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Sicurezza, confronto e collaborazioni top: l’agenda 2021 del Piatti Tennis Center



Bordighera (IM), 28 dicembre 2020 – Non fermarsi mai e continuare a investire anche nei momenti più difficili. Sono le due carte vincenti giocate nel 2020 dal Piatti Tennis Center, che malgrado una settantina di giorni di chiusura nel periodo del primo lockdown e una quantità di lavoro inevitabilmente ridotta, si trova a salutare una stagione comunque positiva. Segnata dalla volontà di crescere anche in barba alla pandemia. “Dal punto di vista organizzativo – dice Luigi Bertino, direttore del centro – è stata una stagione importante, anche nonostante le tante difficoltà. Abbiamo dato una nuova forma al modello interno del centro, investendo per aumentare il personale e migliorare il livello di competenza del nostro staff, in tutti i settori. Così da rispondere a una richiesta di livello sempre più alto”. Si è lavorato sodo anche nel periodo di chiusura, proponendo allenamenti da remoto per tutti gli atleti e, proprio in quelle settimane il pensiero è andato a come rimodellare la struttura del centro, modellata sul percorso che tanto bene ha funzionato con Jannik Sinner. Il tutto mettendo sempre la sicurezza al primo posto. “Il fatto – continua Bertino – che non si sia verificato nemmeno un caso di positività al Covid-19 in una struttura come la nostra, che accoglie tanti atleti abituati a viaggiare in continuazione, è la dimostrazione del buon funzionamento dei protocolli di prevenzione. Che sono stati curati con tanta attenzione, anche nel periodo estivo in cui c’era maggiore libertà in termini di restrizioni. Questo ci ha permesso di garantire sempre la sicurezza di tutti gli atleti”.

L’unico rammarico, che non dipende affatto dal Piatti Tennis Center, sta nella cancellazione di tantissimi eventi internazionali, che ha fortemente limitato l’attività di quasi tutti i giocatori di base a Bordighera. “L’aspetto agonistico e dei tornei – spiega ancora il direttore – è la parte che più è mancata ai nostri atleti in questo 2020. Proprio in questa direzione, quindi, ci siamo già organizzati in vista della prossima stagione, con la speranza che la situazione legata all’emergenza sanitaria vada via via migliorando. Abbiamo stilato dei piani per fare in modo che nel 2021 ciascuno dei nostri giocatori disputi dalle 50 alle 70 partite: l’obiettivo è di recuperare un’annata a singhiozzo giocando il maggior numero possibile di incontri, per crescere e fare esperienza”. Come struttura, invece, le intenzioni primarie del centro per l’anno nuovo riguardano un’ulteriore miglioramento della qualità dello staff, da perseguire con un continuo confronto. Perché è solo con la crescita personale di ogni membro dello staff che può continuare ad aumentare anche la qualità degli atleti. “In più – chiude Bertino – ci auguriamo di continuare ad ampliare il numero di contatti con giocatori, tecnici e club che si appoggiano alla nostra struttura, e abbiamo in cantiere anche delle importantissime collaborazioni che puntiamo a finalizzare presto”. Anche nel 2021, insomma, ci sarà da divertirsi.

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Coach Atp dell’anno: Piatti è in lizza. Un riconoscimento al metodo del Tennis Center



Bordighera (IM), 8 dicembre 2020 – Non c’è solo Jannik Sinner, che proverà a coronare la sua ottima stagione col premio di giocatore che ha compiuto i maggiori progressi nel 2020. Nella lista dei candidati agli Atp Awards c’è un posto anche per il suo allenatore, Riccardo Piatti, in lizza per il prestigioso premio di miglior coach dell’anno. Il vincitore verrà annunciato a metà dicembre, con il tecnico comasco che si contenderà l’oscar con gli allenatori di quattro top-10 della classifica mondiale: Gilles Cervara (coach di Daniil Medvedev), Juan Ignacio Chela (Diego Schwartzman), Nicolas Massu (Dominic Thiem) e Fernando Vincente (Andrey Rublev). Ma dato che a scegliere il quintetto dei candidati sono stati gli stessi allenatori del Tour (che successivamente eleggono anche il vincitore), già essere fra i papabili è un grande riconoscimento per il lavoro svolto. Un lavoro che nel caso specifico dell’accoppiata Piatti-Sinner va ben oltre ciò che si vede nel circuito mondiale. Perché alle spalle di Riccardo c’è un intero staff che si muove ogni giorno al Piatti Tennis Center, secondo un metodo sviluppato in anni e anni d’esperienza. E perché l’esplosione di Sinner non è altro che la prova dell’efficacia di un percorso rimodellato di continuo secondo le esigenze di tanti altri aspiranti campioni, che hanno individuato nella struttura di Bordighera il luogo ideale dove gettare le basi della propria carriera.

