Dal Forza e Costanza al sogno mondiale: il prossimo obiettivo di Silviu Culea



Brescia, 30 gennaio – Al Tennis Forza e Costanza iniziò a fare sul serio col wheelchair tennis nel 2013, quando dopo una brillante carriera nel basket in carrozzina decise di dedicarsi a tempo pieno alla racchetta grazie al sostegno di Active Sport. Allenandosi duramente su quegli stessi campi, Silviu Culea si è tolto ora una grandissima soddisfazione, guadagnandosi la convocazione per la fase di qualificazione europea dei mondiali a squadre, in programma dal 2 al 6 aprile a Vilamoura (Portogallo). Il 45enne di Calcinato si è garantito il posto insieme ai sardi Luca Arca e Marianna Lauro, vincendo una sorta di ‘trials’ fra i migliori giocatori italiani organizzati proprio dal Forza e Costanza, sotto la supervisione del responsabile tecnico Giampaolo Coppo e di Alberto Paris, inserito nel gruppo di tecnici federali che si occupano di wheelchair. Per Culea e per l’intero movimento bresciano è un risultato di spessore, che peraltro arriva in un momento storico particolare per la disciplina in Italia: mentre la toscana Giulia Capocci (che al Forza e Costanza ha vinto il Camozzi Open nel 2016) è diventata la prima azzurra a disputare un torneo dello Slam, il bresciano nativo di Tulcea (Romania), che si allena fra Forza e Costanza e Canottieri Salò sotto la guida di Alberto Paris, Elisa Belleri e Vincenzo Rastelli, si prepara a difendere di nuovo i colori della nazionale. È il premio per gli sforzi che nelle ultime stagioni l’hanno visto conquistare vari tornei internazionali ed entrare fra i primi 50 al mondo, finendo al comando della classifica nazionale (attualmente è al n.2) e dominando singolare e doppio nelle ultime due edizioni dei Campionati italiani, fino a diventare a tutti gli effetti uno dei grandissimi del nostro tennis in carrozzina.

In Portogallo, l’obiettivo della Nazionale italiana sarà quello di superare la fase europea di qualificazione, per accedere alla World Team Cup, che si giocherà dal 13 al 18 maggio a Ramat Hasharon, in Israele. Culea l’ha già disputata nel 2017, quando venne organizzata in Sardegna, e sta lavorando duramente fra raduni coi compagni (attualmente a Verona) e tornei (il prossimo a febbraio a Bolton, Regno Unito) per arrivare pronto all’appuntamento. Il tutto senza dimenticare che è appena scattata una stagione importantissima, che da giugno distribuirà punti validi per la qualificazione alle prossime Paralimpiadi, in programma nell’estate del 2020 a Tokyo. Nel 2012 Culea mancò per un soffio la convocazione per Londra con la Nazionale di basket in carrozzina, mentre otto anni dopo ci può riprovare con la racchetta. A Tokyo ci sarà posto per i primi 40 della classifica mondiale, quelli presenti in data 8 giugno 2020: un traguardo alla portata del bresciano, che nel 2017 è salito fino alla posizione n. 36. Il livello per sognare in grande c’è, e l’inizio di stagione sembra decisamente incoraggiante.


FORZA E COSTANZA, DA OLTRE UN SECOLO IL TENNIS NEL BRESCIANO

Il tennis Forza e Costanza 1911 rappresenta un riferimento prestigioso nella tradizione sportiva bresciana. Il Circolo gode di una collocazione affascinante sul colle Cidneo, incastonato laddove un tempo sorgeva il fossato del Castello medioevale. Cinque i campi in terra battuta e uno in materiale sintetico, quattro dei quali illuminati. La Club House ospita gli spogliatoi, la segreteria e il ristorante, in grado di accogliere fino a cinquanta persone. La struttura storica, quella del Castello, durante l’anno è a disposizione dei soci, circa un centinaio. E a giugno si trasforma nella suggestiva cornice del terzo più importante torneo professionistico femminile d’Italia. Gli Internazionali di Brescia rappresentano il fiore all’occhiello dell’attività del club, e mettono in palio 60mila dollari di montepremi. Un’altra sede, dedicata alla Scuola Sat e all’attività invernale, in Via Signorini.

