Il Forza e Costanza tiene duro: “Pronti a ripartire col sostegno dei nostri partner”



Foto 1 - Anna Capuzzi Beltrami, presidente del Tennis Forza e Costanza, ha tirato le somme della stagione 2020

Brescia, 23 dicembre – Come per tutti i circoli d’Italia, anche per il Tennis Forza e Costanza il 2020 è stata una stagione molto complicata, fra chiusure ed eventi cancellati. Ne ha fatto le spese anche la tredicesima edizione degli Internazionali femminili di Brescia, finito nella lista dei tanti tornei prestigiosi del calendario italiano annullati a causa della pandemia. Ma il 2020 del club del Castello ha riservato comunque qualche nota positiva. Una delle più belle è arrivata proprio sul fronte torneo, grazie alla vicinanza di tutti i partner storici dell’evento. “Malgrado la cancellazione – dice la presidente Anna Capuzzi Beltrami – i nostri sponsor hanno deciso di rimanere comunque al nostro fianco, sostenendo le altre attività che siamo riusciti a portare avanti. Una bella prova di solidarietà e attaccamento al nostro progetto. Significa che credono in noi e il loro affetto, confermato anche in tempi difficili, ha rappresentato una grande iniezione di fiducia per il futuro”. Un futuro che per ora resta incerto, visto che giugno (il mese che da anni ospita l’evento) non è così lontano, ma da parte degli organizzatori c’è l’intenzione di tornare in pista già nel 2021. “Ne abbiamo già parlato – continua la presidente – e abbiamo il desiderio di provarci, ma purtroppo non dipende solo da noi, e la situazione attuale non è delle migliori. L’eventualità di giocare con un numero di spettatori limitato, o addirittura a porte chiuse, può diventare un problema. In più non va dimenticato che per organizzare un torneo come il nostro è necessario muoversi con grande anticipo. Quindi è ancora presto per fare progetti concreti”.

Torneo a parte, l’altra nota positiva del 2020 del Tennis Forza e Costanza sta nelle prestazioni della squadra di Serie C, interamente composta dai giovani del vivaio, capaci di chiudere la fase a gironi da imbattuti con due successi e un pareggio. Non è bastato per condurli al tabellone regionale che metteva in palio le promozioni, in virtù di una differenza fra vittorie e sconfitte peggiore rispetto ai rivali della Motonautica Pavia, ma il campionato ha comunque rappresentato per i ragazzi un’importante occasione per crescere e fare esperienza, e lascia ben sperare per il futuro. Al team capitanato da Marco Guerini basterà lavorare sui dettagli per presentarsi ancora più forte nel 2021, per provare finalmente a tornare nelle categorie nazionali. Sarà uno degli obiettivi del club in vista del prossimo anno, insieme a quello di confermare i numeri della scuola tennis diretta da Alberto Paris, con centro operativo nella sede di via Signorini, e di continuare a lavorare per costruire un vivaio sempre più ricco. Augurandosi che si possa tornare a vivere una stagione al cento per cento.

Area download immagini

Leggi Tutto

Scuola tennis, rodei e padel: l’agenda 2021 del CT Ceriano



La presentazione della squadra di Serie A2 del Ct Ceriano. Da sinistra, il presidente del club Severino Rocco, il Sindaco di Ceriano Laghetto Roberto Crippa, il capitano del team Silverio Basilico e in rappresentanza dello sponsor OttoGroup Giovanni Villa e Maurizio Cattafi

Ceriano Laghetto, 18 dicembre 2020 – Un calendario 2021 fitto di impegni, limitazioni permettendo. Il Club Tennis Ceriano guarda avanti dopo un anno evidentemente difficile per tutti. “Quest’anno, a conti fatti, siamo rimasti aperti poco più di sei mesi, come tutti gli altri club del resto. Nonostante tutto siamo riusciti a disputare una decina di tornei tra rodeo e open”, racconta il presidente del CTC Severino Rocco. E aggiunge: “Per la verità avremmo dovuto disputare altri due rodei e un open di seconda categoria a dicembre ma non è stato possibile. Un peccato, ma la salute viene prima di tutto”. Il 2020 è stato comunque un anno positivo per il club di via Campaccio con la promozione della squadra maschile nella nuova Serie B2 e l’ottima prova delle ragazze in Serie A2. Campionati ridotti e con regole nuove: ma al di là dei buoni risultati sul campo restano i gesti importanti di tutti gli atleti che hanno rinunciato al loro ingaggio per venire incontro alle esigenze della squadra.