“Più che della mia candidatura – dice Piatti – sono contento che gli altri giocatori abbiano indicato Sinner fra i possibili vincitori del premio di Most Improved Player of The Year. Dopotutto, specialmente a certi livelli, il successo di un coach dipende dai risultati di chi allena, quindi mi fa piacere che fra i candidati ci sia pure Jannik. Per lui sono ancora gli anni della formazione, quindi il mio compito è solo quello di farlo lavorare il più possibile, e guidarlo in questo mondo nella maniera corretta. Io faccio l’allenatore da 40 anni e ho le idee chiare: questo premio mi farebbe piacere, ma non cambierebbe il mio lavoro”. Tradotto: per fargli togliere i piedi da terra ci vuole ben altro, ma è indubbio che, di riflesso, la sua candidatura fra i migliori coach Atp del 2020 sia una certificazione di qualità dedicata all’intero ‘modello Piatti’, che da qualche anno ha trovato casa al suo Tennis Center di Bordighera. “Abbiamo tantissimi ragazzini – continua –, e ci diamo un gran da fare per farli crescere come si deve. La formazione di giocatori e allenatori resta al primo posto, e l’obiettivo è solo quello di alzare sempre di più la qualità del nostro lavoro. Se vincerò il premio? Non credo. Per adesso – chiude – Sinner non ha ancora raccolto i titoli dei giocatori allenati dagli altri candidati”. Tuttavia Jannik è anche – e di parecchio – il più giovane di tutti. Segno che c’è ancora tanto tempo, per crescere e per vincere.

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Il lavoro al Piatti Tennis Center porta anche al college: Tara Milic e Daniel Botti volano negli USA



Bordighera (IM), 23 novembre 2020 – Un luogo dove allenarsi con l’obiettivo di sfondare nel mondo della racchetta, ma anche per crescere e provare a sfruttare il tennis come mezzo per aprirsi altre strade. Come quella dei college negli Stati Uniti, il posto ideale dove proseguire gli studi senza trascurare la propria attività tennistica. Per questo da tempo il Piatti Tennis Center ha stretto una collaborazione con TS College Tennis, agenzia che assiste i giocatori in grado per meriti sportivi di ottenere una borsa di studio per le università americane. E i frutti della partnership si vedono, visto che presto dalla struttura di Bordighera faranno le valigie sia la slovena Tara Milic sia Daniel Botti, destinazione Stati Uniti. “Siamo felici di questa collaborazione – spiega Luigi Bertino, direttore del Piatti Tennis Center – perché la strada del college è molto preziosa per tutti quei ragazzi di buon livello che scelgono di intraprendere un percorso accademico accanto a quello tennistico. È una delle opportunità che consigliamo ai nostri atleti, e in più garantisce anche un ulteriore fine al nostro lavoro quotidiano. Perché non tutti gli aspiranti tennisti riusciranno nel loro obiettivo, ma chi non ce la farà si sarà comunque costruito un livello di gioco tale per conquistarsi una borsa di studio nei college più importanti. Una validissima alternativa”.

Lo dimostra l’esempio di Tara Milic, a Bordighera da quasi due anni e lanciatissima verso la nuova esperienza. Ha appena firmato con la Purdue University, e l’agosto prossimo volerà a West Lafayette (Indiana) con una borsa di studio del valore di 40.000 dollari all’anno che coprirà il suo intero percorso universitario. Un risultato raggiunto con costanza e determinazione. “Mi piace giocare a tennis e mi piace studiare – racconta la 18enne slovena – quindi ho sempre tenuto conto di questa opzione. Ma non l’avevo mai valutata sul serio fino a quando David Botti (responsabile di TS College Tennis, ndr) mi ha fatto conoscere le varie opportunità. Sono stata assistita in tutto e per tutto – continua -, dai primi contatti con i coach dei diversi college fino al momento delicato della scelta. Tutto lo staff del Piatti Tennis Center ha appoggiato la mia decisione. Studierò business e andrò a vivere il mio sogno”. Daniel Botti partirà invece a gennaio, destinazione Kennesaw State University, a Nord di Atlanta, in Georgia. “TS Tennis College – racconta – mi ha aiutato tanto dal punto di vista burocratico, mentre il Piatti Tennis Center è stato fondamentale per il mio percorso tennistico. Sono migliorato un sacco e i buoni risultati ottenuti mi hanno permesso di accedere a un ottimo college. Potrò studiare e continuare a giocare ad alto livello, cosa che in Italia sarebbe stata più complicata. Mi aspetto tante occasioni di arricchimento personale, un buon percorso scolastico e la possibilità di ottenere buoni risultati sul campo, per la mia squadra”. Dopo quasi un anno e mezzo di lavoro a Bordighera può stare tranquillo: le basi per fare bene le ha eccome.

