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Il Forza e Costanza sfida il Tc Gavardo per il titolo indoor



Brescia, 11 marzo – Nel 2015 due splendide cavalcate hanno portato nella bacheca della sede del Castello i titoli dei campionati regionali over 50 e over 60, ma il Tennis Forza e Costanza non si accontenta mai. In attesa di difendere la doppietta nella nuova edizione della manifestazione lombarda, il prestigioso club bresciano si è messo in evidenza a livello provinciale, conquistando la finale nella fascia A (la più prestigiosa) del campionato indoor. Il team, capitanato da Nicola Panzuto e composto da Antonini, Lazzari, Scaffidi, Dalla Bona, Paris e Bocchi, era fra i favoriti visto che può contare su alcuni dei migliori ‘terza categoria’ della provincia. E il percorso l’ha confermato con sette vittorie una dopo l’altra. Prima quattro, nell’ordine contro Salò, Rezzato, Odolo e Bagnolo Mella, per chiudere al comando il terzo dei quattro gironi della competizione, poi altre tre nel tabellone finale, per arrampicarsi fino al match decisivo. Dopo il 3-0 alla Polisportiva Vobarno e il 2-1 contro il Tc Bovezzo “B”, a spalancare ai cittadini le porte della finale è stato il successo contro la Ssd Elnik di Rovato. Non c’è voluto nemmeno il doppio: 2-0 dopo i singolari, conti chiusi e finale in cassaforte, da giocare con formula di andata e ritorno contro il Tennis Club Gavardo di Pedercini, Rossi, Mabellini, Pellegrini e Lod, sin qui autori di un campionato pressoché perfetto.

Ottimo l’impatto in squadra del neo-acquisto Luca Antonini, 34enne che andrà a rinforzare anche il team in gara da aprile nel campionato di serie C. “Luca è probabilmente il miglior terza categoria del panorama bresciano – spiega il responsabile tecnico Alberto Paris – e insieme a Lazzari ci permette di avere due importanti garanzie per i singolari. Ottimo anche il campionato di Scaffidi, spesso schierato come singolarista”. Per il doppio, invece, affidamento alla coppia Dalla Bona/Bocchi: il primo lo scorso anno ha sbancato la categoria over 45 del Circuito Visconteo, tour di tornei per veterani che attraversa tutta la Lombardia, mentre il secondo ha addirittura vinto (proprio nella specialità di coppia) il Master nazionale del circuito amatoriale Fit-Tpra. “Ci aspettavamo di arrivare in fondo – prosegue Paris – e ora che ce l’abbiamo fatta vogliamo chiudere in bellezza”. Domenica 13 marzo alle 17, sui campi in cemento di via Signorini, l’incontro di andata. Domenica 20 alle 15, a Gavardo, il duello decisivo che eleggerà i nuovi campioni bresciani della ‘classe regina’.

FORZA E COSTANZA, DA OLTRE UN SECOLO IL TENNIS NEL BRESCIANO

Il tennis Forza e Costanza 1911 rappresenta un riferimento prestigioso nella tradizione sportiva bresciana. Il Circolo gode di una collocazione affascinante sul colle Cidneo, incastonato laddove un tempo sorgeva il fossato del Castello medioevale. Cinque i campi in terra battuta e uno in materiale sintetico, quattro dei quali illuminati. La Club House ospita gli spogliatoi, la segreteria e il ristorante, in grado di accogliere fino a cinquanta persone. La struttura storica, quella del Castello, durante l’anno è a disposizione dei soci, circa un centinaio. E a giugno si trasforma nella suggestiva cornice del secondo più importante torneo professionistico femminile d’Italia. Gli Internazionali di Brescia rappresentano il fiore all’occhiello dell’attività del club, e per l’ottava edizione hanno messo in palio 50mila dollari di montepremi. Un’altra sede, dedicata alla Scuola Sat e all’attività invernale, in Via Signorini.