Ma c’è di più. “Abbiamo fatto investimenti importanti ultimando i lavori per i due nuovi campi da padel nella struttura di Ceriano. Spero che nel 2021 riusciremo a sfruttarli anche per dare un po’ di ossigeno alle casse del club dopo gli ultimi mesi in cui abbiamo dovuto sostenere tutti i costi fissi ma con entrate ridotte – spiega Rocco -. Per la prossima stagione, oltre ai campionati di B2 e A2 con le squadre maschili e femminili, la speranza è quella di tornare a disputare i campionati giovanili, cosa che non siamo riusciti a fare lo scorso luglio, e poi di organizzare tante competizioni per soci e non, soprattutto con la formula rodeo”. E poi naturalmente c’è la scuola tennis, il cuore pulsante del circolo. Durante il lockdown maestri e staff si sono organizzati per incontrare virtualmente tutti gli allievi, ma la speranza è quella di rivedersi al più presto in campo. “Mentre per il settore agonistico, nonostante le complicazioni normative, siamo riusciti a proseguire le sedute di allenamento, gli allievi del settore scuola sono stati senz’altro i più penalizzati da questa situazione, ma devono sapere che noi siamo pronti per ripartire appena sarà possibile: in questi mesi ci siamo strutturati proprio per questo. Nonostante tutto ci siamo confermati per il terzo anno consecutivo tra le prime dieci scuole tennis lombarde secondo la classifica Fit e l’obiettivo per l’anno prossimo è quello di migliorare ancora”, conclude il direttore tecnico del CTC Silverio Basilico. L’agenda per l’anno prossimo è già pronta.

Area download immagini:

Leggi Tutto

Anche il Memorial Carlo Agazzi si ferma. La dodicesima edizione è rimandata al 2021



Foto 1 - Gli organizzatori del Memorial Carlo Agazzi posano col trofeo. Da sinistra: Margherita Mussio, Andrea Agazzi e Paolo Fedele (foto Felice Calabrò)

Iseo, 14 dicembre 2020 – In una storia lunga dodici anni, di miracoli ne hanno fatti diversi, riuscendo a portare a Iseo (provincia di Brescia) tante stelle del tennis azzurro come Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego, Andreas Seppi e Paolo Lorenzi; ma stavolta anche al Memorial Carlo Agazzi – Trofeo Cst sono stati costretti a fermarsi. La dodicesima edizione del rodeo Open del PalaIseo, che gli organizzatori sognavano di poter mandare in scena fra sabato 19 e domenica 20 dicembre, slitta dal 2020 al 2021, rimandata a causa dall’emergenza sanitaria e delle restrizioni che ne derivano, in particolare quella che impone di disputare gli eventi sportivi a porte chiuse. Un limite enorme per un torneo che rappresenta da anni un appuntamento fisso della off-season, capace di attirare in riva al lago appassionati da ogni parte del Nord Italia. “Interrompere questa tradizione – dice Andrea Agazzi, organizzatore dell’evento insieme alla moglie Margherita Mussio e al giudice arbitro Paolo Fedele – è un grosso dispiacere, ma purtroppo al momento non ci sono le condizioni necessarie per poter svolgere un evento come il nostro. Ci piace pensare al torneo come a una festa, per giocatori, staff e pubblico, e purtroppo la situazione di quest’anno non ci permetterebbe di viverlo col giusto entusiasmo”. Da lì la decisione di fare un passo indietro, dolorosa ma ponderata, e condivisa da tutti i partner dell’evento, pronti a rinnovare il proprio sostegno nel 2021.

