Allenamenti via Skype, aspettando la ripartenza. Così il Tc Crema ha reinventato il lavoro



Crema, 28 aprile 2020 – Superata la fase più critica dell’emergenza Coronavirus, anche nel tennis si inizia a progettare una ripartenza. Il circuito mondiale sarà fermo ancora a lungo, ma – anche se non c’è ancora una data per la riapertura – numerosi circoli cominciano gradualmente a vedere la luce, spinti anche dalla pubblicazione da parte della Fit di una serie di regole pratiche per la ripresa delle attività. Una notizia che riguarda anche il Tennis Club Crema, che è stato fra i primissimi impianti tennistici in Italia a interrompere la propria attività. I cancelli erano stati chiusi già il 22 febbraio, ma senza subire passivamente lo stop, lo staff si è subito attivato per reinventarsi una routine e per fare in modo che i ragazzi del settore full time potessero proseguire gli allenamenti anche a distanza. “Abbiamo proposto ai ragazzi – spiega Giuseppe Menga, responsabile della scuola tennis – delle attività quotidiane che potessero svolgere da casa, in totale sicurezza e senza rischi per la loro salute. Facciamo tutto ciò che si riesce a fare senza un campo da tennis”. Si spazia dagli allenamenti fisici, coordinati da Alessandro Cè e Giovanni Catizone, alla parte tecnica e a quella mentale. Il gruppo lavora dal lunedì al venerdì, con due sessioni al giorno: una al mattino, nella quale ognuno svolge un lavoro personalizzato, e una al pomeriggio, con i ragazzi collegati in una videochiamata collettiva su Skype con coach Menga e gli altri membri dello staff. “Stiamo dando a ognuno degli spunti sui quali lavorare – dice ancora Menga –: c’è chi svolge esercizi contro il muro di casa, e chi invece lavora tecnicamente sulla visualizzazione mentale dei colpi”.

Molto importante proprio la sfera mentale: “Il nostro mental coach Andrea Nespoli – continua – ha dato ai ragazzi dei consigli per allenare la mente. Come una metodologia per la gestione della giornata, oppure dei video per tenere il cervello in allenamento”. In più, Nespoli tiene delle video-lezioni con i ragazzi con cadenza settimanale, così come ha fatto il nutrizionista, e il team sta anche sperimentando delle lezioni di match analysis. “Invitiamo i ragazzi a vedere degli incontri, dandogli degli obiettivi da analizzare, e poi ci confrontiamo tutti insieme per fare il punto della situazione. Un lavoro utile per osservare le fasi del gioco e studiare le varie componenti di un incontro. Siamo di fronte a un periodo di inattività senza precedenti: proviamo a sfruttarlo nel miglior modo possibile”. Con un occhio di riguardo anche per i più piccoli. “Per i ragazzini della scuola tennis – chiude Menga – abbiamo organizzato delle piccole sfide fisiche e tennistiche a distanza, che cambiano di settimana in settimana, con tanto di classifica. È un modo per fargli fare movimento, e gli fa sentire la nostra vicinanza. Si divertono un sacco”. E poi hanno tutti partecipato alla realizzazione di un video, così come i maestri, che hanno salutato dando appuntamento al ritorno in campo. Non c’è ancora una data, ma in attesa del via libera a Crema hanno mostrato di saper fare squadra anche a distanza.

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Camozzi Open rimandato al 2021. Ma Active va avanti: “Tanti hanno bisogno di noi”



Foto 2 - Marco Colombo, presidente di Active Sport, ha ufficializzato l'annullamento del torneo, inizialmente in programma dall'11 al 14 giugno (foto GAME)
Marco Colombo, presidente di Active Sport, ha ufficializzato l’annullamento del torneo, inizialmente in programma dall’11 al 14 giugno (foto GAME)