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Pigato e Arnaldi: doppietta MTA agli Aus Open. “I loro risultati fanno crescere tutti”



Milano, 24 gennaio 2019 – Giocare uno Slam juniores a soli 15 anni è un grande traguardo, farlo vincendo quattro partite, e diventando la più giovane fra le sedici giocatrici qualificate per gli ottavi di finale, è roba per poche. È per questo che Lisa Pigato può tornare col sorriso dalla sua trasferta all’Australian Open juniores: un successo dal punto di vista dei risultati ma anche dell’esperienza raccolta, grazie alla possibilità di stare a contatto per giorni con i tennisti e le tenniste più forti del mondo. È quella una delle grandi finalità degli Slam under 18: giocare e vivere a fianco dei big, osservarli e provare a rubare qualche segreto utile per migliorare. Ma, naturalmente, anche i risultati hanno il loro valore e il torneo di Lisa sui campi blu di Melbourne Park è stato un successo, a maggior ragione viste le preoccupazioni della vigilia, con tre giorni di riposo a letto causa febbre alta, un primo turno delle qualificazioni che pareva stregato (Lisa perdeva 6-1 4-1 contro la russa Maria Bondarenko, prima di spuntarla per 1-6 7-6 6-4), e anche una piccola contrattura all’adduttore. Ma la tennista della Milano Tennis Academy, la più giovane dell’intera spedizione italiana down under, è stata più forte delle difficoltà e si è regalata il miglior torneo della sua giovane carriera. È stata fermata solo agli ottavi dalla canadese Leylah Annie Fernandez, una che si è già fatta notare a livello Wta. “Si tratta di un risultato inaspettato – commenta il padre-coach Ugo -, ancor di più dopo le vicissitudini di inizio torneo. È un’esperienza importante per la sua formazione: Lisa ha capito di essere competitiva, e di avere chance di giocare ancora a questi livelli”. Il tutto, giusto ricordarlo, al suo primo Slam nel tabellone principale, e (potenzialmente) con altri due anni a disposizione per rivivere la stessa esperienza.

Matteo Arnaldi, 17 anni da Sanremo – foto Silveri/Federtennis

Oltre ad applaudire la sua stellina, la MTA può festeggiare il fatto di aver piazzato fra gli otto azzurrini in gara a Melbourne anche un altro atleta, Matteo Arnaldi, sanremese n.52 del ranking mondiale Itf. “Matteo – continua Pigato – ha pagato un sorteggio impegnativo, pescando subito il rumeno Jianu che è n.8 del mondo (e che si è guadagnato la semifinale, ndr), ma pazienza. Il vero obiettivo di queste trasferte non sono le vittorie, ma la possibilità di assaporare un ambiente d’élite, ben diverso dai tornei ai quali i ragazzi sono abituati. È per questo che raggiungere gli Slam è uno degli obiettivi del percorso juniores: chi riesce a farlo si porta via un bagaglio d’esperienze eccezionale”. E non è finita qua, perché all’interno di un’accademia come la MTA vedere dei giovani atleti calcare i palcoscenici più famosi al mondo può essere anche da stimolo per tutti gli altri allievi. “Ragazzi come loro – chiude Ugo Pigato – mostrano ai più piccoli che grazie al tennis si può girare il mondo, e questo è un bel traino. A noi maestri fornisce le motivazioni per lavorare ancora meglio, e aiuta i ragazzi a pensare in grande. Basta guardare Lisa: sognava di giocare in Australia, e ce l’ha fatta”. Passando tutt’altro che inosservata.


MTA: IL NUOVO LABORATORIO TENNISTICO DI MILANO

La Milano Tennis Academy è nata nel giugno 2018 dal sodalizio tra Franco Bonaiti e Ugo Pigato, due dei tecnici più titolati del panorama nazionale, affiancati dal terzo socio Pier Carlo Guglielmi, presidente e responsabile manageriale dell’Academy. L’obiettivo è la costituzione di un laboratorio tennistico di alto profilo e di respiro internazionale, che possa portare Milano allo stesso livello delle città e delle accademie più importanti al mondo. Un progetto che ha base allo Sporting Milano 2, oasi verde di Segrate, alle porte del capoluogo. All’interno della struttura la MTA può contare su sette campi, di cui sei coperti in inverno: 4 in sintetico e 3 in terra battuta. E ancora su players’ lounge, palestre, palazzetto dello sport, centro benessere e tutto ciò che serve per mettere a proprio agio gli atleti provenienti da ogni parte d’Italia e non solo.