Così, a dodici mesi dal successo con cui Lorenzo Sonego ha lanciato la sua miglior stagione in carriera (chiusa al n.33 Atp e con una vittoria a Vienna sul numero uno del mondo Novak Djokovic), il Memorial Carlo Agazzi – Trofeo Cst si ferma per la prima volta dalla nascita datata 2009, riavvolgendo il nastro dei ricordi. “Questo – continua Agazzi – era il periodo frenetico dei preparativi, mentre ora la mente torna alle edizioni scorse. Pensare a ciò che siamo riusciti a mettere in piedi ci rende orgogliosi, anche alla luce del contesto nel quale ci troviamo. Ma non siamo affatto sazi, e sfrutteremo questo momento di pausa per riflettere su come provare a migliorarci”. Al momento parlare di futuro è difficile, a causa delle enormi incertezze date dalla situazione, ma a Iseo guardano al 2021 con grandi motivazioni. “Non possiamo fare programmi – chiude Agazzi – ma torneremo. Sia col torneo, sia con tutto ciò che gli ruota attorno, a partire dalla serata inaugurale organizzata con Fabrizio Valli”. Un’altra perla che rende il Memorial Carlo Agazzi un evento unico nel suo genere, del quale in molti sentiranno la mancanza. A partire da un pubblico abituato benissimo, che dovrà attendere 12 mesi in più per ammirare da vicino le star azzurre della racchetta.

MEMORIAL CARLO AGAZZI: GRANDE TENNIS E PURA PASSIONE
Il Memorial Carlo Agazzi è un autentico gioiello del calendario nazionale, con 11 edizioni alle spalle. Nasce nel 2009, quando la famiglia Agazzi e il giudice arbitro Paolo Fedele decidono di dare il via a un evento in memoria di Carlo, grande appassionato e primo tifoso del figlio Andrea. Dopo due edizioni sull’erba naturale di Casalicolo, nel 2011 il torneo cambia data e si sposta in inverno al Centro Sportivo Rigamonti. Nel 2012, invece, l’approdo sul cemento del PalaIseo, da allora casa di un evento sempre più prestigioso che ha visto in gara per ben due volte anche il futuro top-10 Matteo Berrettini. Non è riuscito a vincere, ma l’albo d’oro è comunque ricchissimo di star del tennis tricolore come Flavio Cipolla (due successi), Andreas Seppi, Paolo Lorenzi (due successi), Federico Gaio, Luca Vanni e Lorenzo Sonego, campione dell’edizione 2019.

Area download immagini

Leggi Tutto

Coach Atp dell’anno: Piatti è in lizza. Un riconoscimento al metodo del Tennis Center



Bordighera (IM), 8 dicembre 2020 – Non c’è solo Jannik Sinner, che proverà a coronare la sua ottima stagione col premio di giocatore che ha compiuto i maggiori progressi nel 2020. Nella lista dei candidati agli Atp Awards c’è un posto anche per il suo allenatore, Riccardo Piatti, in lizza per il prestigioso premio di miglior coach dell’anno. Il vincitore verrà annunciato a metà dicembre, con il tecnico comasco che si contenderà l’oscar con gli allenatori di quattro top-10 della classifica mondiale: Gilles Cervara (coach di Daniil Medvedev), Juan Ignacio Chela (Diego Schwartzman), Nicolas Massu (Dominic Thiem) e Fernando Vincente (Andrey Rublev). Ma dato che a scegliere il quintetto dei candidati sono stati gli stessi allenatori del Tour (che successivamente eleggono anche il vincitore), già essere fra i papabili è un grande riconoscimento per il lavoro svolto. Un lavoro che nel caso specifico dell’accoppiata Piatti-Sinner va ben oltre ciò che si vede nel circuito mondiale. Perché alle spalle di Riccardo c’è un intero staff che si muove ogni giorno al Piatti Tennis Center, secondo un metodo sviluppato in anni e anni d’esperienza. E perché l’esplosione di Sinner non è altro che la prova dell’efficacia di un percorso rimodellato di continuo secondo le esigenze di tanti altri aspiranti campioni, che hanno individuato nella struttura di Bordighera il luogo ideale dove gettare le basi della propria carriera.