Brescia, 20 aprile – Solo un’emergenza sanitaria così devastante, dovuta al Coronavirus, poteva rallentare la crescita del Camozzi Open – Memorial Cav. Attilio Camozzi. In appena sette anni di storia l’evento bresciano di tennis in carrozzina ha fatto progressi tali da attirare a Brescia la cifra record di 23 atleti classificati tra i top 100 mondiali nel 2019. Per l’ottava edizione, purtroppo, si dovrà attendere il 2021. La cancellazione del torneo, inizialmente in programma da giovedì 11 a domenica 14 giugno sui campi di via Signorini del Tennis Forza e Costanza Brescia, è arrivata in seguito alla decisione dell’International Tennis Federation di estendere fino ad almeno il 13 luglio la sospensione dell’intero calendario degli eventi internazionali. “Per noi è un enorme dispiacere – spiega Marco Colombo, presidente di Active Sport – perché si tratta dell’evento più importante della nostra stagione, nonché di una manifestazione che vanta uno dei maggiori indici di gradimento fra tutti gli appuntamenti italiani. Rappresenta una vetrina preziosissima per l’attività sportiva e sociale che svolgiamo, e in più la macchina organizzativa era già partita da tempo, sostenendo le prime spese in vista dell’evento. Tuttavia l’eccezionalità della situazione che stiamo attraversando ci fa credere che la scelta corretta sia quella di rinunciare al torneo e spostare tutta la nostra attenzione sulle priorità legate alla salute”.

Già, perché anche se il tennis si ferma (con l’intenzione di proporre comunque un evento di natura diversa negli ultimi mesi dell’anno, a patto che l’emergenza possa risolversi in tempi utili), l’impegno di Active Sport nei confronti dei propri atleti rimane invariato, a maggior ragione in un periodo nel quale non è permesso uscire di casa per praticare attività fisica. “Non va dimenticato – continua Colombo – che per i nostri ragazzi lo sport significa innanzitutto salute e rappresenta un veicolo fondamentale per aiutarli a condurre una vita attiva. Pertanto anche in questi tempi difficili i nostri tesserati portatori di disabilità fisica, e non solo, hanno bisogno del nostro sostegno, umano ma anche economico, per la fornitura di attrezzature che possano permettere loro di svolgere attività fra le mura domestiche”. Un obiettivo, quello di garantire a tutti la possibilità di praticare sport, che Active ha inseguito fin dalla sua fondazione, datata 2009. “Anche in questi tempi difficili – dice ancora Colombo – siamo chiamati a continuare nel nostro intento, che possiamo soddisfare solamente con tanti sforzi e con l’aiuto dei nostri sostenitori”. È grazie a loro, e alle famiglie Camozzi in primis, che negli ultimi dieci anni Active Sport è riuscita a raggiungere risultati sempre più importanti, allargando i propri orizzonti a numerosi sport e a varie attività sociali, e coinvolgendo anno dopo anno un numero sempre maggiore di persone. “L’associazione ha il dovere di andare avanti, continuando a impegnarsi per il bene e la salute dei propri atleti”.

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Mental coaching online e palestra su Instagram. La rivoluzione digitale (in quarantena) del Piatti Tennis Center



Bordighera (IM), 14 aprile 2020 – Provare a cogliere delle opportunità di crescita persino in un momento delicato come questo, col Piatti Tennis Center chiuso da settimane e senza nemmeno l’opportunità di uscire di casa. È l’obiettivo del team di Bordighera, che in seguito al decreto che ha ordinato la chiusura dei centri sportivi si è immediatamente attivato per restare a fianco della cinquantina di ragazzi che si allenano in pianta stabile nella struttura, sfruttando la tecnologia per organizzare sessioni di preparazione fisica e mentale a distanza. “Abbiamo suddiviso i ragazzi in gruppi da quindici – spiega Francesco De Laurentiis, head coach del Piatti Tennis Center che si occupa del coordinamento delle attività di mental training –, e con la nostra mental coach Lucia Jimenez, collegata dalla Spagna, organizziamo una manciata di sedute a settimana: alcune con i ragazzi e altre per noi membri dello staff. Tramite un’applicazione per fare riunioni online, è come se fossimo tutti nella stessa stanza. Abbiamo webcam e microfono accesi: si tratta di un lavoro molto dinamico. E i ragazzi stanno rispondendo alla grande”. Inizialmente le sessioni erano studiate per aiutare i giovani ad affrontare il momento, ma sono diventate via via sempre più strutturate. “Questo periodo – dice ancora De Laurentiis – può rappresentare un’opportunità per i tennisti, perché possono allenare aspetti molto importanti, per i quali non sempre si trova il giusto tempo da dedicare. Come la pazienza, la gestione di se stessi, la capacità di reagire alla frustrazione o di dare sempre il cento per cento, in qualsiasi situazione. Anche quando l’unico modo per tenersi allenati è fare esercizi nella propria cameretta”.