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La Coppa delle Province arriva allo Junior Tennis Milano



Milano, 6 novembre 2015 – “Si tratta di un onore e di un onere che accettiamo volentieri. La Coppa delle Province è una manifestazione di livello nel panorama nazionale e il fatto che lo Junior sia uno dei due centri per la selezione del team di Milano non può che farci piacere”. Il direttore tecnico Filippo Maltempi commenta così l’assegnazione allo Junior Tennis Milano della Coppa delle Province 2016 per l’area di Milano ed hinterland. Saranno due i team del capoluogo lombardo che disputeranno l’11a edizione della manifestazione giovanile riservata a giovani tennisti del 2005, 2006 e 2007. Nello specifico, oltre a Maltempi, i referenti del club di via Cavriana saranno Luca Maltoni, responsabile della preparazione fisica per il settore agonistico e Marco Recalcati, maestro dello staff agonistico. A rappresentare lo Junior Tennis ci saranno Lorenzo Paolini, classe 2005, Sofia Aloya, classe 2006. Due giovanissimi, classe 2007, da tenere d’occhio: sono Guglielmo Borgazzi ed Edoardo Zeroli. Dopo l’esperienza del 2010 quando la struttura milanese ospitò uno dei raduni federali, lo Junior Tennis torna così protagonista assoluto nel panorama delle competizioni giovanili nazionali e per 8 weekend si trasformerà nell’epicentro per il raduno e la selezione dei migliori giovani che faranno parte della squadra A. Il primo raduno è in programma per domenica 8 novembre mentre la Coppa delle Province si giocherà a partire dal 28 febbraio 2016 e rappresenta una vetrina di primo livello che lo Junior si concede volentieri dopo una stagione 2014/2015 ricca di soddisfazioni e di trofei.

Filippo Maltempi e Luca Maltoni

Filippo Maltempi e Luca Maltoni

Ma le buone notizie non sono finite. A proposito di stagione agonistica, quella alle porte ritroverà una protagonista che potrebbe rivelarsi molto importante per lo Junior Tennis Milano: si tratta di Giorgia Pigato, altro elemento di spicco del vivaio milanese. Dopo un anno tribolato a causa di problemi fisici che l’hanno costretta a lungo lontana dai campi, la maggiore delle sorelle Pigato, classe 1999 e figlia di coach Ugo, è ormai pienamente recuperata e pronta per la stagione agonistica targata 2015/2016. Buona notizia dunque anche in prospettiva campionati a squadre, in particolare per la formazione capitanata da Erika Pineider che tra qualche mese dovrà affrontare la Serie B dopo la promozione conquistata. Ora il team femminile dello Junior Tennis ha proprio tutte le carte in regola per diventare un outsider in grado di modificare gli equilibri della manifestazione.

JUNIOR TENNIS MILANO, LA SCUOLA TENNIS AMICA DELL’AMBIENTE

Lo Junior Tennis Milano Dario Mattei Gentili inizia la sua attività nel 1957 sui due campi del Coni in via Mecenate e, dopo un paio di cambi di sede, nel 1968 approda in via Cavriana 45 dove, nel corso degli anni realizza un’ampia e moderna struttura che può contare su 12 campi (9 in terra rossa) tre dei quali dotati di una copertura permanente realizzata per favorire il risparmio energetico, con pannelli fotovoltaici da 61,5mila Kwh sul tetto per la produzione di energia pulita. Lo Junior si distingue dalla maggior parte delle altre realtà perché non è un circolo nel senso stretto, come tanti sul territorio, ma esclusivamente una scuola di addestramento al tennis per i giovani tra i 5 e i 16 anni che ospita in media 420 allievi all’anno.