“Più che della mia candidatura – dice Piatti – sono contento che gli altri giocatori abbiano indicato Sinner fra i possibili vincitori del premio di Most Improved Player of The Year. Dopotutto, specialmente a certi livelli, il successo di un coach dipende dai risultati di chi allena, quindi mi fa piacere che fra i candidati ci sia pure Jannik. Per lui sono ancora gli anni della formazione, quindi il mio compito è solo quello di farlo lavorare il più possibile, e guidarlo in questo mondo nella maniera corretta. Io faccio l’allenatore da 40 anni e ho le idee chiare: questo premio mi farebbe piacere, ma non cambierebbe il mio lavoro”. Tradotto: per fargli togliere i piedi da terra ci vuole ben altro, ma è indubbio che, di riflesso, la sua candidatura fra i migliori coach Atp del 2020 sia una certificazione di qualità dedicata all’intero ‘modello Piatti’, che da qualche anno ha trovato casa al suo Tennis Center di Bordighera. “Abbiamo tantissimi ragazzini – continua –, e ci diamo un gran da fare per farli crescere come si deve. La formazione di giocatori e allenatori resta al primo posto, e l’obiettivo è solo quello di alzare sempre di più la qualità del nostro lavoro. Se vincerò il premio? Non credo. Per adesso – chiude – Sinner non ha ancora raccolto i titoli dei giocatori allenati dagli altri candidati”. Tuttavia Jannik è anche – e di parecchio – il più giovane di tutti. Segno che c’è ancora tanto tempo, per crescere e per vincere.

Area download immagini

Leggi Tutto

Il lavoro al Piatti Tennis Center porta anche al college: Tara Milic e Daniel Botti volano negli USA



Bordighera (IM), 23 novembre 2020 – Un luogo dove allenarsi con l’obiettivo di sfondare nel mondo della racchetta, ma anche per crescere e provare a sfruttare il tennis come mezzo per aprirsi altre strade. Come quella dei college negli Stati Uniti, il posto ideale dove proseguire gli studi senza trascurare la propria attività tennistica. Per questo da tempo il Piatti Tennis Center ha stretto una collaborazione con TS College Tennis, agenzia che assiste i giocatori in grado per meriti sportivi di ottenere una borsa di studio per le università americane. E i frutti della partnership si vedono, visto che presto dalla struttura di Bordighera faranno le valigie sia la slovena Tara Milic sia Daniel Botti, destinazione Stati Uniti. “Siamo felici di questa collaborazione – spiega Luigi Bertino, direttore del Piatti Tennis Center – perché la strada del college è molto preziosa per tutti quei ragazzi di buon livello che scelgono di intraprendere un percorso accademico accanto a quello tennistico. È una delle opportunità che consigliamo ai nostri atleti, e in più garantisce anche un ulteriore fine al nostro lavoro quotidiano. Perché non tutti gli aspiranti tennisti riusciranno nel loro obiettivo, ma chi non ce la farà si sarà comunque costruito un livello di gioco tale per conquistarsi una borsa di studio nei college più importanti. Una validissima alternativa”.

Lo dimostra l’esempio di Tara Milic, a Bordighera da quasi due anni e lanciatissima verso la nuova esperienza. Ha appena firmato con la Purdue University, e l’agosto prossimo volerà a West Lafayette (Indiana) con una borsa di studio del valore di 40.000 dollari all’anno che coprirà il suo intero percorso universitario. Un risultato raggiunto con costanza e determinazione. “Mi piace giocare a tennis e mi piace studiare – racconta la 18enne slovena – quindi ho sempre tenuto conto di questa opzione. Ma non l’avevo mai valutata sul serio fino a quando David Botti (responsabile di TS College Tennis, ndr) mi ha fatto conoscere le varie opportunità. Sono stata assistita in tutto e per tutto – continua -, dai primi contatti con i coach dei diversi college fino al momento delicato della scelta. Tutto lo staff del Piatti Tennis Center ha appoggiato la mia decisione. Studierò business e andrò a vivere il mio sogno”. Daniel Botti partirà invece a gennaio, destinazione Kennesaw State University, a Nord di Atlanta, in Georgia. “TS Tennis College – racconta – mi ha aiutato tanto dal punto di vista burocratico, mentre il Piatti Tennis Center è stato fondamentale per il mio percorso tennistico. Sono migliorato un sacco e i buoni risultati ottenuti mi hanno permesso di accedere a un ottimo college. Potrò studiare e continuare a giocare ad alto livello, cosa che in Italia sarebbe stata più complicata. Mi aspetto tante occasioni di arricchimento personale, un buon percorso scolastico e la possibilità di ottenere buoni risultati sul campo, per la mia squadra”. Dopo quasi un anno e mezzo di lavoro a Bordighera può stare tranquillo: le basi per fare bene le ha eccome.