Il lavoro fisico, invece, è quotidiano e viene svolto dai preparatori atletici del Piatti Tennis Center in due sessioni, una al mattino e l’altra al pomeriggio, per sei giorni a settimana. Come? Attraverso la trasmissione di video in diretta su Instagram. “Ci sembrava il mezzo più immediato per arrivare ai ragazzi – dice Stefano Ramponi, che sta coordinando i programmi di atletica a distanza –, e sin qui è stato un successo”. Il primo obiettivo, fedele all’idea di team alla base del lavoro del Piatti Tennis Center, è far sentire la propria vicinanza agli atleti. Ma si lavora sul serio, e su vari aspetti: forza, potenza e prevenzione. “I programmi – continua – cambiano ogni settimana. Ogni ragazzo li riceve la domenica, con gli esercizi per i sei giorni successivi. Il metodo è lo stesso che seguiamo nel lavoro tradizionale, la sola differenza è l’attrezzatura: non potendo disporre di una palestra, lavoriamo con oggetti che fanno parte dell’equipaggiamento personale di ognuno”. Ai ragazzi viene proposto un programma di mantenimento, che permetterà loro di farsi trovare pronti al rientro in campo. “In questo momento – chiude Ramponi – non ci aspettiamo che possano avere grandi miglioramenti, ma è importante che tengano uno stato di forma sufficiente per fare in modo che, alla ripresa dell’attività, possano tornare subito a lavorare a pieno regime”. Intanto, in attesa del via libera, al Piatti Tennis Center hanno trovato un modo per lavorare sodo anche in una situazione mai vista prima. Annullando tutte le distanze.

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Il Forza e Costanza lotta con Brescia: “Vicini a chi combatte in corsia. Per il torneo ci sarà tempo”



Brescia, 20 marzo – La partita più dura si sta consumando in corsia, nell’emergenza contro il Covid-19. Per questo, passa in secondo piano anche il rinvio degli Internazionali di Brescia. “Una situazione – spiega Alberto Paris, direttore del torneo – che seguiamo con attenzione. Anche perché Fondazione Poliambulanza è uno dei partner della manifestazione, e fra i soci del club ci sono persone con dei ruoli di spicco nel mondo della sanità bresciana. In questo momento di grande difficoltà siamo vicini a chi è in prima linea nell’emergenza. Li aspettiamo sui campi quando tutto questo sarà finalmente alle spalle”. Intanto, la comunicazione ufficiale rilasciata da Atp, Wta e Itf non lascia spazio a interpretazioni: la stagione del tennis professionistico è sospesa almeno fino al 7 giugno, per tutelare la salute di atleti e addetti ai lavori. Una decisione che stravolge il calendario e riguarda anche gli Internazionali di Brescia, terzo torneo femminile d’Italia in ordine di importanza. La tredicesima edizione dell’evento del Tennis Forza e Costanza era in programma dall’1 al 7 giugno, ma date le ultime disposizioni non potrà aver luogo nella sua data tradizionale. “Per il prossimo lunedì – prosegue Paris – avevamo in programma una conference call fra tutte le parti impegnate nell’organizzazione, per valutare come muoverci. Ipotizzavamo già che il blocco all’attività Itf (inizialmente imposto fino al 20 aprile, ndr) potesse allungarsi e coinvolgere anche il nostro torneo, e così è stato”. Dando uno sguardo al calendario italiano dei tornei Itf, qualche settimana libera per recuperare l’evento ci sarebbe, anche senza andare troppo in là, ma al momento è impossibile fare previsioni. “La situazione – continua il direttore – è in continua evoluzione, e nessuno può prevederne gli sviluppi. Quindi è difficile anche ottenere delle risposte dagli organi competenti. Non potendo sapere fino a quando proseguirà questa emergenza, è complicato in questo momento ipotizzare una nuova data per gli Internazionali”.