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Piatti: “Super-staff da 25 persone per fare qualità. E parliamo tutti la stessa lingua”



Bordighera (IM), 14 ottobre 2020 – La ricetta per restare al top? Crescere ogni giorno. Come sta facendo il Piatti Tennis Center, che invece di sedersi sugli allori dei risultati (da Roma a Parigi…) lavora per migliorare di continuo, sotto ogni aspetto. Il primo è la dimensione e la qualità dello staff tecnico, arrivato a contare la bellezza di 25 persone: un numero da record per una struttura con quattro campi, e che conferma la ferma volontà di garantire a chiunque transiti da Bordighera la più alta qualità possibile, sia negli allenamenti sia nell’accompagnamento alle competizioni. Significa che oltre ad arrivare di continuo nuovi talenti, in Riviera trovano spesso casa anche nuovi tecnici, italiani e non, che decidono di formarsi con quel metodo Piatti che tanti risultati ha dato e sta continuando a dare. Solo nelle ultime settimane sono giunti al PTC sei nuovi membri dello staff: il coach londinese Max Phillips, arrivato tramite la collaborazione con l’organizzazione internazionale Orange Coach; i maestri nazionali romani Alessandro D’Itri e Alessio Abbondanzieri (che è anche osteopata, e avrà perciò un doppio ruolo all’interno della struttura affiancando il dott. Marco Curti); l’istruttore Lorenzo Vano e il preparatore fisico Leandro Mosconi, che si aggiunge ai cinque già presenti a tempo pieno. Senza dimenticare la presenza per i prossimi tre mesi del coach spagnolo Karim Perona, uno che ha lavorato anche con due top-10 come Tommy Robredo e Flavia Pennetta, e in virtù dell’amicizia con Riccardo Piatti metterà quotidianamente la sua esperienza al servizio dei giovani del centro.

Al di sopra delle new entry, e di tutti i coach già presenti da tempo a Bordighera, come da nuovo modello organizzativo inaugurato nel corso dell’estate resta la regia tecnica del centro, con i coach Riccardo Piatti, Cristian Brandi, Andrea Volpini e Luca Cvetkovic; Luigi Bertino per la parte organizzativa, Dalibor Sirola e Claudio Zimaglia per quella atletica e fisioterapica. “Noi – spiega Piatti – ci occupiamo di definire gli obiettivi a medio e lungo termine, di coordinare l’attività sia degli allenamenti sia di tornei e trasferte, e anche di formare nuovi allenatori. Poi ogni atleta ha il suo player coach, il quale fa riferimento a noi. Siamo aperti 360 giorni all’anno, e avere a disposizione uno staff così ampio ci permette di portare in ogni campo non più di due atleti per volta, sempre seguiti da almeno un head coach e da un paio di assistant coach. Ognuno di noi parla lo stesso linguaggio, e ciò fa sì che si possa svolgere sempre un lavoro di altissima qualità”. Lo stesso che regala risultati ogni settimana, e che in breve tempo ha portato il Piatti Tennis Center sulla mappa delle strutture più famose al mondo per diventare giocatori di tennis.