Area download immagini

Leggi Tutto

Handbike Active Team La Leonessa protagonista ovunque. Cinque vittorie e due atleti in nazionale. Con vista Tokyo



Foto 1 - Mirko Testa e Francesca Porcellato con la divisa della nazionale, durante il raduno di Pineto (Teramo)

Brescia, 30 ottobre – Saper eccellere anche in una stagione stravolta dall’emergenza sanitaria. È ciò che hanno fatto i ragazzi dell’Handbike Active Team La Leonessa, capaci di sfruttare le poche gare a disposizione in questo 2020 per confermarsi fra le primissime società del panorama nazionale. Merito di mesi nei quali gli allenamenti hanno spesso cambiato la modalità – dall’aperto a dentro casa, grazie all’utilizzo dei rulli – ma di certo non l’intensità, che ha prodotto poi una lunga serie di risultati. Lo scorso fine settimana a Reggio Emilia, in una gara promozionale di regolarità, hanno chiuso al primo posto di categoria Ivano Marangoni (Mh4), Mirko De Cortes (Mh5) e Jenny Cottali (Wh3), e al secondo Alessio Scutteri (Mh4) e Simona Canipari (Wh1). Nel 2° Trofeo Fonteviva – Città di Massa Carrara, sono arrivate addirittura quattro vittorie in un giorno, con Francesca Porcellato (Wh3), Simona Canipari, Cristian Giagnoni (Mh4) e Omar Rizzato (Mh2), più il quarto posto di Mirko Testa fra gli Mh3. Nel “Trofeo Città di Petrignano d’Assisi”, hanno ottenuto ottimi risultati Mirko Testa e Ivano Marangoni, entrambi secondi, e il quinto classificato Claudio Zana (Mh4). Mentre ha vinto di nuovo la leggenda dello sport paralimpico Francesca Porcellato, punta di diamante del team Active. Per il 2020, Francesca puntava ai Giochi Paralimpici di Tokyo, con le due medaglie di bronzo di Rio 2016 da confermare o migliorare, invece si è dovuta accontentare di due vittorie a livello nazionale, ma non ha mai mollato la presa. “Ho continuato ad allenarmi come se le Olimpiadi fossero vicine – spiega la 50enne veneta – così da non ridurre l’intensità del lavoro. Le ultime gare sono la prova che è stata la scelta giusta: ho vinto, ho avuto ottime sensazioni e i dati raccolti sono confortanti. Significa che sono sulla strada giusta in vista di Tokyo 2021. Sperando che tutto possa tornare in fretta alla normalità”.

La stagione di Francesca si è chiusa col ritiro della Nazionale a Pineto, in provincia di Teramo, per il quale è stato convocato anche Mirko Testa, uno degli ultimi arrivati in Active Sport. A poco più di due anni dall’incidente che l’ha obbligato sulla sedia a rotelle, il 23enne bergamasco è già entrato nel giro tricolore, e promette grandi cose per il futuro. “La convocazione in nazionale – spiega – è stata un vero onore. Devo molto ad Active Sport: li ho conosciuti durante la riabilitazione alla Casa di Cura Domus Salutis di Brescia, quando come parte della terapia mi è stato proposto l’avvicinamento allo sport. Il tennis non faceva per me, mentre con l’handbike ha funzionato subito. Negli ultimi due anni sono migliorato tanto, ma all’inizio è semplice crescere. Il bello viene ora: lavoriamo ogni giorno per fare sempre meglio, con l’obiettivo di conquistare un posto alle Paralimpiadi di Parigi 2024”. Il tutto per la gioia del capitano Sergio Balduchelli, che ama stare dietro le quinte ma nei successi del team ha parecchi meriti, così come li hanno Francesca Porcellato e suo marito (e preparatore atletico) Dino Farinazzo, che mettono a disposizione dei compagni la loro enorme esperienza. “Anche in un’annata così sfortunata – dice il 60enne bresciano – abbiamo fatto il massimo. Al termine del lockdown abbiamo immediatamente ripreso ad allenarci all’aperto, a svolgere i test e a programmare la stagione. I risultati delle poche gare disputate ci danno ragione”. Oggi il team conta su 32 atleti, ben 6 dei quali arruolati grazie al progetto Sport Therapy in collaborazione con la Domus Salutis. Un vero successo, anche se capitan Balduchelli non si accontenta. “Si può fare ancora di più. In questo momento la situazione non ci permette di lavorare come vorremmo, ma ci auguriamo – chiude – di poter riprendere presto a pieno regime”.