Per il momento, dunque, non resta che attendere. “Noi faremo il possibile per disputare il torneo – dice ancora Paris –, ma se non dovessimo riuscirci ci rimboccheremo le maniche e inizieremo già a lavorare per l’edizione del 2021. Con l’obiettivo di conservare una data per noi molto preziosa”. Il timore di dover rinunciare agli Internazionali si aggiunge a una situazione molto delicata per il Tennis Forza e Costanza, che come tutti i centri sportivi è fermo da quasi un mese. “Dal 22 febbraio – prosegue il direttore tecnico del Forza e Costanza – non stiamo più svolgendo alcuna attività. Inizialmente sembrava che la situazione fosse gestibile, ma di colpo è diventata molto problematica e ci siamo trovati bloccati da un giorno all’altro, costretti a chiudere la struttura. Si tratta di una paralisi che si ripercuote non solo sugli insegnanti, ma su tutte le persone che lavorano da noi. Anche se al momento i veri problemi sono altri”. Quelli di una Brescia che fa i conti con l’emergenza coronavirus e con l’aumento costante di contagi e vittime.

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Tyra cresce con la formula Sinner. Piatti: “Tecnica e lavoro di squadra, come Jannik”



Foto 1 - Tyra Caterina Grant, 11 anni, con la sua coach Giulia Bruschi in occasione del titolo Tennis Europe under 12 vinto nel 2019 a Bludenz (Austria)
Tyra Caterina Grant, 11 anni, con Giulia Bruschi

Bordighera (IM), 9 marzo 2020 – Da Vigevano a Bordighera con un sogno: ripercorrere le orme di Serena Williams. Un’ambizione che ha accompagnato l’infanzia di Tyra Caterina Grant, undicenne italo-americana che invece di seguire sul parquet papà Tyrone, ex cestista statunitense che fra il 2000 e il 2010 ha militato in numerose squadre del campionato di Serie A, ha deciso di impugnare presto la racchetta, trascinando sui campi anche il fratello minore Tyson, di tre anni più giovane. Ha mostrato in fretta doti importanti, che papà e mamma Cinzia hanno scelto di far coltivare al team Piatti: prima al Bordighera Lawn Tennis Club, e dalla primavera del 2018 al Piatti Tennis Center. È qui che la giovane – 12 anni il prossimo 12 marzo – sta forgiando un tennis che promette grandi cose, grazie alla possibilità di allenarsi con uno staff preparatissimo e di stare spesso a contatto con numerosi campioni, ai quali rubare i segreti del mestiere. L’ultima certificazione del suo potenziale è arrivata dal torneo internazionale di Auray, in Francia, uno dei più prestigiosi al mondo per la categoria under 12. Partita dalle qualificazioni, Tyra ha steso una dopo l’altra ben 7 avversarie, spingendosi a sorpresa fino in finale. Lì è stata costretta ad arrendersi, battuta dalla britannica Hannah Klugman e dalle fatiche dei giorni precedenti, ma la cavalcata in Bretagna non ha fatto altro che confermare le sue qualità, intraviste da Piatti tempo fa. “Tyra – dice coach Piatti – è una ragazzina davvero interessante. Ha una personalità forte, ideale per una giocatrice di tennis”.

