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Cristian Brandi sarà ‘élite coach’. In quasi 40 anni, dai ‘Piatti boys’ a coordinatore



Foto 1 - Cristian Brandi (a sinistra) e Riccardo Piatti hanno iniziato a lavorare insieme quasi 40 anni fa. Prima di diventare colleghi, il coach comasco è stato allenatore dell'ex giocatore pugliese

Bordighera (IM), 7 luglio 2020 – A fianco di Riccardo Piatti è diventato grande e ha trascorso la sua intera carriera, poi sempre con il coach comasco ha mosso i primi passi nel mondo dell’insegnamento. Infine, dal mese di giugno, Cristian Brandi è diventato anche il braccio destro del suo ex allenatore, al Piatti Tennis Center. Una novità che conferma come la realtà di Bordighera stia continuando a investire nella crescita del suo staff, per garantire degli standard sempre migliori. Contribuirà allo scopo la presenza a tempo pieno del brindisino classe 1970, con una carriera di tutto rispetto da giocatore (è stato numero 50 Atp in doppio) e un curriculum altrettanto valido da coach, con nomi come Marco Cecchinato, Filippo Volandri, Paolo Lorenzi, Thomas Fabbiano, Alessandro Giannessi e tanti altri nella lista dei giocatori passati sotto le sue cure. Brandi fa parte del Team Piatti fin dagli albori, ma si era sempre occupato di seguire direttamente un numero ristretto di atleti. Mentre ora, in qualità di ‘élite coach’, gli spetterà il compito di coordinare in prima persona l’intero lavoro del centro, con la collaborazione degli altri membri dello staff. “Riccardo puntava ad assegnarmi questo ruolo da un pezzo – spiega il 50enne pugliese –, e ho sentito che era il momento giusto per provarci, dopo quasi 40 anni a girare per il mondo. Tuttavia, viaggi a parte, il mio lavoro resta lo stesso: continuerò occuparmi della crescita dei ragazzi, cercando di dare a ognuno i mezzi per raggiungere il massimo delle proprie potenzialità. Sarò duro e attento: poter giocare a tennis è una fortuna, i ragazzi devono capirlo e metterci sempre la massima serietà. Chi si allena da noi sa di avere a disposizione tutto ciò che serve per esprimersi al meglio”.

Il legame fra Brandi e Piatti è qualcosa di unico: Cristian era uno dei favolosi ‘Piatti Boys’, il quartetto di ragazzi che a fine anni ’80 diventarono giocatori professionisti di alto profilo sotto la guida del coach comasco, iniziando a testimoniare quelle qualità che avrebbero reso il loro mentore uno dei più celebri al mondo. Oltre trent’anni più tardi, e a quasi 40 dal primo incontro datato 1983 (a Riano, quando un Brandi 14enne fu convocato al Centro federale Fit), sono ancora uno a fianco all’altro, pronti per una nuova sfida. “A Riccardo – continua Brandi – mi lega un rapporto che va ben oltre l’aspetto professionale. Ho perso il padre da bambino e lui si è preso la briga di crescermi fin dai 14 anni. Mi ha seguito per l’intera carriera, e dopo che ho smesso è stato sempre lui ad affidarmi i primi giocatori da allenare, per capire se quella potesse essere la mia strada”. Brandi l’ha capito in fretta e, da lì, i due hanno lavorato insieme quasi senza soluzione di continuità. “È il mio punto di riferimento, lo è sempre stato e lo sarà sempre. Ormai sono oltre 16 anni che faccio questo mestiere – chiude –, ma Riccardo è già a quota 40. Significa che comunque ne sa sempre più di me”. Una stima reciproca che li unisce in un rapporto come se ne vedono pochi, ora a disposizione di coloro che da Bordighera provano a inseguire il sogno del professionismo.