Area download immagini

Leggi Tutto

Daniel Bagnolini arriva alla MTA e alza subito la coppa: successo a Pescara col nuovo coach Frigerio



Foto 2 - Daniel Bagnolini con il coach della MTA Lorenzo Frigerio. Al primo torneo insieme i due hanno subito centrato un titolo internazionale

Milano, 20 ottobre 2020 – La Milano Tennis Academy fa bene? A rispondere di sì adesso c’è anche la storia recente di Daniel Bagnolini, 17enne di Cervia che ha sposato i progetti targati MTA a fine estate e che ha impiegato pochissimo per raccogliere i primi frutti del lavoro col nuovo team. Lo ha fatto nel torneo Itf under 18 di Grado 5 del Circolo Tennis Pescara, dove inizialmente non sarebbe dovuto neanche andare e dove invece ha finito per conquistare il suo primo titolo internazionale grazie a una striscia di ben nove vittorie consecutive. La prima, nelle pre-qualificazioni, gli è valsa una wild card per le qualificazioni (necessaria in quanto non era iscritto), poi superate con altri tre successi. E una volta raggiunto il tabellone principale Bagnolini ha alzato ancora il livello, diventando inarrestabile per tutti. In semifinale l’ha spuntata per 2-6 6-3 6-3 contro la prima testa di serie Gabriele Piraino, e in una finale a senso unico non ha dato chance al campano Mariano Tammaro, domato con il punteggio di 6-0 6-3. Un successo che vale doppio, perché le sue prime due finali internazionali Bagnolini le aveva perse, nel 2017 a Nairobi (Kenya) e lo scorso anno a Colomiers (Francia). Stavolta il giovane romagnolo – arrivato a Segrate dopo un’esperienza di tre anni all’accademia di Guillermo Vilas a Maiorca – non si è lasciato sfuggire di mano il primo posto, grazie a un’intensità di gioco insostenibile per tutti i rivali.

Ad accompagnare Bagnolini nella sua cavalcata abruzzese un volto nuovo in casa MTA: l’ex professionista lecchese Lorenzo Frigerio, che alla primissima trasferta da coach della Milano Tennis Academy è tornato già con un titolo. Mica male come battesimo. “Io e Daniel ci stiamo ancora conoscendo bene – racconta Frigerio –, ma direi che l’inizio è stato incoraggiante. Abbiamo vissuto un’ottima settimana, nella quale Daniel è stato molto bravo in tutti gli incontri. Specialmente in semifinale: rimontare dopo aver perso il primo set non era banale, invece ci è riuscito e si è meritato il titolo”. Classe 1989, Frigerio è stato numero 375 della classifica mondiale Atp soltanto tre anni fa, e ha la qualifica di maestro nazionale. Il suo arrivo va così a rinforzare ulteriormente il già ricco staff dell’accademia milanese, che continua ad accogliere – e formare – anche nuovi talenti. “Mi sembra di essere qua da sempre – continua Frigerio –, perché ho trovato un bellissimo ambiente e una realtà di alto livello, esattamente in linea con i miei obiettivi di insegnante. A me piace girare per i tornei insieme ai ragazzi, e voglio aiutarli a raggiungere i loro sogni. La Milano Tennis Academy è il posto ideale per riuscirci”. “La vittoria di Bagnolini – dice invece Ugo Pigato, direttore sportivo della MTA – è la prova che in Academy si allenano tanti ragazzi di qualità, con i mezzi per emergere. Al momento abbiamo 16 atleti che lavorano full time per diventare giocatori di tennis, spronandosi a vicenda. Risultati come questo fanno da traino all’intero gruppo, che lavora con uno staff sempre più qualificato. In questa direzione siamo particolarmente contenti dell’innesto di Frigerio: un maestro che ha tanto da dare ai giovani, sia in termini tecnici sia di valori umani e sportivi”.