Il progetto Grant ha molti punti in comune con il percorso di Jannik Sinner, che ha reso l’altoatesino uno dei baby fenomeni del tennis mondiale. “Con entrambi – spiega ancora Piatti – abbiamo lavorato tanto sulla tecnica, e con Tyra ancor di più visto che ha iniziato prima ad allenarsi qui. In tenera età non è importante il risultato, ma lo sviluppo. In attesa della crescita fisica bisogna lavorare sul gioco, partendo dalla tecnica e poi dalla tattica. Con lei siamo riusciti a farlo come piace a noi”. In più, nella crescita della ragazzina è coinvolto l’intero team, come avvenuto per Sinner. “L’head coach – continua il tecnico comasco – è Giulia Bruschi, ma la nostra filosofia è che tutti gli insegnanti siano presenti nel percorso degli atleti. Per questo ci sono anche altri maestri che lavorano con lei; c’è Dalibor Sirola per la preparazione atletica e c’è Claudio Zimaglia come fisioterapista. Tutti devono avere gli occhi aperti su ogni ragazzo”. È così per la Grant come per i tanti altri giovani che da Piatti stanno provando a fare il salto. “La direzione che sta prendendo il Piatti Tennis Center – chiude il suo ideatore – è quella di aiutare i giovani nel processo di crescita, valutando caso per caso. Con l’obiettivo di offrire a ogni singolo atleta il massimo per soddisfare le sue esigenze”. Nessuna formula magica, è il processo scientifico di casa Piatti.

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Verso Tokyo 2020, un’altra sfida per Culea: “Ce la posso fare nonostante la lesione”



Foto 1 - Silviu Culea, 46 anni da Calcinato, è il miglior giocatore italiano di tennis in carrozzina. Nelle prossime settimane andrà a caccia della qualificazione per le Paralimpiadi di Tokyo 2020

Brescia, 18 febbraio – Il traguardo, per Silviu Culea, è fissato già da quattro anni: occupare uno dei primi 40 posti del ranking mondiale di tennis in carrozzina l’8 giugno 2020, termine per garantirsi un posto alle Paralimpiadi di Tokyo. Se non fosse per una lesione da pressione nella zona dei glutei, che l’aveva già costretto a due mesi di stop la scorsa estate e si è ripresentata da un paio di settimane, l’atleta che si allena al Tennis Forza e Costanza (con Alberto Paris, Elisa Belleri e Vincenzo Rastelli) ed è tesserato per la Canottieri Garda Salò avrebbe già la qualificazione in tasca. O almeno sarebbe a giocarsela sul campo negli Stati Uniti, invece ha dovuto cancellare la trasferta e cambiare programmi. “Non è la prima volta che devo fare i conti con le piaghe da decubito – spiega il numero 1 d’Italia – ma il problema è che è capitata di nuovo nel momento più importante degli ultimi anni. Non posso fare altro che restare a letto, sdraiato, e medicare la ferita, sperando di recuperare il prima possibile. Dopo uno stop di questo tipo ci vuole anche tempo per riprendere la forma fisica, ma resto fiducioso: mi è già capitato altre volte, quindi conosco i tempi di recupero. Mi auguro di poter tornare in campo entro fine marzo”. L’infortunio l’ha fermato sul più bello, dopo un inizio di stagione convincente. A Gyor, in Ungheria, Culea è arrivato in semifinale superando la leggenda Martin Legner (che con i suoi 330 titoli è il giocatore più vincente nella storia della disciplina) ed è andato vicino a battere il giapponese Satoshi Saida, ex n.3 al mondo. “Ero nel bel mezzo di un’ottima preparazione invernale – continua – e mi sentivo molto bene fin da subito: un vero peccato doversi fermare di nuovo proprio adesso”.