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La ripartenza in sicurezza del Piatti Tennis Center: sold out, palestra all’aperto e attenzione ai protocolli



Bordighera (IM), 15 giugno 2020 – 69 giorni senza mettere piede sui campi del Piatti Tennis Center sono stati duri da affrontare. Ma lo staff si è dimostrato all’altezza anche in una situazione inedita, organizzando lezioni e sessioni di allenamento online. E ora che l’attività è ripartita, tutti si sono fatti trovare pronti. Tanto che, dalla riapertura datata 18 maggio, a Bordighera ci hanno messo ben poco a tornare a pieno regime. “Pur con un protocollo di disposizioni che seguiamo alla lettera – spiega Luigi Bertino, direttore del Piatti Tennis Center –, possiamo dire che l’attività del centro sia praticamente tornata alla normalità, avendo riaperto dal 1° giugno a tutti i programmi di consulenza, quindi ospitando anche atleti che non si allenano qui in pianta stabile. Dei nostri ne manca ancora qualcuno, come per esempio un ragazzo bielorusso che per ragioni di spostamenti non è ancora riuscito a rientrare, ma per il resto l’attività è ripartita subito forte, con una cinquantina abbondante di atleti impegnati ogni giorno”. Negli ultimi giorni si è addirittura presentata una situazione nuova, col centro ancora più affollato di prima perché, data l’assenza di tornei nazionali e internazionali, tutti gli atleti stanno lavorando per affilare le armi. “Capita di rado – continua Bertino – di trovare contemporaneamente un numero così grande di giocatori, e anche per questo abbiamo dovuto organizzarci a dovere”.

Il che significa dover prestare attenzione alle esigenze tecniche di tutti, quindi con uno staff al completo e con l’utilizzo dei campi del Bordighera Lawn Tennis Club 1878, che grazie a una partnership di vecchia data col Team Piatti permette agli atleti di allenarsi sulla terra battuta di via Stoppani per l’intero periodo estivo. Ma una grande affluenza comporta anche l’obbligo di stare doppiamente attenti alle regole da rispettare, specialmente in una struttura di respiro internazionale. “Visto che qui si allena gente che proviene da ogni parte d’Europa – continua Bertino –, noi in particolare siamo chiamati a fare ancora più attenzione rispetto ad altre realtà. Ci stiamo impegnando molto in questa direzione”. Per esempio, oltre alle normali procedure di sanificazione e igienizzazione, e agli investimenti per dotare la struttura dei dispositivi necessari per la ripartenza (compreso un termo-scanner che esegue riconoscimento facciale sull’uso della mascherina e rileva la temperatura corporea), tutti i membri dello staff, i dipendenti e gli atleti hanno sostenuto il test sierologico, per garantire le migliori condizioni di sicurezza dopo il lungo lockdown. In più, al Piatti Tennis Center hanno anche adibito a palestra una parte della terrazza che guarda sui campi esterni, che in questi giorni sarebbe altrimenti rimasta del tutto vuota dato il divieto d’accesso al centro per gli accompagnatori. “L’abbiamo fatto – chiude Bertino – in modo da avere spazi maggiori per garantire il distanziamento sociale e per permettere ai ragazzi di trascorrere più tempo possibile all’aria aperta”.

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Mental coaching online e palestra su Instagram. La rivoluzione digitale (in quarantena) del Piatti Tennis Center



Bordighera (IM), 14 aprile 2020 – Provare a cogliere delle opportunità di crescita persino in un momento delicato come questo, col Piatti Tennis Center chiuso da settimane e senza nemmeno l’opportunità di uscire di casa. È l’obiettivo del team di Bordighera, che in seguito al decreto che ha ordinato la chiusura dei centri sportivi si è immediatamente attivato per restare a fianco della cinquantina di ragazzi che si allenano in pianta stabile nella struttura, sfruttando la tecnologia per organizzare sessioni di preparazione fisica e mentale a distanza. “Abbiamo suddiviso i ragazzi in gruppi da quindici – spiega Francesco De Laurentiis, head coach del Piatti Tennis Center che si occupa del coordinamento delle attività di mental training –, e con la nostra mental coach Lucia Jimenez, collegata dalla Spagna, organizziamo una manciata di sedute a settimana: alcune con i ragazzi e altre per noi membri dello staff. Tramite un’applicazione per fare riunioni online, è come se fossimo tutti nella stessa stanza. Abbiamo webcam e microfono accesi: si tratta di un lavoro molto dinamico. E i ragazzi stanno rispondendo alla grande”. Inizialmente le sessioni erano studiate per aiutare i giovani ad affrontare il momento, ma sono diventate via via sempre più strutturate. “Questo periodo – dice ancora De Laurentiis – può rappresentare un’opportunità per i tennisti, perché possono allenare aspetti molto importanti, per i quali non sempre si trova il giusto tempo da dedicare. Come la pazienza, la gestione di se stessi, la capacità di reagire alla frustrazione o di dare sempre il cento per cento, in qualsiasi situazione. Anche quando l’unico modo per tenersi allenati è fare esercizi nella propria cameretta”.