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La vita da StAR di Ludovico Cestarollo. Da Rovereto agli Usa, tra tennis e studi



24 gennaio 2019 – È proprio vero che l’America è la terra delle opportunità. Dall’altra parte dell’Oceano c’è posto per tutti, e chi si impegna e lavora sodo ottiene ciò che merita. Lo sa bene Ludovico Cestarollo, 23enne che nella sua Rovereto (Trento) era un giocatore di seconda categoria come tanti, mentre alla Binghamton University, il migliore fra i college del sistema pubblico dello stato di New York, è diventato una piccola star, con già in tasca una laurea col massimo dei voti in ingegneria industriale, più un Master ormai agli sgoccioli e il sogno di proseguire con un dottorato in ingegneria e scienze dei materiali, in una delle più prestigiose università americane. E pensare che il suo sogno americano è nato per caso, ai tempi delle superiori, quando ha accompagnato la zia a un congresso di medicina a Boston. “Mi sono innamorato degli Stati Uniti – racconta –, così ho iniziato a pensare di affrontare un’avventura qui”. Tornato a casa, ha iniziato a informarsi sull’argomento, scoprendo la possibilità di ricevere borse di studio in base ai meriti sportivi, e in quella fase è spuntata StAR, l’agenzia di Corrado Degl’Incerti Tocci, supporto ideale per gli sportivi che meditano di prendere la strada del college. “Corrado – continua – mi ha spiegato come funziona il mondo dei college e mi ha guidato in questo percorso, dandomi consigli su come prepararmi per questa esperienza”. Avrebbe dovuto iniziare in Virginia, poi per varie vicissitudini ha dovuto rimandare di un anno i suoi progetti, optando nel frattempo per l’Università di Trento. Ma l’esperienza non lo stimolava, così un anno dopo ci ha riprovato e oggi parla fiero da Binghamton, al motto di “Dream big”: sogna in grande.

Cestarollo si è già laureato nel maggio del 2018 come ingegnere industriale

La sua carriera universitaria è un successo, tanto che gli è stato offerto un posto in un gruppo di ricerca che lavora alla creazione di soluzioni flessibili nell’ambito dell’elettronica. E anche sul campo va tutto a meraviglia, benedicendo quella racchetta che papà Alberto gli ha messo in mano da piccolissimo. Partito come numero cinque del team, nel giro di un anno Ludovico è diventato numero 1 e poi capitano, fino a meritare una wild card per il Challenger di Binghamton. Un’esperienza indimenticabile in mezzo ai “pro”: in coppia con Karl Poling ha superato un turno in doppio, battendo due specialisti indiani e attirando l’interesse dei media locali. “La sensazione più incredibile della mia vita. Grazie a quel successo – spiega – delle televisioni sono venute ad intervistarmi e tutti hanno conosciuto la mia storia. Oggi persino i professori si interessano ai miei risultati”. Un bel modo per veder ripagati i suoi sacrifici. “Sono tanti: sveglia alle 6, tennis, palestra, fisioterapia, lezioni, laboratorio e studio a casa, ma è tutto gratificante. I miei meriti sono riconosciuti di continuo”. A tal punto che, nel suo futuro, vede solo l’America. “Vorrei lavorare per qualche importante azienda negli Stati Uniti, le possibilità sono illimitate. Questo percorso mi ha fatto crescere come persona, come ingegnere e come atleta. Cosa chiedere di più? Qui noi studenti abbiamo tutto ciò che serve per diventare migliori. Poi sta a noi sfruttare ciò che ci viene messo a disposizione e guadagnarci la fiducia delle persone, in modo che investano su di noi”. Lui lo sta facendo a meraviglia.