Inutile nascondere che ora la strada è più in salita, ma il 46enne residente a Calcinato (e nativo di Tulcea, in Romania) resta positivo. Nei primi 40 al mondo ci è già stato (al n.36), segno che quel livello gli appartiene. E dall’attuale 49esima posizione la strada verso Tokyo non è così lunga. Servono un centinaio di punti, l’equivalente di due buoni risultati nei tornei Futures. “Il livello cresce in continuazione – spiega lui – e da qui a giugno l’asticella si alzerà ulteriormente. Ma se avrò il tempo necessario per giocare 5-6 tornei sono convinto di farcela”. L’approdo a Tokyo sarebbe il coronamento di un percorso iniziato nel 2013, quando dopo aver mancato per un soffio la convocazione nella nazionale italiana di basket in carrozzina per Londra 2012, Culea decise di cambiare rotta, trasformando il tennis da un hobby a un lavoro. Una scelta azzeccata, perché ha prodotto tre titoli internazionali in singolare, due vittorie ai campionati italiani individuali, l’ha reso l’unico azzurro fra i primi 50 al mondo e gli ha permesso di tornare a cullare di nuovo il sogno Paralimpico. “Da anni – chiude – sto vivendo in funzione di questo obiettivo: ho tralasciato tante altre cose e mi sono focalizzato solo sul tennis. Arrivare a Tokyo sarebbe un sogno che si avvera”. E pure il modo ideale per mostrarsi più forte della sfortuna. Una volta di più.

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Lorenzo Ferri, l’under in viaggio con Sinner e Piatti: “Esperienze così fanno crescere tanto”



Foto 1 - Lorenzo Ferri, 16 anni da Torino, e - sullo sfondo - il suo grande amico Jannik Sinner. Ferri l'ha accompagnato negli ultimi 2 tornei, per fare esperienza

Bordighera (IM), 17 febbraio 2020– Due settimane con la nazionale italiana under 16 per provare a conquistare il titolo della Winter Cup, intervallate da un’esperienza ai tornei Atp di Rotterdam e Marsiglia, a fianco di coach Piatti e di Jannik Sinner. Un’opportunità colta al volo da Lorenzo Ferri, torinese classe 2004 che da anni è entrato in contatto col team Piatti e da un paio di stagioni si è trasferito a tempo pieno a Bordighera. Da lì è arrivato fra i primi 30 del ranking under 16 di Tennis Europe, guadagnando la convocazione in Nazionale; una decina di giorni fa a Leeuwarden (Olanda) Ferri ha portato l’Italia – insieme ai laziali Niccolò Ciavarella e Daniele Minighini – alla fase finale a otto squadre della Winter Cup, in programma a Ronchin (Francia) dal 21 al 23 febbraio. Ferri ha dato il suo contribuito vincendo tre match su tre, e poi ha raggiunto il team Piatti a Rotterdam, per vivere da dentro l’esperienza di un grande torneo. “Già sul finire del 2019 – spiega Ferri – ero stato a fianco di Jannik per due tornei, le Next Gen ATP Finals e il Challenger di Ortisei (dove i due hanno giocato anche il doppio insieme, ndr), e Riccardo ci teneva che viaggiassi ancora insieme a loro. È un passaggio utile per il mio percorso: serve a vedere da vicino la routine di un professionista, osservare come il team si comporta e toccare con mano la strada da percorrere per arrivare ad alti livelli”. Anche stavolta la sua presenza ha portato bene: lo scorso anno Sinner ha vinto entrambi i tornei nei quali era presente Ferri, mentre in Olanda ha raccolto la prima vittoria in carriera contro un Top 10, battendo David Goffin.

“È stata un’esperienza molto stimolante – continua Ferri – così come vedere un amico come Jannik (con il quale ha diviso l’appartamento a Bordighera per un anno, ndr) scalare la classifica. Fa capire che con il duro lavoro nessun traguardo è precluso”. Ma a Rotterdam il torinese non è stato solo spettatore: ogni giorno si è allenato con Sinner e con altri protagonisti del torneo, per affinare un tennis aggressivo basato su un rovescio naturale e su un ottimo servizio. “Per un ragazzo in crescita come Lorenzo – dice Luka Cvjetkovic, il coach del Piatti Tennis Center che lo segue da vicino – è importantissimo allenarsi con dei giocatori affermati e vedere dove deve puntare ad arrivare nel giro di qualche anno. Preziosissima anche la possibilità di affiancare Jannik, per imparare dal suo modo di stare in campo, e quella di seguire gli incontri insieme a Riccardo: è molto utile vedere come si prepara una partita, sentire i suoi commenti e il confronto post-match”. Una possibilità che fa gola ai tecnici di tutto il mondo, mentre per chi vive a contatto con Piatti è all’ordine del giorno. Così come per tutti coloro che fanno base al Piatti Tennis Center è normale potersi confrontare quotidianamente, in campo e in palestra, con i tantissimi campioni che a ripetizione passano a Bordighera per allenarsi, su tutti il n.1 al mondo Novak Djokovic. Come se non bastasse, per Ferri l’esperienza nel Tour non è ancora finita, visto che sarà col team anche a Marsiglia, dove oggi è scattato un altro torneo Atp. Avrà qualche altro giorno per allenarsi coi big, per poi volare direttamente a Ronchin per l’impegno con la nazionale. Con la valigia colma di stimoli e di esperienze da raccontare.