Il lavoro fisico, invece, è quotidiano e viene svolto dai preparatori atletici del Piatti Tennis Center in due sessioni, una al mattino e l’altra al pomeriggio, per sei giorni a settimana. Come? Attraverso la trasmissione di video in diretta su Instagram. “Ci sembrava il mezzo più immediato per arrivare ai ragazzi – dice Stefano Ramponi, che sta coordinando i programmi di atletica a distanza –, e sin qui è stato un successo”. Il primo obiettivo, fedele all’idea di team alla base del lavoro del Piatti Tennis Center, è far sentire la propria vicinanza agli atleti. Ma si lavora sul serio, e su vari aspetti: forza, potenza e prevenzione. “I programmi – continua – cambiano ogni settimana. Ogni ragazzo li riceve la domenica, con gli esercizi per i sei giorni successivi. Il metodo è lo stesso che seguiamo nel lavoro tradizionale, la sola differenza è l’attrezzatura: non potendo disporre di una palestra, lavoriamo con oggetti che fanno parte dell’equipaggiamento personale di ognuno”. Ai ragazzi viene proposto un programma di mantenimento, che permetterà loro di farsi trovare pronti al rientro in campo. “In questo momento – chiude Ramponi – non ci aspettiamo che possano avere grandi miglioramenti, ma è importante che tengano uno stato di forma sufficiente per fare in modo che, alla ripresa dell’attività, possano tornare subito a lavorare a pieno regime”. Intanto, in attesa del via libera, al Piatti Tennis Center hanno trovato un modo per lavorare sodo anche in una situazione mai vista prima. Annullando tutte le distanze.

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Tyra cresce con la formula Sinner. Piatti: “Tecnica e lavoro di squadra, come Jannik”



Foto 1 - Tyra Caterina Grant, 11 anni, con la sua coach Giulia Bruschi in occasione del titolo Tennis Europe under 12 vinto nel 2019 a Bludenz (Austria)
Tyra Caterina Grant, 11 anni, con Giulia Bruschi

Bordighera (IM), 9 marzo 2020 – Da Vigevano a Bordighera con un sogno: ripercorrere le orme di Serena Williams. Un’ambizione che ha accompagnato l’infanzia di Tyra Caterina Grant, undicenne italo-americana che invece di seguire sul parquet papà Tyrone, ex cestista statunitense che fra il 2000 e il 2010 ha militato in numerose squadre del campionato di Serie A, ha deciso di impugnare presto la racchetta, trascinando sui campi anche il fratello minore Tyson, di tre anni più giovane. Ha mostrato in fretta doti importanti, che papà e mamma Cinzia hanno scelto di far coltivare al team Piatti: prima al Bordighera Lawn Tennis Club, e dalla primavera del 2018 al Piatti Tennis Center. È qui che la giovane – 12 anni il prossimo 12 marzo – sta forgiando un tennis che promette grandi cose, grazie alla possibilità di allenarsi con uno staff preparatissimo e di stare spesso a contatto con numerosi campioni, ai quali rubare i segreti del mestiere. L’ultima certificazione del suo potenziale è arrivata dal torneo internazionale di Auray, in Francia, uno dei più prestigiosi al mondo per la categoria under 12. Partita dalle qualificazioni, Tyra ha steso una dopo l’altra ben 7 avversarie, spingendosi a sorpresa fino in finale. Lì è stata costretta ad arrendersi, battuta dalla britannica Hannah Klugman e dalle fatiche dei giorni precedenti, ma la cavalcata in Bretagna non ha fatto altro che confermare le sue qualità, intraviste da Piatti tempo fa. “Tyra – dice coach Piatti – è una ragazzina davvero interessante. Ha una personalità forte, ideale per una giocatrice di tennis”.