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A Bordighera c’è Keope, strumento del futuro



Bordighera, 29 ottobre – Lo status di più antico circolo d’Italia non glielo leverà mai nessuno, ma il Bordighera Lawn Tennis Club non si accontenta di vivere di ricordi. Anzi, continua a crescere sotto l’aspetto sportivo e innovarsi dal punto di vista delle strutture, seguendo un obiettivo prefissato dal direttivo qualche stagione fa. Lo dimostra il fresco arrivo al club di Keope, “la struttura ergonomica a risonanza propriocettiva globale”. Si tratta di uno strumento innovativo che è stato ideato dall’italiano Amedeo Maffei e che sta riscuotendo grande successo in tutto il mondo. È una macchina formata da 11 supporti sagomati simili ai pedali dell’auto: uno per la nuca e due per schiena, glutei, cavi poplitei, talloni e mani, che attraverso l’uso delle frequenze stimola le ghiandole endocrine alla produzione di endorfine, serotonina e melatonina, utili a ridurre stanchezza e stress, dolori muscolari, mal di schiena e tantissimi altri problemi. Dice tutto lo slogan: “il modo più naturale per star bene”. Non c’è nulla di magico, spirituale. È scienza, riconosciuta e appoggiata da professori e ricercatori di tutto il mondo. ‘Keope’ ha rimesso in piedi gente che non camminava da anni, assiste costantemente il celebre astronauta italiano Luca Parmitano, e accompagna già da tempo le Frecce tricolori, alcune frange della Marina militare, la Federazione Italiana Pallacanestro, la Federazione di Climbing e la nazionale di calcio tedesca. Complessivamente, è stata provata e apprezzata da circa 65.000 persone, ma al momento ne esistono appena 220 esemplari in tutto il mondo. Ora uno è sbarcato anche nel mondo del tennis italiano, grazie alla lungimiranza del Bordighera Lawn Tennis Club. “Siamo il primo circolo in Italia a dotarsi di questo apparecchio – racconta il presidente Maurizio Massaccesi – già usato con successo da vari sportivi in tutto il mondo. Non possiamo che andarne fieri”.

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L’esempio più semplice? L’ha raccontato in una lunga intervista per Il Giornale lo stesso Maffei, visionario classe 1947 con una laurea ad honorem in psicologia e una vita investita per la realizzazione di uno strumento di tale portata. “Negli atleti – ha detto – Keope riassorbe in 12 minuti l’acido lattico che si crea dopo esercizi intensi: nei casi di sforzo prolungato, alla natura servono 80 ore per fare la stessa cosa”. Ecco spiegato perché si candida come una delle grandi innovazioni del proprio settore. “È utilissima per recuperare dopo gli sforzi – racconta Massaccesi – e quindi può migliorare la performance degli atleti. I primi ad averla provata hanno subito notato la sua utilità”. Negli ultimi anni, negli spogliatoi dei tornei più importanti sono comparse le vasche di ghiaccio, utilizzate proprio per recuperare dopo gli sforzi. Nel futuro c’è Keope? Nel frattempo, l’attrezzo innovativo è comparso a Bordighera grazie alla collaborazione fra il club e l’Asd Swi (Sport Wellness International), e verrà presentato al pubblico sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, dal fisioterapista del BLTC Cosimo Bruno, con la possibilità per tutti di testarne i benefici. L’ennesimo valore aggiunto di un club all’avanguardia.

BORDIGHERA LAWN TENNIS CLUB 1878: IL PIÙ ANTICO CIRCOLO D’ITALIA

Era il 1878 quando in Riviera nacque il Bordighera Lawn Tennis Club, che poi si radicò nel primo Novecento e a ridosso della Prima Guerra Mondiale. Nell’immediato dopo guerra cominciarono a disputarsi le prime gare a livello sociale e, nel 1927, il Circolo cominciò a organizzare tornei internazionali di alto livello agonistico. Da lì in poi una storia lunga e gloriosa che ha portato fino alle celebrazioni per il centenario del 1978. Oggi il club bordigotto può contare su un passato nobile e un presente di alto livello. Da una parte il primo campo d’Italia, con una targa celebrativa, e dall’altra un’attività fervente. A Bordighera fanno base due dei tecnici italiani più famosi e più vincenti di sempre, Riccardo Piatti, allenatore del Top 10 mondiale Milos Raonic, e Massimo Sartori, coach di Andreas Seppi, attualmente numero 2 d’Italia. Sei campi in terra rossa e prenotabili on-line, bar, ristorante, club house e palestra.

