Abbiamo sfiorato la promozione più volte – ha detto – ma finalmente l’anno scorso ci siamo riusciti. E poi il successo nel Trofeo Fit rappresenta la ciliegina sulla torta rispetto a un lavoro portato avanti negli ultimi anni e per il quale voglio dire ancora una volta grazie a tutto lo staff”. La filosofia Junior paga sempre. E porta risultati.

JUNIOR TENNIS MILANO, LA SCUOLA TENNIS AMICA DELL’AMBIENTE

Lo Junior Tennis Milano Dario Mattei Gentili inizia la sua attività nel 1957 sui due campi del Coni in via Mecenate e, dopo un paio di cambi di sede, nel 1968 approda in via Cavriana 45 dove, nel corso degli anni realizza un’ampia e moderna struttura che può contare su 12 campi (9 in terra rossa) tre dei quali dotati di una copertura permanente realizzata per favorire il risparmio energetico, con pannelli fotovoltaici da 61,5mila Kwh sul tetto per la produzione di energia pulita. Lo Junior si distingue dalla maggior parte delle altre realtà perché non è un circolo nel senso stretto, come tanti sul territorio, ma esclusivamente una scuola di addestramento al tennis per i giovani tra i 5 e i 16 anni che ospita in media 420 allievi all’anno.

Leggi Tutto

Piatti Tennis Center, 2018 ok: “Pronti per crescere ancora”



Bordighera (IM), 31 gennaio 2019 – Il bilancio dell’anno zero del Piatti Tennis Center parla da solo. Lo fa attraverso i numeri, i nomi dei big accorsi a Bordighera e la popolarità del brand, a dire che il progetto targato Riccardo Piatti e soci è partito fortissimo, anche se la parola accontentarsi non fa per loro. Anzi, il bello viene adesso, con la lista degli obiettivi che per il 2019 è stata aggiornata al rialzo, ora che dal punto di vista organizzativo il Centro funziona a meraviglia. “L’obiettivo che ci eravamo posti per la prima stagione – spiega Piatti – era proprio quello di assestarci a livello organizzativo, e trovare tutte le figure professionali di cui avevamo bisogno. Rispetto all’apertura abbiamo fatto enormi passi avanti, e direi che ora siamo molto competitivi: lavorano da noi dodici insegnanti, quattro preparatori atletici, un fisioterapista e un operatore della videoanalisi, coordinati dal direttore tecnico Luigi Bertino”. Lo staff giusto, insomma, per mandare avanti una struttura attiva come la desidera il suo ideatore, ovvero in grado di lavorare a pieno regime per sette giorni su sette, da mattina a sera. E soprattutto di rispondere alle esigenze di tutti, da una campionessa Slam come Garbine Muguruza che si presenta col coach per un check-up tecnico, a un ragazzino che ha voglia di imparare subito dai migliori. “Perché qui – dice Piatti – non si viene solo per diventare campioni, ma anche per imparare a giocare a tennis. Il nostro primo obiettivo è insegnare lo sport: se poi fra chi si presenta a Bordighera troviamo qualcuno con qualità importanti, siamo pronti ad aiutarlo”.

Un concetto, l’ultimo, che a giudicare dall’agenda pienissima è già stato assimilato a dovere. Ci sono tanti professionisti che transitano a ripetizione in Riviera, fra gli ultimi il pugliese Thomas Fabbiano (uno dei protagonisti italiani all’ultimo Australian Open), e almeno altrettanti giovani dai 10 ai 18 anni che si allenano accanto a loro, sognando di poterli emulare. Piatti ne snocciola i nomi uno per uno, come fossero dei figli provenienti da più parti d’Italia, ma anche da Germania, Serbia e altri Paesi d’Europa. “Sono contento – continua – del livello dei nostri giovani, e sono certo che col passare del tempo crescerà ancora. L’obiettivo è unico per tutti: se saremo bravi a migliorare la qualità del nostro lavoro, grazie a una preparazione sempre migliore, il livello dei ragazzi salirà di conseguenza”. Prima viene la qualità, perché quando si lavora nel modo ideale i numeri arrivano di conseguenza. E guai a pensare che quello del Piatti Tennis Center sia un mondo ideale, irraggiungibile. Tutt’altro, visto che oltre all’assistenza ai giocatori, fra le mission del coach comasco c’è da sempre la formazione dei tecnici. “Cerchiamo – chiude – anche dei maestri disposti a lavorare con noi, e intenzionati a diventare dei buoni professionisti. Siamo pronti a trasmettere conoscenze e competenze. Il confronto è fondamentale: aiuta tutti a migliorare”. Parole sante, e spesso trascurate.