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Piatti Tennis Center fabbrica di talenti. Valanga di medaglie ai tricolori Under



Bordighera (IM), 16 settembre 2020 – L’obiettivo del Piatti Tennis Center è quello di diventare una fabbrica di talenti a getto continuo, e il presente continua a regalare conferme nella giusta direzione. L’ultima è arrivata dai tanti piazzamenti conquistati nei Campionati italiani giovanili, sparsi dal nord al sud della Penisola per le categorie che vanno dall’Under 11 all’Under 16. Il centro di Bordighera era rappresentato un po’ dappertutto, e con i suoi giocatori ha lasciato il segno in vari tornei: sia con ragazzi che si allenano col team Piatti da tempo, sia con alcune new entry giunte di recente in Riviera per inseguire il sogno di diventare tennisti di alto livello. Per esempio Daniele Rapagnetta, romano classe 2006, che fra gli Under 14 a Biella si è spinto fino in finale (e in semifinale in doppio), o come l’Under 12 Marzia Paola Pieragostini, che alla Coppa Lambertenghi del Tennis Club Milano Bonacossa ha vinto il titolo di doppio (insieme alla laziale Gaia Mais) ed è arrivata ai quarti in singolare. Senza dimenticare Filippo Garbero, appena giunto in pianta stabile a Bordighera col fratellino Federico: per lui, semifinale in singolare e finale in doppio fra gli Under 11 a Roma. “È la prova – dice Luigi Bertino, direttore del Piatti Tennis Center – delle qualità di tutti gli ultimi arrivati. E non è finita: a breve giungeranno da noi altri giovani di belle speranze, italiani e stranieri. In questo momento stiamo puntando molto su questi progetti a medio-lungo termine, così da poter lavorare sugli atleti nella fase della formazione”.

Sempre agli Italiani, Noah Canonico è giunto in finale in singolare alla Coppa Lambertenghi, Alessandra Teodosescu si è laureata vice-campionessa nazionale Under 14 sia in singolare sia in doppio (a Casale Monferrato), mentre Lorenzo Carboni ha conquistato la finale di doppio della stessa categoria a Biella, oltre alla semifinale in singolare. Semifinale, infine, anche per Lorenzo Ferri fra gli Under 16, lo stesso torneo che nei Campionati nazionali tedeschi ha appena fatto registrare il trionfo di Tea Lukic, altra atleta di base al Piatti Tennis Center. Insomma, una lunga serie di trofei e soddisfazioni, che fanno da stimolo per allenarsi sempre meglio, mentre per i tecnici rappresentano la prova tangibile del valore del lavoro svolto quotidianamente. “Ci sono anche tanti altri ragazzi – continua Bertino – che magari ai Campionati nazionali non hanno brillato o non hanno partecipato, ma le cui qualità sono ugualmente importanti. Penso a Giacomo Nosei, Federico Bondioli, Ela Nala Milic, Tyra Grant, al bulgaro Roben Gavani e a tanti altri. Abbiamo il privilegio di poter seguire alcuni dei migliori giovani d’Europa – chiude Bertino – e l’obiettivo del team è quello di costruire la loro crescita partendo dalla base”. Per seguire il percorso che tanto bene ha funzionato con Jannik Sinner.

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Nasce il “Modello Piatti”, sulle orme dell’Ajax. Così migliorerà l’efficienza del Tennis Center



Bordighera (IM), 27 agosto 2020 – Mettere sempre l’atleta al centro, in tutto e per tutto. È la mission che ha accompagnato la nascita del nuovo modello organizzativo del Piatti Tennis Center, sviluppato dal direttivo della struttura di Bordighera nel periodo del lockdown. Un segnale forte: anche in mesi di difficoltà e distanza, Piatti e il suo staff hanno saputo trovare un’opportunità di crescita, lavorando duro per rispondere a una richiesta in costante aumento e con delle esigenze sempre più precise. “La continua crescita del numero di atleti che vuole allenarsi qui – spiega Luigi Bertino, direttore del Piatti Tennis Center – ha reso sempre più cruciale l’organizzazione del centro, pertanto ci siamo mossi di conseguenza”. Aiutati da una società di Bologna specializzata nelle consulenze aziendali, è stato stabilito il metodo, contenuti, tipologie di atleti e obiettivi. In primis quello di diventare una fabbrica di talenti che ambiscono all’élite del tennis mondiale, e da questi punti fermi è partito il processo per costruire un modello organizzativo adatto alle esigenze. Si chiama “modello Piatti”, plasmato sul metodo di lavoro e sulla filosofia messa a punto dal tecnico comasco in oltre 40 anni di carriera (e considerata un’eccellenza a livello internazionale), ed è stato sviluppato prendendo spunto da quello dell’Ajax Football Club, società calcistica tornata alla ribalta europea come modello virtuoso di crescita dei giovani. Il lancio ufficiale è previsto a settembre, ma il periodo di rodaggio è partito da un po’, e per rifinire gli ultimi dettagli resta ancora qualche giorno.