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All’Accademia Vavassori le migliori under 16 d’Italia



Palazzolo sull’Oglio (BS), 5 ottobre 2015 – L’obiettivo è di quelli che stuzzicano la fantasia: provare, da un gruppetto di ragazze under 16, a formare le campionesse degli anni a venire. Il tennis azzurro al femminile sta vivendo un momento incredibile, ideale per lavorare in ottica futura. Ci proverà anche l’Accademia Vavassori, che domenica 4 ottobre ha presentato, davanti a un centinaio di addetti ai lavori, i progetti Ctp (Centri tecnici permanenti) e Cpa (Centri periferici di allenamento) della Federazione Italiana Tennis, che proprio nei campi di Piazzale Kennedy ha posto una base fondamentale del nuovo ‘sistema Italia’, lanciato a tutti gli effetti nel 2014. “Siamo onorati – spiega Renato Vavassori – che la Federazione abbia scelto Palazzolo per progetti così importanti. Significa che credono molto in noi, e questo è il risultato di oltre vent’anni di lavoro e risultati, nel pieno rispetto dei piani federali”. Il progetto più importante è quello dei Ctp, che riguarda ragazzi e ragazze nati fra 1999 e 2001, con quattro poli federali sparsi per l’Italia: Vicenza, Foligno (Perugia), Bari e appunto Palazzolo. Dopo il successo dello scorso anno, l’Accademia è di nuovo al centro del progetto femminile, e accoglierà per un’intera stagione cinque ragazze selezionate dai tecnici della Federazione: Benedetta Ivaldi, Giulia La Rocca, Francesca Rumi, Giulia Peoni e Cristina Tiglea. Sono le migliori in circolazione e proveranno a forgiare le loro qualità sotto la guida del maestro Luca Ronzoni e del preparatore Alessandro Volpini, col sogno di approdare al tennis di vertice.

Discorso simile per gli otto ragazzi del Cpa (classe ’02-’04): Samuel Vincent Ruggeri, Giulio Perego, Lorenzo Rottoli, Federico Scotuzzi, Eleonora Carrara, Beatrice Stagno, Lisa Pigato e Milena Jevtovic, che si appoggeranno alla struttura (una delle diciotto selezionate in Italia, l’unica in Lombardia) nel fine settimana, guidati da Cristian Merlato e Claudio Baroni, per perfezionare il lavoro svolto coi rispettivi maestri, sempre coinvolti nelle attività. Una sinergia voluta dalla Federazione Italiana Tennis, come evidenziato nel corso della presentazione dal tecnico federale Giancarlo Palumbo: “Crediamo molto nel progetto, nato per aiutarci a monitorare meglio la crescita dei giovani, e Palazzolo è un centro fondamentale. L’obiettivo è quello di guidare i talenti verso un futuro nel tennis che conta, quello dei primi 100 del mondo, delle nazionali di Coppa Davis e Fed Cup”. Sulle orme di Pennetta e Vinci.