StAR INTERNATIONAL – SCRIVI LA TUA STORIA

StAR nasce con uno scopo preciso: assistere tutti quei ragazzi che al termine delle scuole superiori devono prendere una delle decisioni più importanti della loro vita: continuare a praticare il proprio sport a un buon livello o dedicarsi agli studi universitari. Ma se ci fosse un’altra strada? StAR si offre di fare da ponte verso le università americane, dove il sistema è costruito intorno all’atleta e le opportunità sono illimitate. In questo ambiente è possibile vivere un’esperienza indimenticabile e formativa, imparare perfettamente l’inglese, ottenere una laurea di valore assoluto e continuare a praticare il proprio sport ad alto livello. Il tutto sfruttando le borse di studio che ogni anno le università americane erogano per decine di migliaia di ragazzi. Visita www.star-international.org, la nostra pagina Facebook o contattaci direttamente per e-mail su info@star-international.org per avere ulteriori informazioni.

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Da Crema verso gli Internazionali d’Italia. A Rozzi il “quarta” che porta al Foro Italico



Crema, 22 gennaio 2019 – Dalla terra rossa del Palatennis del Tc Crema fino a quella ambitissima del Foro Italico di Roma, sede degli Internazionali d’Italia. Un sogno, quello di giocare accanto ai più forti tennisti del mondo, che la scorsa settimana è stato regalato a sei giocatori: Enrico Rozzi, Giorgio Spinelli, Marco Di Bitonto, Luca Zaccagnini, Emilio Saronni e Massimo Pagliari, tutti protagonisti della tappa cremasca del “Road to Foro”, il circuito di tornei provinciali di Quarta categoria validi come tappe di qualificazione per il “Master BNL”, in programma sui campi più famosi d’Italia in concomitanza con uno dei tornei più prestigiosi al mondo. Il modo migliore per far sentire gli amatori come dei professionisti è nato da un’idea lanciata dalla Federtennis nel 2017, strutturata in maniera molto semplice: ogni provincia ha il suo torneo di qualificazione per la fase regionale, che a sua volta metterà in palio dei posti per il gran finale romano di maggio. Vuol dire che il torneo giocato al Tc Crema, che ha risposto presente al richiamo della manifestazione amatoriale più importante d’Italia, è solo l’inizio del percorso, ma intanto spedirà un gruppetto di protagonisti all’appuntamento regionale in programma in primavera, accontentando anche chi nello scorso fine settimana ha dovuto dire addio al titolo proprio sul più bello.

La premiazione del tabellone di doppio, vinto da Marco Di Bitonto (secondo da sinistra) e Luca Zaccagnini (terzo da sinistra)

Come l’under 16 di casa Giorgio Spinelli, che da favorito numero uno del tabellone si è guadagnato la finale grazie ai successi su Leoni e Magenis, ma all’ultimo atto è stato beffato dall’esperto Enrico Rozzi, over 55 del Dlf Cremona. Dopo un primo set a senso unico, Spinelli se l’è giocata alla pari nel secondo parziale, ma nelle fasi decisive il più forte è stato di nuovo Rozzi, che l’ha spuntata per 6-1 7-5 e si è preso il primo titolo stagionale. Nel doppio, invece, il successo è andato all’over 35 del Tc Crema Marco Di Bitonto e al milanese Luca Zaccagnini, che in una finale particolarmente combattuta hanno avuto la meglio per 7-6 7-5 sulla coppia di over 45 di casa composta da Massimo Pagliari ed Emilio Saronni.


RISULTATI

Singolare. Quarti di finale: Spinelli b. Leoni 6-7 6-3 10/2, Magenis b. Frittoli 6-2 7-5, Bottini b. Leoni 6-2 6-4, Rozzi b. Baruzzi 6-4 4-6 10/2. Semifinali: Spinelli b. Magenis 6-3 6-2. Rozzi b. Bottini 7-6 7-6. Finale: Enrico Rozzi b. Giorgio Spinelli 6-1 7-5.

Doppio. Semifinali: Saronni/Pagliari b. Torresan/Barbaglio 6-4 7-5, Di Bitonto/Zaccagnini b. Bonfadini/Chiappa 6-0 6-1. Finale: Saronni/Pagliari b. Di Bitonto/Zaccagnini 7-6 7-5.