 “Il principio di base del nuovo modello – continua Bertino – è che ogni giocatore ha un suo coach di riferimento (player coach), che tuttavia deve avvalersi di tutte le professionalità del centro. Chiunque venga da noi deve avere la possibilità di sfruttare al meglio tutte le risorse a propria disposizione. Le abbiamo divise in sei aree: tecnica, tattica, di sviluppo della prestazione, fisico-atletica, mentale e medica, prevenzione. All’interno del Piatti Tennis Center, ognuna di queste aree ha una figura di riferimento specifica, così un giocatore e il suo coach sanno sempre a chi possono e devono rivolgersi per ogni area di competenza. Tutto il team è al servizio di tutti, ognuno secondo le proprie specificità”. Più nel dettaglio, i player coach si occupano del lavoro quotidiano dei giocatori a loro affidati, mentre è stata creata una regia tecnica che annovera le figure di massima esperienza del centro, chiamate a definire gli obiettivi, la programmazione e le scelte tecniche più importanti. Tutte queste figure lavorano a stretto contatto, dando grande importanza a feedback, valutazioni e confronto con l’obiettivo di consolidare i punti di forza identificando azioni di crescita e sviluppo. “Nel tennis – chiude Bertino – un modello organizzativo così strutturato non l’ho mai visto. Renderà il nostro lavoro ancora più efficace, e ci aiuterà a migliorare la comunicazione, fondamentale in una struttura come la nostra”. Per andare a regime serve il rodaggio, ma intanto il modello è stato varato. E promette di rivelarsi un’altra mossa vincente firmata Piatti Tennis Center.

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Cristian Brandi sarà ‘élite coach’. In quasi 40 anni, dai ‘Piatti boys’ a coordinatore



Foto 1 - Cristian Brandi (a sinistra) e Riccardo Piatti hanno iniziato a lavorare insieme quasi 40 anni fa. Prima di diventare colleghi, il coach comasco è stato allenatore dell'ex giocatore pugliese

Bordighera (IM), 7 luglio 2020 – A fianco di Riccardo Piatti è diventato grande e ha trascorso la sua intera carriera, poi sempre con il coach comasco ha mosso i primi passi nel mondo dell’insegnamento. Infine, dal mese di giugno, Cristian Brandi è diventato anche il braccio destro del suo ex allenatore, al Piatti Tennis Center. Una novità che conferma come la realtà di Bordighera stia continuando a investire nella crescita del suo staff, per garantire degli standard sempre migliori. Contribuirà allo scopo la presenza a tempo pieno del brindisino classe 1970, con una carriera di tutto rispetto da giocatore (è stato numero 50 Atp in doppio) e un curriculum altrettanto valido da coach, con nomi come Marco Cecchinato, Filippo Volandri, Paolo Lorenzi, Thomas Fabbiano, Alessandro Giannessi e tanti altri nella lista dei giocatori passati sotto le sue cure. Brandi fa parte del Team Piatti fin dagli albori, ma si era sempre occupato di seguire direttamente un numero ristretto di atleti. Mentre ora, in qualità di ‘élite coach’, gli spetterà il compito di coordinare in prima persona l’intero lavoro del centro, con la collaborazione degli altri membri dello staff. “Riccardo puntava ad assegnarmi questo ruolo da un pezzo – spiega il 50enne pugliese –, e ho sentito che era il momento giusto per provarci, dopo quasi 40 anni a girare per il mondo. Tuttavia, viaggi a parte, il mio lavoro resta lo stesso: continuerò occuparmi della crescita dei ragazzi, cercando di dare a ognuno i mezzi per raggiungere il massimo delle proprie potenzialità. Sarò duro e attento: poter giocare a tennis è una fortuna, i ragazzi devono capirlo e metterci sempre la massima serietà. Chi si allena da noi sa di avere a disposizione tutto ciò che serve per esprimersi al meglio”.