IL CAMMINO VINCENTE DI DANIEL BAGNOLINI
1° turno qualificazioni: Daniel Bagnolini b. Gianmarco Cerasari 6-2 6-1. 2° turno qualificazioni: Daniel Bagnolini b. Silvio Mencaglia 4-6 6-1 10/4. Turno decisivo qualificazioni: Daniel Bagnolini b. Federico Cinà 6-1 6-3. 1° turno tabellone principale: Daniel Bagnolini b. Massimo Giunta 6-4 4-6 6-3. 2° turno: Daniel Bagnolini b. Federico Bondioli 6-4 6-2. Quarti di finale: Daniel Bagnolini b. Dylan Dietrich (Sui) 7-5 6-2. Semifinali: Daniel Bagnolini b. Gabriele Piraino 2-6 6-3 6-3. Finale: Daniel Bagnolini b. Mariano Tammaro 6-0 6-3.

Area download immagini

Leggi Tutto

Piatti: “Super-staff da 25 persone per fare qualità. E parliamo tutti la stessa lingua”



Bordighera (IM), 14 ottobre 2020 – La ricetta per restare al top? Crescere ogni giorno. Come sta facendo il Piatti Tennis Center, che invece di sedersi sugli allori dei risultati (da Roma a Parigi…) lavora per migliorare di continuo, sotto ogni aspetto. Il primo è la dimensione e la qualità dello staff tecnico, arrivato a contare la bellezza di 25 persone: un numero da record per una struttura con quattro campi, e che conferma la ferma volontà di garantire a chiunque transiti da Bordighera la più alta qualità possibile, sia negli allenamenti sia nell’accompagnamento alle competizioni. Significa che oltre ad arrivare di continuo nuovi talenti, in Riviera trovano spesso casa anche nuovi tecnici, italiani e non, che decidono di formarsi con quel metodo Piatti che tanti risultati ha dato e sta continuando a dare. Solo nelle ultime settimane sono giunti al PTC sei nuovi membri dello staff: il coach londinese Max Phillips, arrivato tramite la collaborazione con l’organizzazione internazionale Orange Coach; i maestri nazionali romani Alessandro D’Itri e Alessio Abbondanzieri (che è anche osteopata, e avrà perciò un doppio ruolo all’interno della struttura affiancando il dott. Marco Curti); l’istruttore Lorenzo Vano e il preparatore fisico Leandro Mosconi, che si aggiunge ai cinque già presenti a tempo pieno. Senza dimenticare la presenza per i prossimi tre mesi del coach spagnolo Karim Perona, uno che ha lavorato anche con due top-10 come Tommy Robredo e Flavia Pennetta, e in virtù dell’amicizia con Riccardo Piatti metterà quotidianamente la sua esperienza al servizio dei giovani del centro.

Al di sopra delle new entry, e di tutti i coach già presenti da tempo a Bordighera, come da nuovo modello organizzativo inaugurato nel corso dell’estate resta la regia tecnica del centro, con i coach Riccardo Piatti, Cristian Brandi, Andrea Volpini e Luca Cvetkovic; Luigi Bertino per la parte organizzativa, Dalibor Sirola e Claudio Zimaglia per quella atletica e fisioterapica. “Noi – spiega Piatti – ci occupiamo di definire gli obiettivi a medio e lungo termine, di coordinare l’attività sia degli allenamenti sia di tornei e trasferte, e anche di formare nuovi allenatori. Poi ogni atleta ha il suo player coach, il quale fa riferimento a noi. Siamo aperti 360 giorni all’anno, e avere a disposizione uno staff così ampio ci permette di portare in ogni campo non più di due atleti per volta, sempre seguiti da almeno un head coach e da un paio di assistant coach. Ognuno di noi parla lo stesso linguaggio, e ciò fa sì che si possa svolgere sempre un lavoro di altissima qualità”. Lo stesso che regala risultati ogni settimana, e che in breve tempo ha portato il Piatti Tennis Center sulla mappa delle strutture più famose al mondo per diventare giocatori di tennis.

Area download immagini

Leggi Tutto

Questo sito è full responsive ed è correttamente visualizzabile su ogni dispositivo. Computer, smartphone e tablet di ogni misura...