TC CREMA, TENNIS DI QUALITÀ DAL 1908

Le caratteristiche del Tc Crema sono l’eleganza, il prestigio e il fascino senza tempo di una storia centenaria. Nasce nel 1908 e si caratterizza per un’infinita passione per il tennis, successi sportivi e grandi campioni. Il club ha visto passare giocatori come Claudio Panatta, Simone Colombo e Paolo Canè, che vanta tre vittorie nei campionati a squadre di serie A negli anni 1985, 1986 e 1987, e milita tutt’oggi nel massimo campionato nazionale. Dal 2010 la sede è in Via del Fante, in una nuovissima struttura perfetta e curata in ogni minimo dettaglio: stimolo maggiore per chi in questo club ci ha messo passione. Dal 2003, sotto la guida del presidente Stefano Agostino, il circolo mira a un consolidamento importante, come una quercia secolare che ha già resistito alle due guerre mondiali. Uno degli obiettivi principali è quello di raggiungere un alto livello agonistico e di migliorare ogni giorno la preparazione dei ragazzi: i campioni di domani.

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Colpo del Tc Crema, per la Serie A1 arriva Paolo Lorenzi



Crema, 10 gennaio 2019 – Al Tennis Club Crema le promesse vengono mantenute. Nel salutare col sorriso l’ottimo 2018 il presidente Stefano Agostino aveva annunciato un’importante novità in arrivo nei primi giorni dell’anno nuovo, e ora c’è l’ufficialità: la società cremasca ha tesserato niente meno che Paolo Lorenzi, uno dei giocatori simbolo dell’ultimo decennio del nostro tennis, pronto a dare il proprio contribuito per la prossima Serie A1. Per Crema si tratta di un innesto di grande spessore: non solo per gli ottimi risultati raggiunti dal senese sul campo da tennis, con un titolo Atp (nel 2016 a Kitzbühel), altre tre finali, gli ottavi allo Us Open e un best ranking da numero 33 della classifica mondiale; ma anche per l’enorme esperienza maturata in quasi vent’anni di tornei in giro per il mondo. La carta d’identità dice 37 primavere, ma Lorenzi non pensa affatto all’addio e punta anzi a tornare in fretta fra i top 100 (attualmente è appena fuori, al n.109), magari già nei primi mesi del 2019. “Conosciamo Paolo da tanti anni – ha detto il presidente Stefano Agostino -, e siamo contenti del suo arrivo, perché dietro a un giocatore di altissimo livello c’è una persona squisita. L’abbiamo visto in azione anche sui nostri campi (nella semifinale di A1 del 2016, quando il toscano giocava per il Tc Italia di Forte dei Marmi, ndr), e non vediamo l’ora di averlo nel team. Nella scorsa stagione Paolo è uscito dai primi 100 del mondo a causa di una serie di problemi a un piede – ha aggiunto – ma ci auguriamo di vederlo tornare presto dove merita. Quella di puntare su di lui è una scelta di qualità, studiata per far crescere ulteriormente il valore della nostra squadra”.

Lorenzi, che ha vinto lo scudetto nel 2013 con Bassano (in semifinale superarono proprio il Tc Crema), si aggiungerà ad altri due ex Top 100 della classifica mondiale, Andrey Golubev e Adrian Ungur, e metterà un po’ della sua esperienza al servizio dei tanti giovani di casa al Tc Crema. L’obiettivo? Migliorare il risultato del 2018, che ha visto i cremaschi chiudere al secondo posto il girone 2, guadagnando la salvezza diretta. “Sono davvero felice del passaggio al Tc Crema – ha detto Lorenzi, impegnato in queste ore all’Australian Open -, perché si tratta di un circolo che nelle ultime stagioni si è sempre messo in evidenza nel massimo campionato nazionale. Col presidente Agostino avevo già avuto contatti in passato, senza che però si arrivasse a concretizzare. Stavolta ce l’abbiamo fatta. A Crema troverò due amici come Ungur e Golubev, che conosco da tanti anni e coi quali ho da sempre un grande rapporto. Non saremo i più giovani del campionato, ma l’esperienza sa fare la sua bella parte. La formazione è già rodata: spero di riuscire a dare quel qualcosa in più che possa guidare la squadra fino alle fasi finali”. Che colpo!