PIATTI TENNIS CENTER, LA CASA DEL COACH ITALIANO PIÙ VINCENTE DI SEMPRE

Nato a Como nel 1958, Riccardo Piatti è diventato Maestro nel 1982, dopo aver frequentato la Scuola Nazionale Maestri. Tra il 1984 e il 1988 è stato responsabile e capitano della squadra Under 16 della Fit. Nel 1988 decide di intraprendere la libera professione e di seguire alcuni dei più promettenti giovani tennisti italiani, come Furlan (best ranking n.19 Atp), Caratti (n. 26), Camporese (n.18) e Brandi (n.50 in doppio). Ha allenato tra gli altri Ivan Ljubicic, che sotto la sua guida ha raggiunto il best ranking di n.3 e vinto 10 tornei Atp, e ancora Gasquet, Raonic e ora Borna Coric. Dal 2008, coach Piatti ha deciso di mettere la sua grande esperienza anche al servizio dei giovani talenti del tennis e dei loro allenatori, organizzando workshop in Italia ed Europa e collaborando come consulente per numerosi Tennis Club. Adesso l’avventura continua sui campi di Viale Canariensis 7, a Bordighera. Quattro campi presenti, altri due in progetto.

Leggi Tutto

Dal Forza e Costanza al sogno mondiale: il prossimo obiettivo di Silviu Culea



Brescia, 30 gennaio – Al Tennis Forza e Costanza iniziò a fare sul serio col wheelchair tennis nel 2013, quando dopo una brillante carriera nel basket in carrozzina decise di dedicarsi a tempo pieno alla racchetta grazie al sostegno di Active Sport. Allenandosi duramente su quegli stessi campi, Silviu Culea si è tolto ora una grandissima soddisfazione, guadagnandosi la convocazione per la fase di qualificazione europea dei mondiali a squadre, in programma dal 2 al 6 aprile a Vilamoura (Portogallo). Il 45enne di Calcinato si è garantito il posto insieme ai sardi Luca Arca e Marianna Lauro, vincendo una sorta di ‘trials’ fra i migliori giocatori italiani organizzati proprio dal Forza e Costanza, sotto la supervisione del responsabile tecnico Giampaolo Coppo e di Alberto Paris, inserito nel gruppo di tecnici federali che si occupano di wheelchair. Per Culea e per l’intero movimento bresciano è un risultato di spessore, che peraltro arriva in un momento storico particolare per la disciplina in Italia: mentre la toscana Giulia Capocci (che al Forza e Costanza ha vinto il Camozzi Open nel 2016) è diventata la prima azzurra a disputare un torneo dello Slam, il bresciano nativo di Tulcea (Romania), che si allena fra Forza e Costanza e Canottieri Salò sotto la guida di Alberto Paris, Elisa Belleri e Vincenzo Rastelli, si prepara a difendere di nuovo i colori della nazionale. È il premio per gli sforzi che nelle ultime stagioni l’hanno visto conquistare vari tornei internazionali ed entrare fra i primi 50 al mondo, finendo al comando della classifica nazionale (attualmente è al n.2) e dominando singolare e doppio nelle ultime due edizioni dei Campionati italiani, fino a diventare a tutti gli effetti uno dei grandissimi del nostro tennis in carrozzina.

In Portogallo, l’obiettivo della Nazionale italiana sarà quello di superare la fase europea di qualificazione, per accedere alla World Team Cup, che si giocherà dal 13 al 18 maggio a Ramat Hasharon, in Israele. Culea l’ha già disputata nel 2017, quando venne organizzata in Sardegna, e sta lavorando duramente fra raduni coi compagni (attualmente a Verona) e tornei (il prossimo a febbraio a Bolton, Regno Unito) per arrivare pronto all’appuntamento. Il tutto senza dimenticare che è appena scattata una stagione importantissima, che da giugno distribuirà punti validi per la qualificazione alle prossime Paralimpiadi, in programma nell’estate del 2020 a Tokyo. Nel 2012 Culea mancò per un soffio la convocazione per Londra con la Nazionale di basket in carrozzina, mentre otto anni dopo ci può riprovare con la racchetta. A Tokyo ci sarà posto per i primi 40 della classifica mondiale, quelli presenti in data 8 giugno 2020: un traguardo alla portata del bresciano, che nel 2017 è salito fino alla posizione n. 36. Il livello per sognare in grande c’è, e l’inizio di stagione sembra decisamente incoraggiante.


FORZA E COSTANZA, DA OLTRE UN SECOLO IL TENNIS NEL BRESCIANO

Il tennis Forza e Costanza 1911 rappresenta un riferimento prestigioso nella tradizione sportiva bresciana. Il Circolo gode di una collocazione affascinante sul colle Cidneo, incastonato laddove un tempo sorgeva il fossato del Castello medioevale. Cinque i campi in terra battuta e uno in materiale sintetico, quattro dei quali illuminati. La Club House ospita gli spogliatoi, la segreteria e il ristorante, in grado di accogliere fino a cinquanta persone. La struttura storica, quella del Castello, durante l’anno è a disposizione dei soci, circa un centinaio. E a giugno si trasforma nella suggestiva cornice del terzo più importante torneo professionistico femminile d’Italia. Gli Internazionali di Brescia rappresentano il fiore all’occhiello dell’attività del club, e mettono in palio 60mila dollari di montepremi. Un’altra sede, dedicata alla Scuola Sat e all’attività invernale, in Via Signorini.

Leggi Tutto

Questo sito è full responsive ed è correttamente visualizzabile su ogni dispositivo. Computer, smartphone e tablet di ogni misura...