ACCADEMIA TENNIS VAVASSORI: PER CRESCERE PROFESSIONISTI, DAL 1992

Dal 1992, l’Accademia Vavassori si dedica a insegnare tennis e a far crescere i professionisti. Ora a Palazzolo sull’Oglio, provincia di Brescia, e nella città di Milano, grazie alla gestione dei centri di Milano Sport. Sui campi delle varie strutture (quella attuale è punto di riferimento in Italia per under 12, 14 e 16) sono passati tanti giocatori che hanno fatto la storia recente del tennis, nazionale e non solo. Basta citare Francesca Schiavone, vincitrice del Roland Garros, e il davisman Simone Bolelli. O altri che dall’accademia sono transitati per un periodo, come Davide Sanguinetti e addirittura l’argentino Juan Martin Del Potro. La sede di Palazzolo sull’Oglio conta cinque campi in sintetico, più tre in terra battuta all’aperto. A Milano, l’Accademia di Renato Vavassori è presente in sette centri di Milano Sport.

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Allo Junior nasce la collaborazione attiva genitori-allenatori



Milano, 1 ottobre 2015 – Una collaborazione inedita, in perfetto stile Junior Tennis, per agevolare i giovani atleti nella crescita sportiva e umana. Il ruolo dei genitori è spesso oggetto di discussione nell’ambito delle attività sportive dei figli, specie in una disciplina individuale come il tennis. E, paradossalmente, può capitare che il loro interessamento e l’affetto possano diventare “ingombranti” se non nocivi durante il cammino sportivo dei figli. E così, negli ultimi anni, in molte società sportive si è creata una sorta di linea di demarcazione che divide staff tecnico e genitori, nel tentativo di evitare reciproche ingerenze. Ma allo Junior Tennis hanno ribaltato questa prospettiva per creare un’inedita collaborazione proprio tra lo staff tecnico e i genitori dei ragazzi del settore agonistico; una collaborazione improntata sul dialogo e la reciproca fiducia nell’interesse dei tanti giovani atleti. E così, dopo che tutto lo staff tecnico guidato da coach Ugo Pigato si è riunito per analizzare e aggiornare i metodi d’allenamento per la stagione 2015/16, pochissimi giorni fa è stata la volta del ‘meeting’ tra allenatori e genitori. “E’ stato un incontro molto utile – dice la Presidente Antonella Gilardelli – durante il quale il nostro staff non si è limitato a presentare il programma e la preparazione per questa stagione ma ha coinvolto le mamme e papà affinché partecipino attivamente alla carriera sportiva dei figli, cercando di star loro vicini con un atteggiamento condiviso con gli allenatori, ciascuno nel rispetto dell’altro. In particolare durante le trasferte nelle quali il figlio non è seguito direttamente da un membro del nostro staff, il compito del genitore sarà quello di percepire e riportare eventuali difficoltà tecniche e comportamentali del figlio e di farlo in maniera assolutamente obiettiva. Chi sceglie lo Junior – prosegue – non deve farlo solo perché conosce l’elevato standard del nostro staff tecnico, ma anche perché è consapevole dei valori che intendiamo trasmettere”.

Il ruolo di genitore non è più, dunque, solo quello di incitare il figlio ma anche di collaborare secondo i criteri forniti dallo staff tecnico. “In particolare l’attenzione è rivolta alla crescita umana del giovane tennista e quindi è bene monitorare il comportamento dei ragazzi dentro e fuori dal campo insegnando loro a gestire le vittorie e le sconfitte con equilibrio, serenità e obiettività e il rispetto per l’avversario; in questo senso il ruolo educativo del genitore può diventare per noi estremamente utile”, conclude la presidente. La partecipazione in massa delle mamme e dei papà alla riunione testimonia la voglia di iniziare questa reciproca collaborazione. Altro segno tangibile di come lo Junior continui a investire sul ruolo educativo dello sport. Dopo la straordinaria stagione 2014/15, la società di via Cavriana punta ancora un po’ più in alto…

JUNIOR TENNIS MILANO, LA SCUOLA TENNIS AMICA DELL’AMBIENTE

Lo Junior Tennis Milano Dario Mattei Gentili inizia la sua attività nel 1957 sui due campi del Coni in via Mecenate e, dopo un paio di cambi di sede, nel 1968 approda in via Cavriana 45 dove, nel corso degli anni realizza un’ampia e moderna struttura che può contare su 12 campi (9 in terra rossa) tre dei quali dotati di una copertura permanente realizzata per favorire il risparmio energetico, con pannelli fotovoltaici da 61,5mila Kwh sul tetto per la produzione di energia pulita. Lo Junior si distingue dalla maggior parte delle altre realtà perché non è un circolo nel senso stretto, come tanti sul territorio, ma esclusivamente una scuola di addestramento al tennis per i giovani tra i 5 e i 16 anni che ospita in media 420 allievi all’anno.