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Dal Piemonte 16 posti per gli Internazionali BNL d’Italia. Rivoli cerca il nuovo Andrea Basso



Foto 1 - Una panoramica dei campi del Foro Italico, l'obiettivo per tutti gli atleti in gara al Green Park di Rivoli nell'Open BNL maschile del Piemonte

Torino – Dai professionisti agli amatori, tutti con il solo obiettivo di calcare a maggio i campi del Foro Italico, durante gli Internazionali BNL d’Italia. Un appuntamento che negli anni si è ingrandito a dismisura e allargato in tutto lo Stivale, fino a diventare il torneo di tennis più partecipato al mondo. L’edizione 2020 è partita su scala nazionale con le varie fasi provinciali di quarta categoria, ma il Piemonte brucia le tappe ed è già pronto a mandare in scena l’Open regionale maschile, di nuovo di casa – dall’8 febbraio all’8 marzo – sulla terra battuta del Green Park Club di Rivoli. La formula è la stessa della passata edizione: prima toccherà (in singolare e doppio) ai migliori quarta categoria, selezionati attraverso la fase provinciale, poi sarà la volta dei “terza” e via a salire fino ai professionisti, a caccia di un posto per le pre-qualificazioni del Masters 1000 del Foro Italico. Anzi, di due posti, visto che il Piemonte porterà a Roma sia il vincitore sia il finalista dei singolari, ed è una delle sole sei regioni a distribuire un totale di sedici posti, otto dei quali negli Open: quattro per i singolari (due agli uomini e due alle donne) e altrettanti per le due coppie che si imporranno nei tabelloni di doppio. E se l’Open maschile del Piemonte sarà il primo dell’intero calendario nazionale, quello femminile sarà fra gli ultimi, dal 28 marzo all’11 aprile, sempre al Circolo della Stampa Sporting di Corso Agnelli.

Confermato il montepremi complessivo di 14.430 euro per la sola prova maschile, con un assegno di 3.000 euro ad attendere l’erede del 26enne genovese Andrea Basso, che nel 2019 da Rivoli diede il via a una vera e propria favola. In Piemonte si guadagnò un posto a Roma battendo in finale Edoardo Lavagno, e una volta sbarcato al Foro Italico diventò la sorpresa delle pre-qualificazioni, vincendo un match dopo l’altro fino a conquistare addirittura un posto nel tabellone principale, e la sfida col croato Marin Cilic in un Grandstand gremito. Per conoscere i nomi dei partecipanti ci sarà da attendere ancora, visto che le iscrizioni per i migliori (dai 2.4 ai prima categoria) saranno aperte fino al 26 febbraio, ma l’esempio di Basso è la prova che il sogno romano può partire sul serio dagli Open regionali. Come accennato, la tappa regionale sarà importantissima anche per gli amatori, che a Roma avranno i loro Master dedicati. Ogni regione qualificherà un giocatore per tabellone: il vincitore fra i quarta categoria, il vincitore fra i terza e la prima coppia di doppio di quarta. Per loro l’esperienza vale ancora di più, visto che al Foro Italico giocheranno nel week-end finale degli Internazionali. Quando nei campi accanto saranno eletti i successori di Rafael Nadal e Karolina Pliskova.

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