Il progetto Grant ha molti punti in comune con il percorso di Jannik Sinner, che ha reso l’altoatesino uno dei baby fenomeni del tennis mondiale. “Con entrambi – spiega ancora Piatti – abbiamo lavorato tanto sulla tecnica, e con Tyra ancor di più visto che ha iniziato prima ad allenarsi qui. In tenera età non è importante il risultato, ma lo sviluppo. In attesa della crescita fisica bisogna lavorare sul gioco, partendo dalla tecnica e poi dalla tattica. Con lei siamo riusciti a farlo come piace a noi”. In più, nella crescita della ragazzina è coinvolto l’intero team, come avvenuto per Sinner. “L’head coach – continua il tecnico comasco – è Giulia Bruschi, ma la nostra filosofia è che tutti gli insegnanti siano presenti nel percorso degli atleti. Per questo ci sono anche altri maestri che lavorano con lei; c’è Dalibor Sirola per la preparazione atletica e c’è Claudio Zimaglia come fisioterapista. Tutti devono avere gli occhi aperti su ogni ragazzo”. È così per la Grant come per i tanti altri giovani che da Piatti stanno provando a fare il salto. “La direzione che sta prendendo il Piatti Tennis Center – chiude il suo ideatore – è quella di aiutare i giovani nel processo di crescita, valutando caso per caso. Con l’obiettivo di offrire a ogni singolo atleta il massimo per soddisfare le sue esigenze”. Nessuna formula magica, è il processo scientifico di casa Piatti.

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Lorenzo Ferri, l’under in viaggio con Sinner e Piatti: “Esperienze così fanno crescere tanto”



Foto 1 - Lorenzo Ferri, 16 anni da Torino, e - sullo sfondo - il suo grande amico Jannik Sinner. Ferri l'ha accompagnato negli ultimi 2 tornei, per fare esperienza

Bordighera (IM), 17 febbraio 2020– Due settimane con la nazionale italiana under 16 per provare a conquistare il titolo della Winter Cup, intervallate da un’esperienza ai tornei Atp di Rotterdam e Marsiglia, a fianco di coach Piatti e di Jannik Sinner. Un’opportunità colta al volo da Lorenzo Ferri, torinese classe 2004 che da anni è entrato in contatto col team Piatti e da un paio di stagioni si è trasferito a tempo pieno a Bordighera. Da lì è arrivato fra i primi 30 del ranking under 16 di Tennis Europe, guadagnando la convocazione in Nazionale; una decina di giorni fa a Leeuwarden (Olanda) Ferri ha portato l’Italia – insieme ai laziali Niccolò Ciavarella e Daniele Minighini – alla fase finale a otto squadre della Winter Cup, in programma a Ronchin (Francia) dal 21 al 23 febbraio. Ferri ha dato il suo contribuito vincendo tre match su tre, e poi ha raggiunto il team Piatti a Rotterdam, per vivere da dentro l’esperienza di un grande torneo. “Già sul finire del 2019 – spiega Ferri – ero stato a fianco di Jannik per due tornei, le Next Gen ATP Finals e il Challenger di Ortisei (dove i due hanno giocato anche il doppio insieme, ndr), e Riccardo ci teneva che viaggiassi ancora insieme a loro. È un passaggio utile per il mio percorso: serve a vedere da vicino la routine di un professionista, osservare come il team si comporta e toccare con mano la strada da percorrere per arrivare ad alti livelli”. Anche stavolta la sua presenza ha portato bene: lo scorso anno Sinner ha vinto entrambi i tornei nei quali era presente Ferri, mentre in Olanda ha raccolto la prima vittoria in carriera contro un Top 10, battendo David Goffin.

“È stata un’esperienza molto stimolante – continua Ferri – così come vedere un amico come Jannik (con il quale ha diviso l’appartamento a Bordighera per un anno, ndr) scalare la classifica. Fa capire che con il duro lavoro nessun traguardo è precluso”. Ma a Rotterdam il torinese non è stato solo spettatore: ogni giorno si è allenato con Sinner e con altri protagonisti del torneo, per affinare un tennis aggressivo basato su un rovescio naturale e su un ottimo servizio. “Per un ragazzo in crescita come Lorenzo – dice Luka Cvjetkovic, il coach del Piatti Tennis Center che lo segue da vicino – è importantissimo allenarsi con dei giocatori affermati e vedere dove deve puntare ad arrivare nel giro di qualche anno. Preziosissima anche la possibilità di affiancare Jannik, per imparare dal suo modo di stare in campo, e quella di seguire gli incontri insieme a Riccardo: è molto utile vedere come si prepara una partita, sentire i suoi commenti e il confronto post-match”. Una possibilità che fa gola ai tecnici di tutto il mondo, mentre per chi vive a contatto con Piatti è all’ordine del giorno. Così come per tutti coloro che fanno base al Piatti Tennis Center è normale potersi confrontare quotidianamente, in campo e in palestra, con i tantissimi campioni che a ripetizione passano a Bordighera per allenarsi, su tutti il n.1 al mondo Novak Djokovic. Come se non bastasse, per Ferri l’esperienza nel Tour non è ancora finita, visto che sarà col team anche a Marsiglia, dove oggi è scattato un altro torneo Atp. Avrà qualche altro giorno per allenarsi coi big, per poi volare direttamente a Ronchin per l’impegno con la nazionale. Con la valigia colma di stimoli e di esperienze da raccontare.