Il legame fra Brandi e Piatti è qualcosa di unico: Cristian era uno dei favolosi ‘Piatti Boys’, il quartetto di ragazzi che a fine anni ’80 diventarono giocatori professionisti di alto profilo sotto la guida del coach comasco, iniziando a testimoniare quelle qualità che avrebbero reso il loro mentore uno dei più celebri al mondo. Oltre trent’anni più tardi, e a quasi 40 dal primo incontro datato 1983 (a Riano, quando un Brandi 14enne fu convocato al Centro federale Fit), sono ancora uno a fianco all’altro, pronti per una nuova sfida. “A Riccardo – continua Brandi – mi lega un rapporto che va ben oltre l’aspetto professionale. Ho perso il padre da bambino e lui si è preso la briga di crescermi fin dai 14 anni. Mi ha seguito per l’intera carriera, e dopo che ho smesso è stato sempre lui ad affidarmi i primi giocatori da allenare, per capire se quella potesse essere la mia strada”. Brandi l’ha capito in fretta e, da lì, i due hanno lavorato insieme quasi senza soluzione di continuità. “È il mio punto di riferimento, lo è sempre stato e lo sarà sempre. Ormai sono oltre 16 anni che faccio questo mestiere – chiude –, ma Riccardo è già a quota 40. Significa che comunque ne sa sempre più di me”. Una stima reciproca che li unisce in un rapporto come se ne vedono pochi, ora a disposizione di coloro che da Bordighera provano a inseguire il sogno del professionismo.

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La ripartenza in sicurezza del Piatti Tennis Center: sold out, palestra all’aperto e attenzione ai protocolli



Bordighera (IM), 15 giugno 2020 – 69 giorni senza mettere piede sui campi del Piatti Tennis Center sono stati duri da affrontare. Ma lo staff si è dimostrato all’altezza anche in una situazione inedita, organizzando lezioni e sessioni di allenamento online. E ora che l’attività è ripartita, tutti si sono fatti trovare pronti. Tanto che, dalla riapertura datata 18 maggio, a Bordighera ci hanno messo ben poco a tornare a pieno regime. “Pur con un protocollo di disposizioni che seguiamo alla lettera – spiega Luigi Bertino, direttore del Piatti Tennis Center –, possiamo dire che l’attività del centro sia praticamente tornata alla normalità, avendo riaperto dal 1° giugno a tutti i programmi di consulenza, quindi ospitando anche atleti che non si allenano qui in pianta stabile. Dei nostri ne manca ancora qualcuno, come per esempio un ragazzo bielorusso che per ragioni di spostamenti non è ancora riuscito a rientrare, ma per il resto l’attività è ripartita subito forte, con una cinquantina abbondante di atleti impegnati ogni giorno”. Negli ultimi giorni si è addirittura presentata una situazione nuova, col centro ancora più affollato di prima perché, data l’assenza di tornei nazionali e internazionali, tutti gli atleti stanno lavorando per affilare le armi. “Capita di rado – continua Bertino – di trovare contemporaneamente un numero così grande di giocatori, e anche per questo abbiamo dovuto organizzarci a dovere”.

Il che significa dover prestare attenzione alle esigenze tecniche di tutti, quindi con uno staff al completo e con l’utilizzo dei campi del Bordighera Lawn Tennis Club 1878, che grazie a una partnership di vecchia data col Team Piatti permette agli atleti di allenarsi sulla terra battuta di via Stoppani per l’intero periodo estivo. Ma una grande affluenza comporta anche l’obbligo di stare doppiamente attenti alle regole da rispettare, specialmente in una struttura di respiro internazionale. “Visto che qui si allena gente che proviene da ogni parte d’Europa – continua Bertino –, noi in particolare siamo chiamati a fare ancora più attenzione rispetto ad altre realtà. Ci stiamo impegnando molto in questa direzione”. Per esempio, oltre alle normali procedure di sanificazione e igienizzazione, e agli investimenti per dotare la struttura dei dispositivi necessari per la ripartenza (compreso un termo-scanner che esegue riconoscimento facciale sull’uso della mascherina e rileva la temperatura corporea), tutti i membri dello staff, i dipendenti e gli atleti hanno sostenuto il test sierologico, per garantire le migliori condizioni di sicurezza dopo il lungo lockdown. In più, al Piatti Tennis Center hanno anche adibito a palestra una parte della terrazza che guarda sui campi esterni, che in questi giorni sarebbe altrimenti rimasta del tutto vuota dato il divieto d’accesso al centro per gli accompagnatori. “L’abbiamo fatto – chiude Bertino – in modo da avere spazi maggiori per garantire il distanziamento sociale e per permettere ai ragazzi di trascorrere più tempo possibile all’aria aperta”.

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