TC CREMA, TENNIS DI QUALITÀ DAL 1908

Le caratteristiche del Tc Crema sono l’eleganza, il prestigio e il fascino senza tempo di una storia centenaria. Nasce nel 1908 e si caratterizza per un’infinita passione per il tennis, successi sportivi e grandi campioni. Il club ha visto passare giocatori come Claudio Panatta, Simone Colombo e Paolo Canè, che vanta tre vittorie nei campionati a squadre di serie A negli anni 1985, 1986 e 1987, e milita tutt’oggi nel massimo campionato nazionale. Dal 2010 la sede è in Via del Fante, in una nuovissima struttura perfetta e curata in ogni minimo dettaglio: stimolo maggiore per chi in questo club ci ha messo passione. Dal 2003, sotto la guida del presidente Stefano Agostino, il circolo mira a un consolidamento importante, come una quercia secolare che ha già resistito alle due guerre mondiali. Uno degli obiettivi principali è quello di raggiungere un alto livello agonistico e di migliorare ogni giorno la preparazione dei ragazzi: i campioni di domani.

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Tennis e psicologia a 8.000 km da casa. La sfida americana di Tommaso Schold



28 dicembre 2018 – Dalle 1.200 anime di Nugola, piccola frazione del Comune di Collesalvetti (provincia di Livorno), alle quasi 200.000 di Columbus, Georgia. Eh sì, la vita può cambiare parecchio. Ma quando la priorità è conseguire una laurea senza perdere di vista lo sport adorato sin da bambino, diventa più facile anche staccarsi da casa e spostare residenza e sogni dall’altra parte del mondo. L’ha fatto Tommaso Schold, ventenne che nel 2017 ha sfiorato per ben tre volte l’ingresso nella classifica Atp e che nel giugno di quest’anno ha scelto di diventare un “Cougars”, gli atleti-studenti della Columbus State University. A far da lasciapassare per volare negli States, naturalmente, la classifica di 2.4 a livello Fit che, non appena il toscano ha deciso di bussare alle porte dei college Usa, gli ha aperto tantissime porte. “Ho scoperto questa possibilità tramite degli amici arrivati in America prima di me – racconta -, e dopo qualche anno ricco di alti e bassi dal punto di vista sportivo e personale, ho deciso che la strada del college fosse quella ideale per il mio futuro”. Di certo non era la più semplice delle strade, ma grazie all’aiuto dell’agenzia StAR – Student Athletes Recruitment di Corrado Degl’Incerti Tocci i vari passaggi organizzativi sono diventati una formalità. “Il supporto di StAR è stato fondamentale – continua – perché non solo mi ha aiutato a scoprire i vari college e mettermi in contatto con i relativi coach, ma mi ha anche aiutato nella decisione finale, oltre a guidarmi in tutti i vari step da compiere prima della partenza”. Difficoltà ulteriori? Poche. “Quelle che può trovare un ragazzo di vent’anni che da un giorno all’altro lascia casa e si trasferisce in un posto diverso, dove si parla una lingua diversa, insieme a persone che non conosce. Ma sono bastate due settimane per ambientarmi”.

Da agosto Tommaso studia psicologia, materia che può aiutarlo anche a comprendere tante situazioni che si creano sul campo da tennis, sport che ha un rapporto sempre più stretto con la sfera mentale. La gran parte degli atleti professionisti frequenta psicologi dello sport, e avere dimestichezza diretta con la materia può diventare un bel vantaggio. “Sto riuscendo a dare al tennis l’attenzione che desideravo – continua Schold -, ma qui ho anche la chance di studiare per prendere una laurea, in un ambiente nel quale le qualità sportive vengono premiate. Lo sport è visto come un mezzo per raggiungere degli obiettivi, anche accademici”. Significa che gli atleti vengono aiutati e non penalizzati, e sono considerati una risorsa per il college. Basta vedere l’attenzione data alle squadre dell’università, come avviene per i Cougars. “Gli allenamenti – racconta Tommaso – sono duri e il coach pretende molto da ogni singolo membro della squadra. Io sto lavorando ogni giorno per fare in modo che nel mio futuro ci sia il tennis. Questa è un’esperienza che ti arricchisce a livello culturale e sportivo, ma anche umano. Ti aiuta a trovare sicurezze in te stesso, ti rende una persona migliore e di conseguenza anche un giocatore migliore”. Tradotto: si può giocare ad alti livelli, studiare e maturare, tutto in un colpo solo. Provare per credere.