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Casa Piatti sempre più internazionale: “Anche l’IMG ci manda i suoi…”



Foto 1 - Scene di lavoro quotidiano sui campi del Piatti Tennis Center. La struttura accoglie in pianta stabile giocatori da una dozzina di nazioni diverse

Bordighera (IM), 4 febbraio 2020 – La qualità paga sempre. L’importante è lavorare bene, da lì arrivano i risultati. È il messaggio che emerge dando uno sguardo al fiume di giocatori che ogni giorno affollano il Piatti Tennis Center, dagli otto anni del più piccolo fino ai 38 suonati dell’eterno Paolo Lorenzi, che la scorsa estate ha intrapreso una collaborazione con coach Cristian Brandi. A meno di due anni dalla sua fondazione il centro di Bordighera è diventato un melting pot di talenti provenienti da tante nazioni diverse, uniti dal linguaggio universale del tennis e dal sogno di diventare i campioni del futuro, affidandosi a mani fra le più esperte al mondo. Fra la cinquantina di atleti che si allenano in Riviera in pianta stabile sono rappresentate Italia, Francia, Serbia, Romania, Bulgaria, Russia, Bielorussia, Germania, Stati Uniti, Slovenia e Principato di Monaco, senza dimenticare le tante bandiere arrivate per gli stage, per le consulenze o anche solo per allenarsi qualche giorno, come i tanti big del circuito passati di qui. “C’è una richiesta enorme – spiega il direttore tecnico Luigi Bertino –, che continua ad aumentare. Sono appena arrivati il bulgaro Roben Gavani, classe 2007, e il bielorusso Alexander Zgirovsky, classe 2001. E a breve è atteso Manas Dhamne, talento indiano che nel 2019 ha vinto il titolo under 12 dell’Eddie Herr (fra i tornei giovanili più prestigiosi al mondo, ndr). Farà un periodo di prova, con l’obiettivo di restare da noi a tempo pieno su suggerimento diretto dell’IMG”.

Un punto, l’ultimo, che ha aperto uno scenario nuovo: non sono solo i privati a bussare alle porte del Piatti Tennis Center, ma ora anche alcune delle agenzie di management più famose al mondo consigliano ai propri assistiti di far base a Bordighera. Senza dimenticare federazioni, sponsor, aziende e altri operatori del settore: il suggerimento è sulla bocca di tutti. “È un aspetto che si è sviluppato molto – continua Bertino – e per noi è un grande motivo d’orgoglio. In termini di spazi, la nostra struttura ha poco a che vedere con le grandi accademie presenti in Europa e nel mondo, e poi oggi l’offerta è variegata e moltissime sono le possibilità sparse un po’ dappertutto; eppure tanti giovani di alto livello vengono comunque indirizzati qui. Significa che il Piatti Tennis Center è considerato un’eccellenza su scala mondiale, grazie alla credibilità che Riccardo si è costruito nel circuito professionistico”. Ecco perché c’è una richiesta enorme, alla quale il Centro ha risposto aumentando ulteriormente i membri dello staff tecnico. Così la già affollatissima lista d’attesa continua ad allungarsi. “La prossima sfida – chiude Bertino – è quella di continuare a seguire sempre meglio i nostri atleti, alzando ancora l’asticella di qualità e attenzione. Chi arriva al Piatti Tennis Center si aspetta il massimo, e noi dobbiamo essere pronti e preparati per accontentarli”.