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Forza e Costanza, il tennis vintage a Benevolo-Costantini



Brescia, 29 settembre – L’obiettivo? Affiancare divertimento, qualità e un pizzico di nostalgia per il tennis che fu. Missione compiuta dal Forza e Costanza, con l’ormai classico ‘Vintage Tournament’ di fine estate. Un evento, quello andato in scena nello scorso fine settimana, di doppio maschile a inviti, con regole ben precise: in gara coppie composte da un classificato e un ‘Nc’, abiti bianchi e racchette rigorosamente di legno, con la potenza dei giorni nostri che lascia spazio a tecnica e fantasia. Ne ha guadagnato la qualità del gioco, con incontri divertenti ed equilibratissimi già a partire da sabato. In scena tre gironi da quattro coppie ciascuno, intitolati ad altrettanti grandi campioni del passato come Rod Laver, John Newcombe e Jean Borotra. Promosse alla domenica le migliori due coppie di ogni gruppo, poi rimescolate in altri due gironi da tre che hanno eletto i finalisti. Da una parte Alessandro Benevolo e Diego Costantini, bravi nel corso del torneo a far fuori i campioni in carica Bocchi/Valerio, dall’altra le sorprese Andrea Pisati e Claudio Orio, emersi da un girone di ferro. Alla fine il successo è andato ai primi, bravi a far valere la propria superiorità con un 6-3 (ogni match si giocava sulla distanza di un solo parziale) e prendersi la vittoria, prima del brindisi collettivo. “È stata un’edizione particolarmente felice – spiega il responsabile tecnico Alberto Paris – con tanto spettacolo sin dal primo giorno e uno spirito di grande divertimento, alimentato dalla cena collettiva di sabato sera. Abbiamo deciso di tenere solamente dodici coppie per un discorso organizzativo, e siamo stati ripagati da un equilibrio mai visto negli anni scorsi. Basti pensare che per eleggere i finalisti del secondo girone (quello che ha poi promosso Pisati/Orio, ndr) abbiamo dovuto giocare degli spareggi, perché le coppie avevano vinto un incontro a testa e la differenza game vinti/persi era identica per tutte. C’è stata grande suspance fino alla fine – spiega ancora Paris -, e questa ha contribuito a rendere il torneo ancor più interessante. Hanno vinto i migliori, mentre siamo positivamente sorpresi dall’exploit della coppia finalista, anche se va ricordato che Pisati aveva già vinto il torneo in due occasioni. Fa parte di quel gruppetto di giocatori che coi telai di legno riescono a giocare addirittura meglio rispetto a quanto fanno con le racchette tradizionali”.

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Sempre nella giornata di domenica, sui campi del Castello si sono giocati anche i quarti di finale del tabellone regionale del Campionato Over 50, che ha visto la formazione del Tennis Forza e Costanza superare per 2-1 il Tc Ambrosiano Milano. Dopo la vittoria di Giorgio Dalla Bona su Guido Gandini, e la sconfitta di Stefano Gavazzi contro Alessandro Ghezzi, è stato il doppio a decidere la contesa. In campo lo stesso Dalla Bona e Alberto Paris, a segno senza problemi su Ghezzi/Gandini. Domenica 4 ottobre la semifinale, contro l’Harbour Club (sempre Milano) o la Canottieri Mincio di Mantova.