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Forza e Costanza Brescia, un 2018 da applausi



Brescia, 28 dicembre – Un torneo internazionale che si conferma fra i gioielli del calendario Itf; una squadra di Serie C che ha raccolto la salvezza diretta e a piccoli passi sta riuscendo nell’intento di affiancare i giovani ai veterani; una scuola tennis che abbinando numeri e qualità continua a raccogliere risultati a livello provinciale, regionale e non solo. Con tre punti di forza simili, più tanti altri motivi per sorridere, il bilancio del 2018 del Tennis Forza e Costanza non può che essere positivo, perché l’annata che va concludendosi è stata fra le migliori di sempre sotto tutti i punti di vista. “Siamo soddisfatti di come è andata nell’ultimo anno – dice la presidentessa Anna Capuzzi Beltrami -, perché il Tennis Forza e Costanza ha ottenuto risultati importanti sotto tutti i fronti. Primo la scuola tennis: grazie al lavoro costante e attento dei nostri maestri, abbiamo un bel gruppetto di ragazzini del settore agonistico che si fanno notare con continuità. Ci auguriamo che possano continuare a migliorare, facendo da traino all’intera scuola tennis”. Come accennato, qualcuno dei giovani è stato anche integrato nella formazione di Serie C, con l’obiettivo di fare esperienza, un po’ come avviene ormai da qualche anno per le ragazze, tesserate al Tennis Club Lumezzane grazie a una partnership che si è rivelata azzeccatissima, vista la recente promozione in Serie A1 del team.

La formazione di Serie C del Tennis Forza e Costanza

Il fiore all’occhiello della stagione, come già da qualche anno, è rappresentato naturalmente dagli Internazionali femminili di Brescia, ulteriormente nobilitati dall’ingresso nell’albo d’oro di una big come l’estone Kaia Kanepi, ex Top 15 Wta che a meno di tre mesi dal trionfo in Castello ha battuto allo Us Open la n.1 del mondo Simona Halep. Nel 2019 il ritorno in calendario del torneo Wta di Palermo toglierà all’appuntamento bresciano il ruolo di secondo torneo più importante d’Italia (dopo Roma), ma quel che conta è continuare a crescere e migliorarsi. Rispetto alle prime edizioni sono stati compiuti dei passi avanti impressionanti, sia a livello organizzativo sia nella cura della location, così come nella capacità di coinvolgere sempre più pubblico. Ma l’intenzione non è certo quella di accontentarsi, e le idee per l’anno nuovo iniziano a prendere forma. “L’organizzazione – continua la presidente – è ormai rodata, e il successo riscosso anno dopo anno dal torneo ci motiva a fare sempre di più. Presto intensificheremo i lavori in vista della 12a edizione, con l’obiettivo di migliorare ancora la cornice dell’evento. Ci sono alcune idee che stiamo valutando, sia legate al torneo sia legate alle varie attività collaterali e alle iniziative di beneficienza che lo accompagnano”. Un altro punto fermo della mentalità del Forza e Costanza, che oltre agli obiettivi sportivi ha sempre un occhio di riguardo per il sociale.


FORZA E COSTANZA, DA OLTRE UN SECOLO IL TENNIS NEL BRESCIANO

Il tennis Forza e Costanza 1911 rappresenta un riferimento prestigioso nella tradizione sportiva bresciana. Il Circolo gode di una collocazione affascinante sul colle Cidneo, incastonato laddove un tempo sorgeva il fossato del Castello medioevale. Cinque i campi in terra battuta e uno in materiale sintetico, quattro dei quali illuminati. La Club House ospita gli spogliatoi, la segreteria e il ristorante, in grado di accogliere fino a cinquanta persone. La struttura storica, quella del Castello, durante l’anno è a disposizione dei soci, circa un centinaio. E a giugno si trasforma nella suggestiva cornice del secondo più importante torneo professionistico femminile d’Italia. Gli Internazionali di Brescia rappresentano il fiore all’occhiello dell’attività del club, e mettono in palio 60mila dollari di montepremi. Un’altra sede, dedicata alla Scuola Sat e all’attività invernale, in Via Signorini.