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Il boom del Piatti Tennis Center: 2019 da tutto esaurito e qualità alle stelle



Foto 1 - Andrea Volpini (sinistra) e Jannik Sinner, nella foto con coach Riccardo Piatti, premiati dalla Federtennis ai Supertennis Awards, come miglior insegnante e giocatore migliorato di più nel 2019
Andrea Volpini (sinistra) e Jannik Sinner, nella foto con coach Riccardo Piatti, premiati dalla Federtennis ai SuperTennis Awards

Bordighera (IM), 23 dicembre 2019 – Quando a metà del 2018 Riccardo Piatti ha annunciato l’innesto di Luigi Bertino come nuovo direttore tecnico del Piatti Tennis Center, l’ha fatto con un obiettivo chiaro: far fare all’intero centro un ulteriore salto di qualità. Un risultato raggiunto a pieno in un 2019 che ha visto la struttura di Bordighera finire ripetutamente al centro dell’attenzione. È proprio Bertino a tirare le somme. “Puntavamo a portare il centro a esprimere il massimo delle sue potenzialità – spiega – e ci siamo riusciti, sia portando a una cinquantina il numero degli atleti che si allenano da noi in pianta stabile, sia triplicando consulenze, stage e altre forme di collaborazione periodiche”. Una crescita decisa, resa possibile anche dall’aumento dei membri dello staff. “Abbiamo aggiunto un nuovo preparatore atletico ai quattro già presenti e inserito nel team altri quattro maestri. Oggi siamo una quindicina, e lavoriamo tutti con lo stesso metodo, parlando la stessa lingua e affidandoci al tanto materiale didattico da noi stessi prodotto. In più abbiamo anche implementato la sfera mentale dell’allenamento, con la collaborazione con la mental coach Lucia Jimenez”. Una crescita a 360° che ha fatto sì che ci sia addirittura una lista d’attesa di persone che vorrebbero allenarsi al centro, tanto da aprire una riflessione sulle strategie per il futuro. “Abbiamo un progetto per un primo ampliamento strutturale – dice ancora Bertino – che riguarda palestra e uffici. Poi valuteremo anche se sarà il caso di aggiungere altri campi”.

Esigenze che testimoniano il successo di un progetto nato meno di due anni fa ma da subito vincente. Sia per i giocatori, come quel Jannik Sinner che ha appena fatto incetta di premi per il suo magico 2019 (solo nell’ultima settimana ha collezionato gli award di Atp, Federtennis e Gazzetta dello Sport), sia per gli allenatori, tanto che Andrea Volpini è stato premiato – sempre dalla Fit – come miglior insegnante della stagione. “L’arrivo da noi di una star come Maria Sharapova – continua il direttore tecnico – e ancor di più i risultati di Sinner ci hanno dato la conferma che il lavoro svolto è quello giusto. Il metodo Piatti, che è la chiave del successo del centro, funziona. Non che prima ci fossero dei dubbi, ma ora il suo valore è ancora più tangibile, certificato dai risultati”. Di pari passo con la crescita dell’attività sui campi, è aumentata l’attenzione alla formazione, da sempre una delle mission di Piatti. “Siamo diventati ‘official educational site’ di Ptr (l’associazione mondiale degli insegnanti di tennis, ndr), organizzando vari congressi e workshop e ospitando anche un modulo del corso FIT da tecnico nazionale. Nel nostro staff – chiude Bertino – ci sono delle figure di qualità riconosciute in tutto il mondo: ci sembra doveroso dedicare tempo anche a dei seminari di approfondimento e crescita scientifica. Ne abbiamo diversi in calendario per il prossimo anno, e proveremo a crescere ancora”. Il succo è chiaro: tutto sta andando nella direzione giusta e i risultati già raggiunti in meno di due anni sono persino migliori rispetto alle aspettative. Ma di voglia di accontentarsi non ce n’è nemmeno l’ombra. È proprio così che si costruiscono i successi.