FORZA E COSTANZA, DA OLTRE UN SECOLO IL TENNIS NEL BRESCIANO

Il tennis Forza e Costanza 1911 rappresenta un riferimento prestigioso nella tradizione sportiva bresciana. Il Circolo gode di una collocazione affascinante sul colle Cidneo, incastonato laddove un tempo sorgeva il fossato del Castello medioevale. Cinque i campi in terra battuta e uno in materiale sintetico, quattro dei quali illuminati. La Club House ospita gli spogliatoi, la segreteria e il ristorante, in grado di accogliere fino a cinquanta persone. La struttura storica, quella del Castello, durante l’anno è a disposizione dei soci, circa un centinaio. E a giugno si trasforma nella suggestiva cornice del secondo più importante torneo professionistico femminile d’Italia. Gli Internazionali di Brescia rappresentano il fiore all’occhiello dell’attività del club, e per l’ottava edizione hanno messo in palio 50mila dollari di montepremi. Un’altra sede, dedicata alla Scuola Sat e all’attività invernale, in Via Signorini.

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Vavassori e Van der Meer binomio vincente



Palazzolo sull’Oglio (BS), 16 settembre 2015 – La partnership è cominciata alla fine del 2014, ed è proprio adesso, dopo quasi un anno di progetti condivisi, che si può stilare il primo bilancio. Con la buone occasione di associarlo al Simposio Ptr, come sempre un successo coronato dalla presenza di 250 persone. L’accademia di Renato Vavassori e la Van der Meer Academy di Hilton Head, negli Stati Uniti, festeggiano il reciproco scambio di competenze con nuove ambizioni. Un binomio vincente che porta la firma dei due ideatori, uniti dalla visione del mondo del tennis prima ancora che dalle rispettive scuole. “Insieme a Hopman – spiega Vavassori – Van der Meer è stato uno dei pionieri del tennis costruito con un progetto professionale di ampio respiro, ed è per questo che abbiamo deciso di avviare una collaborazione che ha portato i suoi ragazzi nel centro di Palazzolo sull’Oglio, ma che ci ha pure permesso di portare i nostri negli Stati Uniti. Esperienze formative importanti, che restano impresse e ampliano la propria visione dello sport”. Per due volte all’anno, gruppi di atleti delle due realtà si ritrovano, accompagnati dai rispettivi maestri. Ma in realtà il progetto è più ampio e permette a chiunque lo desideri, in qualsiasi momento, di frequentare l’accademia ‘gemella’ per un periodo di tempo, usufruendo dei coach ma anche delle altre opportunità garantite dalle strutture.

Ma non c’è solo il tennis, nel progetto. Chi volesse andare a studiare Oltreoceano, infatti, avrà l’opportunità di farlo con un canale privilegiato aperto proprio dal Team Vavassori, che permetterà di trovare supporto alle famiglie dei ragazzi impegnati nei College americani. “Un’idea – continua Vavassori – che speriamo possa dare un aiuto concreto a chi vuole affrontare questa bellissima avventura”. Dennis Van der Meer è stato l’ideatore del Ptr e dei metodi d’insegnamento innovativi che l’associazione internazionale porta con sé. “E a Palazzolo come nei nostri centri di Milano – chiude il tecnico bresciano – utilizziamo spesso espedienti didattici come la rete più alta o le pedane. Ma il vero salto di qualità si fa attraverso la formazione degli insegnanti. È qui che lavoriamo maggiormente per dare a tutti, principianti compresi, gli strumenti giusti da utilizzare”. Insegnanti come Vavassori, certo. O come l’ex pro sudafricano Marcos Ondruska, attuale direttore dell’Accademia di Hilton Head, che presto di incontreranno per programmare il futuro.