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Luca Vanni vince il Memorial Carlo Agazzi 2018



Iseo, 23 dicembre – La sua seconda apparizione al Memorial Carlo Agazzi – Trofeo Cst aveva l’aria di un percorso minato, perché il tabellone parlava chiaro: per puntare a vincere il torneo, Luca Vanni doveva battere uno via l’altro i tre giocatori di classifica più alta in gara: Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego e Paolo Lorenzi. Sembrava un traguardo irraggiungibile, invece è diventata una possibilità quando Vanni ha fatto fuori i primi due fra quarti e semifinale; e poi una dolce realtà quando Paolo Lorenzi ha spedito in corridoio l’ultimo diritto di una finale tutta toscana, consegnando al 33enne di Foiano della Chiana (Arezzo) il 5-4 5-3 che gli ha permesso di festeggiare un titolo decisamente inatteso. Basti pensare che nel 2012 la presenza al PalaIseo (provincia di Brescia) del ‘gigante buono’ era passata quasi inosservata, mentre sei anni più tardi l’ultima cartolina della miglior edizione di sempre è stata proprio quella del suo sorriso. Sempre accompagnato dalla pioggia di ace che ha reso Vanni inattaccabile al servizio. Si è capito da subito che era intenzionato a fare sul serio, quando ha beffato il debuttante Sonego con due tie-break, e poi ha fatto ancora meglio contro Berrettini, punendo (con altri tre tie-break, 5-4 4-5 5-4) i pochi errori del 22enne laziale, n.54 Atp e favorito della vigilia. Nella finale contro Lorenzi nemmeno la stanchezza è stata un fattore: Paolo (che peraltro in precedenza aveva lasciato soli tre game a Gaio) era a riposo da quasi tre ore, mentre Vanni si è trovato costretto a tornare in campo a una cinquantina di minuti dalla durissima semifinale, ma anche in questo caso il migliore è stato lui fin dall’inizio.

Luca Vanni – Foto Felice Calabro’

Come nei duelli precedenti, a decidere il vincitore sono stati pochissimi momenti, che Vanni è stato abile a sfruttare a dovere. Nel primo tie-break Luca ha vinto addirittura sette punti consecutivi dallo 0-1, mentre nel secondo set l’ex n.33 del mondo ha salvato un primo match-point sul 2-3, ma è stato costretto ad arrendersi due game dopo, quando l’ennesimo forcing di Vanni è andato a buon fine, permettendogli di confermare il suo buon feeling con Brescia, dove nel 2016 aveva conquistato il torneo Challenger del San Filippo. Comunque da applausi anche il torneo di Lorenzi, che ha dimostrato di nuovo il suo splendido attaccamento al Memorial: il senese è atterrato a Malpensa solo sabato pomeriggio, di ritorno dalla Florida (dove risiede e nelle ultime settimane si è allenato in vista del 2019), e un paio d’ore più tardi era già a Iseo, in campo ad allenarsi come se nulla fosse. “Questo torneo è paragonabile a un Challenger di alto livello – ha detto col trofeo in braccio un emozionato Luca Vanni – a partire dall’ospitalità e dalla gentilezza con le quali veniamo accolti noi giocatori. È un onore aver vinto qui”. Felici anche gli organizzatori, guidati da Andrea Agazzi: “Ringrazio di cuore tutti gli sponsor – ha detto -, senza i quali il torneo non sarebbe possibile, così come senza le tantissime persone che collaborano con noi. Essere arrivati a quota dieci edizioni è un traguardo importante, ma non ci accontentiamo. Guardiamo avanti e proveremo a migliorarci ancora, mettendocela tutta come sempre”. Una promessa che in riva al Lago d’Iseo viene mantenuta ogni anno.


I RISULTATI DAI QUARTI DI FINALE

Quarti di finale: Lorenzi b. J. Berrettini 5-4 5-3, Gaio b. A. Arnaboldi 5-4 4-2, Vanni b. Sonego 5-4 5-4, M. Berrettini b. F. Arnaboldi 4-5 4-1 5-4. Semifinali: Lorenzi b. Gaio 4-1 4-2, Vanni b. M. Berrettini 5-4 4-5 5-4. Finale: Luca Vanni b. Paolo Lorenzi 5-4 5-3.

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