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Maria Sharapova all’Isola d’Elba con Piatti: “Ci siamo concentrati molto sul servizio”



Bordighera (IM), 29 luglio 2019 – Una star della racchetta come Maria Sharapova in campo ad allenarsi, per due settimane, in un paesino dell’Isola d’Elba. Possibile, grazie a Riccardo Piatti, il coach italiano più famoso al mondo, che dopo Wimbledon ha accolto la campionessa russa alla Tenuta delle Ripalte di Capoliveri. Lì da anni, ogni estate, il tecnico comasco – coach del croato Borna Coric – sposta la sua base per cinque settimane, per gli stage targati Elba Tennis Camp. Era già capitato che passassero dall’Elba tanti allievi del Piatti Tennis Team, come quel Jannik Sinner – abituale frequentatore dei camp: c’era anche quest’anno – da poco diventato il più giovane fra i primi 200 del mondo, ma la visita della Sharapova ha colto di sorpresa anche lo stesso Piatti. “Quando il manager di Maria mi ha contattato – spiega Riccardo -, ho accettato subito. Una come lei fa parte di quella tipologia di giocatori ai quali è impossibile dire di no. Mi ha sorpreso vederla venire fino a qui per allenarsi con me”. La russa non è la prima ex n.1 al mondo e pluri-campionessa Slam a chiedere una mano a Piatti, visto che nel dicembre scorso aveva fatto lo stesso Garbine Muguruza. Ma se allora era stato il coach della spagnola a chiedere un confronto a Piatti, stavolta è stata proprio Masha in persona a bussare alla porta, spinta dal desiderio di raddrizzare una stagione che l’ha vista giocare soli cinque tornei, a causa di un problema alla spalla che l’ha fermata per 4 mesi.

La campionessa russa e il tecnico comasco in campo insieme alla Tenuta delle Ripalte di Capoliveri

“Abbiamo lavorato molto dal punto di vista tecnico e sui colpi – continua Piatti – per cercare di mettere ordine al suo gioco, anche con l’aiuto della video-analisi. Ci siamo concentrati in particolare sul servizio, limitato dai problemi alla spalla che ha avuto. Oltre ad aiutare lei, l’esperienza è servita a me per conoscere le sue abitudini, il suo modo di ragionare e di vedere le cose. È stato formativo anche per me e per il mio team”. Insieme a Piatti hanno lavorato con la Sharapova anche il video analista Simone Bertino e la coach Giulia Bruschi, mentre ad accompagnare Maria c’erano il fisioterapista, lo sparring partner Alex Kuznetsov e per qualche giorno anche il padre Yuri. In tutto, la russa ha affrontato 18 sessioni di allenamento, e ora tornerà a Los Angeles (dove risiede) per continuare a preparare i tornei sul cemento americano. “L’ho trovata davvero motivata e attentissima. Vuole tornare in alto, e ha bisogno di ritrovare il suo tennis dopo essere stata ferma più volte. È talmente forte dal punto di vista mentale che, qualora dovesse riuscire a stare bene, sono certo che potrà tornare in alto. Lavorare insieme a lei – chiude Piatti – è stato un onore, e spero che ci possa essere un seguito anche a Bordighera”. Un augurio alimentato anche dalla soddisfazione della russa, rimasta tanto contenta delle sue due settimane sull’Isola da riassumerle via Instagram, con foto, video e tanti sorrisi. L’accoppiata Piatti/Isola d’Elba le è piaciuta un sacco.

PIATTI TENNIS CENTER, LA CASA DEL COACH ITALIANO PIÙ VINCENTE DI SEMPRE

Nato a Como nel 1958, Riccardo Piatti è diventato Maestro nel 1982, dopo aver frequentato la Scuola Nazionale Maestri. Tra il 1984 e il 1988 è stato responsabile e capitano della squadra Under 16 della Fit. Nel 1988 decide di intraprendere la libera professione e di seguire alcuni dei più promettenti giovani tennisti italiani, come Furlan (best ranking n.19 Atp), Caratti (n. 26), Camporese (n.18) e Brandi (n.50 in doppio). Ha allenato tra gli altri Ivan Ljubicic, che sotto la sua guida ha raggiunto il best ranking di n.3 e vinto 10 tornei Atp, e ancora Gasquet, Raonic e ora Borna Coric, portato a ridosso della top-10. Dal 2008, coach Piatti ha deciso di mettere la sua esperienza al servizio dei giovani talenti del tennis e dei loro allenatori, organizzando workshop in Italia ed Europa e collaborando come consulente per numerosi club. Adesso l’avventura continua sui campi di Viale Canariensis 7, a Bordighera. Quattro campi presenti, altri due in progetto.

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