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Trofeo Ctc Robur Saronno, trionfa Schilirò



Ceriano Laghetto, 14 settembre 2015 – Buona la seconda. Dopo la finale dello scorso anno, il giovanissimo talento siciliano Nicolò Schilirò aveva un solo risultato utile per migliorarsi nella terza edizione dell’Open maschile “Trofeo Ctc Robur Saronno” e lo ha ottenuto. Grazie al successo sul padrone di casa Andrea Borroni (2.4) per 4-6 6-3 6-3, Schilirò (2.5) si è laureato campione sui campi in sintetico del Robur in via Colombo, nell’Open da 1500 euro di montepremi organizzato dal Ct Ceriano Laghetto. “Una finale a due facce – commenta il presidente del Ct Ceriano, Severino Rocco – perché all’inizio sembrava che la potenza di Borroni potesse prevalere, ma nel terzo set la caparbietà e l’acume tattico del 17enne siciliano hanno fatto girare un match che sembrava quasi compromesso. Nonostante un fisico esile, il vincitore ha risposto colpo su colpo e alla fine ce l’ha fatta. Siamo comunque soddisfatti della finale raggiunta del nostro Borroni”. Sotto 0-3 nel parziale decisivo, Schilirò ha avuto il merito di restare saldamente in partita contenendo i dritti potenti del padrone di casa e attaccandolo, appena possibile, sul rovescio. Successo meritato per il tennista isolano che, dopo aver raggiunto a sorpresa la finale l’anno passato (poi persa contro Tessaro), ha messo in mostra ottimi progressi e un tennis vivace e aggressivo. Se nel 2014 è stato la grande rivelazione del torneo, stavolta si è confermato su ottimi livelli superando Jacopo Bartolini nei quarti e il vincitore dell’edizione 2013 Massimiliano Dotti in semifinale, senza lasciare per strada nemmeno un set. Bravo anche Borroni, classe 1995, che ha superato in semifinale Delebois per 7-6 6-0 giocando un tennis solido e potente, con ampi margini di miglioramento.

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“Sono soddisfatto – continua il presidente Rocco – dell’andamento del torneo, perché hanno partecipato tanti giocatori di seconda e terza categoria davvero competitivi, che hanno mantenuto un livello di gioco alto. Un bello spettacolo, possibile grazie anche al prezioso aiuto di sponsor come Pagani Imballaggi e Fibre Drums Italia”. E così, dopo il successo di Corinna Dentoni nell’Open femminile di Ceriano, ecco quello di Schilirò nell’edizione maschile. Ma appena archiviato questo torneo, il Ct Ceriano Laghetto deve già pensare al primo impegno stagionale per la squadra femminile di Serie A1 che sarà impegnata nella difficile trasferta di Reggio Emilia contro il Ct Albinea. L’esordio in casa sui campi del Robur Saronno è invece previsto per la domenica successiva, 18 ottobre, quando le ragazze capitanate da Marcella Campana ospiteranno le campionesse d’Italia del Tc Genova 1893.

CLUB TENNIS CERIANO, UNA STAGIONE DA SERIE A

Il Club Tennis Ceriano svolge la propria attività in due sedi, quella principale di Ceriano Laghetto (MB) e in quella di Saronno (VA). Fin dalla sua fondazione, nel 1985, si è posto l’obiettivo di coniugare le ambizioni agonistiche a un ambiente familiare. Il CTC è sede di importanti eventi di rilevanza nazionale, tra cui un Open femminile e uno maschile. A livello nazionale il circolo vanta una struttura tecnica di primo piano e un impegno agonistico che parte dagli under 10 e arriva fino agli under 16. Ciliegina sulla torta, la promozione in serie A1 del proprio team femminile. Il CTC aderisce ai Piani Integrati d’Area della Fit, vantando risultati di rilievo regionale. La Scuola Tennis, diretta dal maestro nazionale Silverio Basilico, è composta da tre settori: addestramento, preagonistico e agonistico. Viene svolta anche un’importante attività promozionale nelle scuole elementari, che coinvolge più di 1.000 ragazzi.

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